È andata, anche quest’anno. Si è conclusa la 68esima edizione del Torneo di Viareggio. La famosa Coppa Carnevale, che quest’anno di Carnevale ha avuto ben poco, visto lo slittamento di quasi un mese. Decisione saggia da parte degli organizzatori, dopo le polemiche degli scorsi anni dovute a campi da gioco ai limiti della praticabilità, condite da minacce da parte di molti club di non prendere più parte alla manifestazione.

È andata, ha vinto la Juventus. Nelle ultime 14 edizioni, 8 finali e 7 vittorie. Una società che, anche a livello di prima squadra, sui giovani ci investe, ci arriva prima. E i risultati arrivano.

È andata, di rigore. Di rigore, perché ai rigori si è conclusa la semifinale contro lo Spezia, sorpresa ma non troppo, visto che già lo scorso anno su queste pagine se ne tessevano le lodi. E con un rigore a pochi minuti dal termine, realizzato da Di Massimo, uno che fino a qualche mese fa giocava nei campi della Serie D abruzzese, si conclude la finale. 3-2 il risultato, finale bella, combattuta, aperta fino all’ultimo.

Finale contro un Palermo coriaceo, orgoglio di una regione intera, che per il percorso fatto avrebbe meritato sicuramente qualcosa in più, con individualità interessantissime, su tutte il Golden Boy del torneo, Antonino La Gumina. Di rigore, perché proprio con un rigore l’allenatore della Juventus, Fabio Grosso, fece sognare tutta Italia portandola sul tetto del mondo.

È andata, ma poteva andare meglio. Lo slittamento del torneo ha coinciso con gli impegni delle nazionali giovanili, su tutti l’Under 19, nazionale di riferimento del campionato Primavera, che ha privato parecchie società dei propri uomini migliori. Anche le modifiche regolamentari non sono sembrate azzeccate. Francamente troppi 7 cambi per 40 minuti a tempo. Cambi che avvenivano nelle seconde frazioni di gioco, con enorme disappunto di giornalisti e osservatori, oltreché con uno spezzettamento del gioco a discapito dello spettacolo.

Fortunatamente dal prossimo anno, come affermato dal presidente Abodi, si tornerà all’antico. E si cercherà, anche nella scelta delle squadre estere, di rendere più competitivo il torneo. Corretta l’idea di formare delle rappresentative, specie per quanto riguarda Asia e Oceania, in modo da avere il top del movimento calcistico locale. Corretta altresì l’idea di riportare al Viareggio almeno una squadra spagnola, tedesca, inglese e francese. Troppo poco avere solo Feyenoord, Rijeka e Belgrano come società straniere di livello.

Eccessivo, a mio avviso, il ricorso ai fuoriquota. Ne limiterei l’utilizzo, magari inserendo l’obbligo di giocatori sotto età. All’estero i ’96 sono stabilmente in prima squadra, giocano, vanno in nazionale. In Italia consideriamo giovani calciatori del ’90, ma questa è un’altra storia.

È andata. Taccuini riempiti anche quest’anno. Perché pure quest’anno, dopo un inizio in sordina, con le partite del girone ravvicinate che comportano grandi rotazioni, i veri valori tecnici sono venuti fuori. E anche quest’anno proviamo a stilare una Top 11, inserendo coloro che si sono particolarmente distinti: il 4-3-1-2 del Viareggio 2016.

Portiere

Mattia del Favero – ’98 Juventus

Non vince il titolo di miglior portiere, andato al suo dirimpettaio della finale Marson, ma arriva imbattuto fino ai quarti di finale, anche e soprattutto per merito suo. Para due rigori in semifinale contro lo Spezia, e dà un enorme contributo in finale con interventi strepitosi. Fiorentino di nascita, regolarmente convocato in nazionale Under 18, ha sfruttato alla perfezione la promozione di Audero in prima squadra, prendendosi la scena, e mettendo le mani, nel vero senso della parola, sul trofeo.

Difensori

Antonio Candela – ’00 Spezia

Probabilmente lo juventino Lirola avrebbe meritato a pieno titolo un posto nella Top 11. Ma ci piace premiare il coraggio. Sarebbe sotto età anche per gli Allievi, invece il tecnico Gallo lo lancia nella mischia. Gioca con una personalità disarmante, contro ragazzi di quattro anni più grandi di lui. Difensore esterno destro, utilizzato anche come quinto di centrocampo, spinta costante, appoggio alla manovra, molto diligente. Sbaglia il rigore in semifinale contro la Juve, ma avrà tutto il tempo per rifarsi: il futuro è assolutamente dalla sua.

Shaqir Tafa – ’98 Palermo

Apporto determinante nella splendida cavalcata dei rosanero. Grandi doti fisiche in marcatura, ottimi di tempi di anticipo, anche nel gioco aereo. 190 cm., ma tecnicamente dotato anche in fase di costruzione della manovra. Nato in Italia ma di origini albanesi, convocato in nazionale Under 19 dall’Albania, ha attirato su di se l’interesse di vari club europei. Ma il Palermo se lo terrà stretto, a giusta ragione.

Cristian Gabriel Romero – ’98 Belgrano

Già stabilmente nel giro della prima squadra, “Guti” ha impressionato tutti. Piace a mezza Serie A, e osservatori di mezza Europa si sono segnati il suo nome. Difensore moderno, veloce e rapido, grande tecnica di base e intelligenza tattica sopra la media. Stupisce per personalità e per l’autorità con la quale comanda tutta la squadra.

