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In principio furono Mazzola, Zoff, Antognoni, Paolo Rossi, poi continuarono Baresi, Maldini, Baggio, Batistuta e Del Piero, e ancora Totti, Buffon, Lahm, Schweinsteiger.

Denominatore comune, oltre ad essere assoluti fuoriclasse, essere transitati dal Torneo di Viareggio.

Torneo di Viareggio, 1993. Alessandro Del Piero e Francesco Totti

Torneo di Viareggio, 1993. Alessandro Del Piero e Francesco Totti

La più grande competizione internazionale per formazioni Primavera è un appuntamento fisso per gli appassionati di calcio giovanile. Centinaia di taccuini roventi sugli spalti, osservatori da tutto il mondo si concentrano ogni anno nel mese di Febbraio nella cittadina toscana, pronti ad annotare nomi e caratteristiche di quelli che sperano essere i fuoriclasse di domani.

Dopo aver assistito a decine di partite dal vivo e in tv mi sono divertito a stilare una Top 11 dell’edizione appena conclusa, che ha visto trionfare l’Inter.

L'Inter vincitrice del Viareggio 2015. Credits: Pegaso News

L’Inter vincitrice del Viareggio 2015. Credits: Pegaso News

Premetto che il livello generale del torneo è stato assolutamente buono (nonostante alcuni campi da gioco pietosi), soprattutto per quanto riguarda le squadre nostrane, segno che la scuola italiana sa ancora farsi rispettare, al netto comunque di un gran numero di stranieri. Ma vorrei brevemente soffermarmi su squadre cosiddette provinciali quali Spezia, Pescara, Verona e Cesena, oppure la Rappresentativa di Serie D, tutte compagini che hanno disputato un torneo ottimo, mettendo in difficoltà tutte le squadre che le hanno affrontate e mettendo in mostra giocatori dal sicuro potenziale.

Ma più di ogni cosa ciò che salta all’occhio osservando queste compagini è la fame, la grinta, la voglia di arrivare. Squadre toste, che non mollano mai, che però hanno dovuto arrendersi agli investimenti pesanti sui settori giovanili di squadre blasonate come Inter, Roma e Fiorentina.

Viareggio 2015: la formazione ideale

Ecco la Top 11, modulo 4-3-3, utilizzato praticamente da tutte le squadre:

La top11 del Torneo di Viareggio secondo il nostro F. Verre

La top11 del Torneo di Viareggio secondo il nostro F. Verre

Portiere

Pierluigi Gollini ’95 (Verona): Premiato come miglior portiere del torneo, stabilmente in prima squadra come terzo portiere. Scuola Fiorentina, esperienza al Manchester United. Protagonista assoluto nella lotteria dei rigori contro Genoa e Napoli, tiene in vita la propria squadra con interventi strepitosi in finale. Vista la stagione degli scaligeri è lecito chiedersi se i due portieri che Mandorlini gli preferisce siano realmente migliori di lui.

Difensori

Armando Anastasio ‘96 (Napoli): Nasce terzino sinistro, gioca quasi tutto il torneo da esterno alto, segnando anche una doppietta contro il Bruges. Calcia molto bene anche di destro, cosa inusuale per un mancino puro. Nel mirino di parecchie squadre inglesi ha appena rinnovato col Napoli.

Giacomo Sciacca ’96 (Inter): Capitano della formazione vincitrice del torneo. Quello che stupisce vedendolo giocare è la precisione e pulizia negli interventi. Pochissimi falli, grande padronanza tecnica nell’impostazione.

Gianluca Mancini ‘96 (Fiorentina): Ex centrocampista, trasformato negli anni in ottimo centrale dai piedi buoni. Fortissimo nel gioco aereo. Ha debuttato in prima squadra nella tournée spagnola precampionato, stupendo tutti per la personalità.

Federico Dimarco ‘97 (Inter): Sul suo conto ben poche incertezze, una furia nelle scorribande offensive,  dotato di grande tecnica, sa saltare l’uomo con grande facilità. Ottime capacità di cross e soprattutto di tiro. Ha già esordito in Europa League, vista la penuria di esterni bassi in Italia, ne sentiremo parlare sicuramente.

