Altrincham è una cittadina come tante nel Regno Unito, sprizza una banale normalità idealmente british.

Red bricks, sobborgo di Manchester, vicina all’aeroporto ma al tempo stesso stretta fra tre golf club. Mattoni rossi in fila anche a Moss Lane, a fare da muro al J. Davidson Stadium, la casa della squadra locale: Altrincham FC. Una squadra apparentemente come tante, quella dei Robins: maglia biancorossa a strisce verticali, poche vittorie in trofei locali, un posizionamento non storico nella Conference League, una rivalità con le piccole squadre del vicinato, come Macclesfield Town e Northwich Victoria.

Ma ha una particolarità di cui i 6.000 spettatori di Moss Lane, che ospita anche le riserve del vicino e ben più blasonato Manchester United, sono ben consapevoli. Di lì, non si passa.

La casa dell’Altrincham FC

L’Altrincham è il più grande giant killer della storia delle squadre dilettanti nella FA Cup. Nella coppa nazionale che fa battere centinaia di piccoli Davide contro i grandi Golia della Premier League, i cacciatori di giganti sono quelle squadre di periferia che mandano a casa le squadre professionali di lega, dalla League Two in su. I tipici guastafeste che sovvertono regole e pronostici, rendendo la più antica manifestazione calcistica inglese un territorio di speranze e imprese al limite del possibile.

La prima volta fu nella stagione 1921/22, quando a tornare a testa bassa nel Merseyside furono i Tranmere Rovers. Ma è nel dopoguerra che i miracoli diventano abitudine per i Nostri. Dal 1965 in poi i Robins interrompono i sogni di gloria delle grandi per ben 16 volte. Un continuum che vede alcune squadre vittime sacrificali per ben due volte: il Rochdale viene sconfitto nel 1965 e nel 1982, lo Scunthorpe United nel 1974 e nel 1980. Il Blackpool non ce l’ha fatta per due anni di fila, nel 1984 e nel 1985.

Ad inciampare nello scarno catino di Moss Lane sono stati in tanti. L’Hartlepool, nel 1973. Il Crewe Alexandra (1979), seguito nella stessa edizione del trofeo dal Rotherham United. I vicini del Cheshire vennero battuti per 3-0 il 24 novembre. Il 15 dicembre i Robins batterono i Millers di Rotherham fuori casa. Nel gennaio successivo pareggiarono in casa per 1-1 con il Leyton Orient, prima di soccombere per 2-1 nel replay londinese.

L’anno successivo un’altra cavalcata: dopo il pareggio per 2-2 a Sheffield nel primo turno contro lo United, il replay vede trionfare l’Altrincham per 3-0. La squadra del Cheshire rimane nello Yorkshire, dove pareggia al secondo turno con lo York City, per poi batterlo sempre nel replay con un rocambolesco 4-3. Il giorno dopo il capodanno 1982, di fronte a 3.000 spettatori infreddoliti, l’Altrincham passò al turno successivo, dove venne letteralmente schiacciato per 6-1 dal Burnley.

L’entrata del J. Davidson Stadium di Altrincham

L’anno successivo il Rochdale ha fatto il bis, dopo la sconfitta del 1965, perdendo per 2-1. I Robins si sono poi dovuti arrendere all’Huddersfield Town.

È nell’edizione 1985/86 della Coppa Nazionale che l’Altrincham raggiunge il suo punto più alto. Battuto il Chorley in scioltezza per 2-0 nel primo turno, al secondo si trovano di fronte nuovamente il Blackpool, dopo averlo già eliminato l’anno precedente: il verdetto si ripete, e i biancorossi tornano vincitori dal Lancashire. Vittoria per 2-1, stesso risultato che li consacrerà al quarto turno dopo la vittoria sul Birmingham City. Nel quarto round lo York City si prenderà la sua rivincita, battendo l’Altrincham per 2-0.

Nel 1988 venne spazzato via il Lincoln City. Nel 1992 fu la volta del Chester City, battuto per 2-0, con una spettacolare botta all’incrocio di Clive Freeman. Due anni dopo toccò al Wigan Athletic, battuto al secondo round per 1-0, prima di soccombere per 3-0 al Tottenham di Teddy Sheringham.

Dopo i fasti degli anni ’80 arriva un buco nero lungo 20 anni, fino al primo round di quest’anno. A cadere sotto la falce dell’Altrincham è toccato al Barnsley, in League One, sconfitto per 1-0 da un gol di rapina di Damian Reeves. Successivamente battuti per 3-2 dal Colchester United, i biancorossi hanno dovuto dire addio alla competizione, almeno per quest’anno.

Meglio di loro, nella storia, ha fatto solo lo Yeovil Town, con 20 vittorie da non-professionisti, ma la caratteristica dell’Altrincham è che professionista non lo è mai stata, eppure è riuscita ad essere un giant killer per ben 16 volte.

Quella delle squadre underdog che battono le squadre più forti è una delle peculiarità che rende la FA Cup una delle competizioni più divertenti, imprevedibili e difficili tra le coppe nazionali. Sebbene solo i Blyth Spartans siano riusciti, tra le squadre dilettantistiche, ad accedere agli ottavi nel 1977 costringendo il Wrexham ad una ripetizione del match, è capitato spesso che squadre di provincia siano riuscite a mettere i bastoni fra le ruote alle grandi.

Ogni squadra di Premier League, per quanto luccicante sia la sua sala dei trofei, ha uno spettro, una bestia nera, che l’aspetta sorseggiando una tazza di tè in qualche silenzioso paesino di poche anime. E se anche le piccole squadre non portano grandi introiti ad un calcio fondato sulla dittatura del tubo catodico, queste storie di riscossa non possono che strappare un sorriso.

Lo stesso sorriso intriso di riscatto sociale che accompagnerà la vita di questi calciatori di provincia, magari assorbiti e poi rigurgitati dalle giovanili dei grandi club, e che tornano a casa a piedi, in autobus o a bordo di una modesta Vauxhall dividendosi le spese. Ma che fanno ritorno, per una volta, da vincitori.

 

A cura di Stefano Basilico