Claud Adjapong – ’98 Sassuolo

Fresco di esordio in Serie A, allo Juventus Stadium. Autentico jolly di fascia destra, fisicità dirompente, gioca indifferentemente difensore esterno o centrocampista esterno. Grande tecnica in velocità, un gol nel torneo, che testimonia anche una buona propensione alla fase realizzativa, che trova conferma anche guardando le statistiche del campionato. Destro naturale, nella nostra top 11 lo posizioniamo a sinistra, semplicemente perché sarebbe impensabile lasciarlo fuori. Di Francesco lo tiene in grande considerazione, sotto la sua guida può crescere a dismisura.

Centrocampisti

Francesco Cassata – ’97 Juventus

Nasce trequartista o esterno offensivo, nei settori giovanili di Spezia e Empoli. Approdato alla Juventus diventa un jolly preziosissimo, arretrando il proprio raggio d’azione e mettendo a disposizione la sua grande tecnica abbinata a temperamento. Centrocampista interno moderno, abbina le due fasi in modo perfetto, dimostrando grande spirito di abnegazione. Appoggio costante alla manovra offensiva con inserimenti centrali e sovrapposizioni laterali.

Luca Clemenza – ’97 Juventus

Talento cristallino, forse il più cristallino del Torneo. Nasce trequartista o seconda punta, mancino naturale, arretrato da mister Grosso in cabina di regia. Pulizia di gioco straordinaria, riesce a cucire la manovra con facilità estrema, con verticalizzazioni improvvise, cambi di gioco e scambi nello stretto. Purtroppo si è rotto il crociato durante l’ottavo di finale contro il Milan. Un incidente di percorso che rimanda di qualche mese il suo approdo tra i grandi, che non è comunque in discussione.

Giulio Maggiore – ’98 Spezia

In grado di giocare sia da centrocampista interno sia in zona più centrale, ma anche da esterno in alcune occasioni. Destro naturale, grande facilità di calcio e grande precisione nel lancio. Ottima struttura fisica, grande tecnica, intelligenza tattica, facilità di realizzazione, 4 gol nel Torneo, alcuni di pregevole fattura. Passato dal settore giovanile del Milan, fu lasciato andare forse troppo presto, ora è conteso dalle big di Serie A. Ha tutto per sfondare.

Trequartista

Guido Vadalà – ’97 Juventus

Arrivato alla Juventus nell’ambito della cessione di Tévez al Boca Juniors. Dopo qualche difficoltà iniziale, dovuta all’ambientamento, finalmente ha preso per mano la sua squadra e ha fatto vedere di che pasta è fatto. Brevilineo, funambolico, ricopre tutti ruoli della trequarti, sia in posizione centrale che esterna, mortifero nell’uno contro uno. 4 reti nel Torneo, se lasciato crescere senza pressioni siamo davanti a un talento purissimo.

Attaccanti

Andrija Filipovic – ’97 Spezia

A giugno dello scorso anno fu bocciato dalla Juventus, che non lo ritenne pronto. Si è preso la sua rivincita, con gli interessi, anche se il suo Spezia ha dovuto interrompere una meravigliosa cavalcata proprio al cospetto della compagine bianconera. 6 gol in 5 gare. Massacra l’Inter con una tripletta, ai tanti addetti ai lavori ricorda Mandzukic.

Forte fisicamente, grandissimo lottatore, tecnica più che discreta, anche da calcio da fermo. Sotto porta è letale, una sentenza. Sfrutta ogni minimo errore dei difensori e riesce sempre a liberarsi al tiro. Consacrato su grandi palcoscenici, il cartellino appartiene al Rijeka, stessa proprietà dello Spezia, che si ritrova tra le mani un grande bomber da far crescere tra le proprie fila.

Antonino La Gumina – ’96 Palermo

Eccolo. Il Golden Boy. Il Capocannoniere. 12 gol in 13 partite al Torneo, suddivise in due edizioni. Fa reparto da solo, svaria su tutto il fronte offensivo, ma per caratteristiche fisiche e tecniche potrebbe giocare anche da seconda punta. Veloce nel lungo, rapido nel breve, opportunista, implacabile contro qualsiasi avversario.

Gioca da fuori quota, è già nel giro della prima squadra avendo firmato un contratto da professionista, ha attirato su di sé l’interesse di squadre estere. Palermitano purosangue, tifosissimo del Palermo: il suo futuro non potrà che essere, in tutti i sensi, roseo.

Bonus

Giocatori come Marson ’97 (Palermo), Lirola ’97 (Juventus), Orsolini ’97 (Ascoli), Kastanos ’98 (Juventus), Castrovilli ’97 (Fiorentina, in prestito temporaneo dal Bari), Corsinelli ’97 (Genoa) avrebbero senza dubbio meritato un posto in questa Top 11.

Oltre a loro segnaliamo Okereke ’97 (Spezia), Correia ’96 (Inter), Macek ’97 (Juventus), Saporetti ’98 (Bologna), Quaranta ’97 (Ascoli), Tabacchi ’98 (Bologna), La Vigna ’97 (Atalanta), Lo Faso ’98 (Palermo), Di Massimo ’96 (Juventus).

Menzione particolare per i giovanissimi Ranieri ’99 (Fiorentina) e Traorè ’00 (Empoli). Lo scorso anno in questa sezione inserimmo Donnarumma, che sia di buon auspicio…

Insomma è andata, e con uno stupendo striscione in mano alle squadre finaliste: “Il Viareggio contro ogni forma di violenza, a fianco della famiglia Regeni”. Perché il calcio prima di tutto ha un ruolo sociale, di aggregazione. E aggregarsi nella solidarietà è un gesto nobile, che va sottolineato.

 

A cura di Francesco Verre
Osservatore professionista e Agente