Centrocampisti

Andrea Palazzi ’96 (Inter): Faro della mediana nerazzurra, può giocare indifferentemente mediano basso o interno destro. Grande fisico e temperamento abbinato ad un appoggio costante alla manovra, con ottimi tempi di inserimento, attitudine che lo ha portato a segnare due reti nel torneo. E’ pronto al salto tra i grandi, senza alcun dubbio.

Kenneth Paal ‘97 (Psv Eindhoven): La sua squadra è stata eliminata un po’ a sorpresa al primo turno. Peccato, perché il Psv ha invece mostrato tante ottime individualità. Impressiona la capacità di questo giocatore di calamitare ogni pallone, sia in fase di non possesso, con grande diligenza tattica e tanta grinta, sia in fase di impostazione, con piedi educati e buoni tempi di gioco. Forse pecca un po’ di struttura fisica, dovrebbe irrobustirsi un po’ per emergere a grandi livelli.

Emanuele Ndoj ’96 (Roma): Il centrocampista che mi ha impressionato di più in assoluto. Alto 1,87, elegante nei movimenti, in qualsiasi condizione del terreno di gioco prova sempre la giocata, e spesso gli riesce. I compagni lo cercano sempre, ha corsa, dribbling, tiro e visione di gioco. Il cosiddetto tuttocampista, già osservato più volte da Rudi Garcia.

Attaccanti

Accursio Bentivegna ‘96 (Palermo): Capocannoniere del torneo in coabitazione con Bonazzoli, ma giocando due partite in meno. Imprendibile, una scheggia impazzita. Un funambolo tutto dribbling e incursioni. Ma anche tanta concretezza. Salta l’uomo, sempre, e conclude con precisione chirurgica sia di destro che di sinistro (memorabile un suo gol nell’edizione 2014 contro il Verona). Che sia lui l’erede di Dybala?

Federico Bonazzoli ’97 (Inter): Semplice, un altro livello. Questo è giocatore di calcio, fatto e finito. Lo capisci dai movimenti, dalla scaltrezza, dal saper capitalizzare ogni palla gol. La cosa che colpisce di più è il giocare per la squadra, cosa inusuale per un giocatore della prima squadra “prestato” al Viareggio. Lotta, rientra, tiene palla, prende tante botte, e fa gol, alcuni conditi da gesti tecnici deliziosi.

I compagni lo adorano, si vede, “pendono dai suoi piedi”, e lui non manca di festeggiare ogni gol andando ad abbracciare i compagni in panchina. Predestinato, appena acquistato dalla Samp per 5 milioni di euro, se questa valutazione non lo influenzerà, siamo davanti a un talento purissimo che ci farà divertire parecchio.

Simone Minelli ’97 (Fiorentina): Ecco un altro peperino niente male. Ama partire da sinistra per rientrare e calciare di destro. Fortissimo nell’uno contro uno, dimostra anche un’insospettabile forza nella gambe, pur essendo piccolo di statura. Semplicemente da stropicciarsi gli occhi il gol di tacco contro lo Spezia, certe cose solo a pensarle devi essere un talento speciale, se poi ti riescono anche, vuol dire che hai doti sopra la media. Ha già esordito, con assist, in Europa League.

Menzioni particolari

A disposizione: Radu ’97 (Inter), Gyamfi ’96 (Inter), Calabresi ’96 (Roma), Vitturini ’97 (Pescara), Rocca ’96 (Inter), Prezioso ’96 (Napoli), Diousse ’97 (Empoli), Hiwat ’96 (Psv), Sparacello (Rappresentativa D), Cappelluzzo ’96 (Verona), Raffini ’96 (Cesena)

Menzione particolare per Diakhate ’98 (Fiorentina), Donnarumma ’99 (Milan) e Scamacca ’99 (Psv). Saranno nella Top 11 della prossima edizione, c’è da scommetterci.

 

A cura di Francesco Verre