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“Essa rimane per me uno dei più bei ricordi della mia vita di calciatore.” (Renato Cesarini)

Zonacesarini.net trae il suo nome da una storia lontana nel tempo ma che ancora oggi è nell’immaginario collettivo di tutti gli sportivi. L’espressione, come suggerito da Wikipedia, “è usata per indicare i minuti conclusivi e di recupero in un evento sportivo, in particolare nel calcio“. Quante volte, però, questa viene utilizzata anche in altri ambiti di linguaggio per raccontare di fatti accaduti “all’ultimo minuto”.

Noi vogliamo rimanere sul campo di calcio e raccontarti la sua origine ormai datata 1936 e del suo protagonista.

Renato Cesarini

Renato Cesarini nasce a Senigallia l’11 Aprile 1906 ma dopo pochissimi mesi si trasferisce in Argentina insieme ai genitori. Le cronache del tempo, quando Renato, detto “El Tano“, era un po’ più cresciutello, lo vogliono dedito più a santificare l’arte dell’ozio e del divertimento che quella del sacrificio degli allenamenti sul campo di pallone. Renato però era un portento, uno che col pallone ci sapeva fare davvero.

Nel 1929, quest’ala destra un po’ svogliata ma dotata di grande estro e fantasia, viene acquistata dalla Juventus Football Club per 40 mila lire. Uno sproposito. Parte subito fortissimo e nella stagione 1929-30 mette a segno 10 reti in 16 partite, non male per un “oriundo” appena sbarcato in Italia col vizio di donne, champagne e serate danzanti. L’anno seguente Renato vince lo scudetto siglando 9 reti e portando un deciso contributo alla vittoria del campionato.

Non tarda infatti ad arrivare la prima chiamata in nazionale, e tra le prime convocazioni c’è proprio quella per Italia – Ungheria, che lo farà diventare ancora più famoso. La Zona Cesarini nasce proprio in quella partita.

Zona Cesarini

A quel tempo si giocava un torneo tra nazioni chiamato Coppa Internazionale. Quella che ci interessa è la seconda edizione. Il 13 Dicembre 1931 a Torino, allo Stadio di Via Filadelfia, si giocò Italia – Ungheria, valevole per il quarto turno di Coppa. Renato Cesarini era tra i titolari, guidati già allora dal C.T. Vittorio Pozzo, lo stesso che ci porterà a vincere i primi due mondiali italiani. La partita fu scoppiettante, al primo gol di Libonatti rispose Avar a inizio secondo tempo. Gli azzurri tornarono in vantaggio grazie Orsi ma furono di nuovo raggiunti sempre da Avar.

Ecco, quindi, allo scadere della partita, al 90° minuto esatto, dopo una lunga azione insistita, Renato Cesarini lascia partire una staffilata dai 20 metri che non lascia scampo all’incolpevole Ujvari. 3-2 per l’Italia, Filadelfia in delirio e fischio finale.

Non era la prima volta che Renato colpiva nei minuti finali, un marchio di fabbrica che già lo aveva contraddistinto nei mesi precedenti sia con la nazionale che con la maglia della Juventus. Anche negli anni a venire, Cesarini si rese protagonista di gol a tempo scaduto. La fama si allargava. Nel 1933, dopo un altro gol sul finale, in una partita di campionato con il Genoa, su La Stampa si scriveva:

“Con questo punto, ottenuto proprio dal giocatore che ha la fama di segnare allo scoccar del tempo, la partita si chiude.”

Zona Cesarini 2

Questo però ci interessa relativamente, e proprio a tempo scaduto, in Zona Cesarini, vi vogliamo svelare l’autore di questa vincente invenzione linguistica. L’espressione di cui tutti facciamo uso ancora oggi, dopo quasi 90 anni dalla sua nascita, è da attribuire a un giornalista veronese, quell’Eugenio Danese che nel 1937 ideò la prima trasmissione radiofonica dell’EIAR dedicata al commento tecnico del campionato di Serie A.

Come Renato, anche Danese, era un personaggio anche fuori dai campi di calcio, tanto che una volta sfidò il portiere della Lazio dell’epoca, Ezio Sclavi, a singolar tenzone dopo che il giocatore si adirò per un commento negativo del giornalista.  Non andò a finire bene, tanto che Danese si procurò una bella ferita al braccio. Con la “Zona Cesarini” gli è andata decisamente meglio.

Novantesimo Minuto Zona Cesarini

Danese, che era solito a coniare neologismi sportivi (come il termine azzurrabile), la settimana successiva di Italia-Ungheria si inventò la “Zona Cesarini” per indicare un gol segnato allo scadere in Serie A.

Da quel momento, ancora oggi, la Zona Cesarini resiste imperterrita tutte le domeniche a calcare i campi di calcio, professionisti e non. E noi, che da questa espressione abbiamo preso spunto per il nome del sito, non potevamo esimerci dal raccontare la sua storia.

Renato Cesarini e Eugenio Danese sono morti da tanti anni, ma anche se i loro nomi finiranno nel dimenticatoio, la Zona Cesarini rimarrà per sempre e ci accompagnerà tutte le volte per ricordarci, non solo che “partita finita quando arbitro fischia” (Boskov dixit), ma che in un minuto può succedere ancora di tutto. Un piccolo giro di orologio può essere decisivo.

Questo Renato Cesarini lo sapeva, e anche se ci ha lasciato prematuramente più di 40 anni fa, tutte le volte, allo scoccare del 90°, è lì che ci guarda per dirci che ancora non è finita.