Si è appena conclusa la prima tranche dell’Europeo in Francia, tra sorprese, conferme e una strana sensazione d’equilibrio generale. Abbiamo pensato di riportare – in poche righe – un commento personale sui punti salienti di ogni partita del torneo, dando così un senso a bulimiche maratone sospese a metà fra streaming selvaggio e sonnacchiose dirette Rai. D’altronde, si sa: l’Europeo nuoce alla salute.

 

Francia – Romania 2-1

Federico Castiglioni

Da pronostico sia il risultato che l’andamento della gara. Francia carica di talento ma in balia delle onde dietro e spuntata davanti. Giroud capace di segnare con la combo fallo+papera del portiere. Payet fenomeno: gol da cineteca e poi lacrime. Pogba stecca, per Tuttosport ora vale 220 milioni. Romania che, pur essendo poca roba, avrebbe meritato il pari per manifesta incompetenza francese.

Leonardo Capanni

Pronostico rispettato, è vero, ma la partita inaugurale si eleva già a paradigma del torneo: le squadre più deboli sanno difendersi, e lo fanno bene. La Francia ha deluso, nonostante una vittoria fondamentale forse più per il morale che per la classifica. Payet, però, ha fatto tornare il calcio all’essenza della prodezza singola con una sberla mancina che pareva uscire da un film di kung fu di Hong Kong: mi ha ricordato quei giocatori anni ’90 che portavano in dono una personalissima skill speciale. Aspetto Griezmann.

Albania – Svizzera 0-1

Federico Castiglioni

Da pronostico pure questa. Nella gara internazionale con la più alta percentuale di albanofoni di sempre, il tasso tecnico superiore (supportato dall’uomo in più: rosso a Cana) premia gli elvetici anche se le Aquile confermano quanto di buono fatto vedere nelle qualificazioni. Nota a margine: se avete visto due Xhaka, oltretutto avversari, non è perché avete esagerato con il vino.

Leonardo Capanni

De Biasi può incazzarsi arrabbiarsi come mai prima. Partiva sfavorito, ma la sua Albania ha giocato meglio della Svizzera, portando a referto un paio di occasioni clamorose nonostante un’ora in 10 per la follia di Cana: una seconda ammonizione da torneo parrocchiale. Shaqiri un mistero, Seferovic pure. Questa Svizzera, al netto di un ottimo portiere e qualche buon mestierante, non convince totalmente. Un girone più equilibrato di quel che sembra.

Galles – Slovacchia 2-1

Federico Castiglioni

Il Galles conferma di poter essere la sorpresa del girone (e non solo). La strada è tracciata, basta percorrerla. La Slovacchia conferma di non essere poi così male. La strada è in salita, ma deve tentare di percorrerla. Magari iniziando a schierarsi bene sulle punizioni dal limite.

Leonardo Capanni

Bale, e poi Ramsey. E tanta corsa, progressioni, contrasti, salti, scatti e tutte quelle cose che fanno del Galles il Galles fin dalla notte dei tempi. La Slovacchia ha un paio di giocatori interessanti oltre i soliti noti, Mak e Svento, ma la vedo (quasi) condannata.

Inghilterra – Russia 1-1

Federico Castiglioni

Come ampiamente preventivato, il giorno che l’Inghilterra non topperà una partita di una competizione internazionale pioveranno maiali (occhio al cielo nei prossimi giorni). Nella gara della riabilitazione sportiva di Akinfeev, Hogdson mette Sterling in campo (almeno così dice il tabellino), Vardy in panchina, Rooney centrocampista e Kane a battere i calci d’angolo. E Pistone al posto di Roberto Carlos.

Leonardo Capanni

Maurizio Mosca l’aveva detto in tempi non sospetti che Hodgson è stato la rovina de ___ (aggiungere squadra di club a caso). Tralasciando le boutade, non ho visto una brutta Inghilterra. Sterling sciagurato, Kane fuori giri, ma l’approccio alla gara e l’intensità sulle fasce erano quelle giuste. Almeno per un’ora. Certo, fa impressione vedere Rooney in versione Riquelme, ma non è la prima volta che accade. Hanno ancora tante soluzioni da giocarsi strada facendo, anche se il derby è già decisivo. Russia? Belle divise, e il colpo di testa rabbioso di Berezutski al 93° riporta tutto a una dimensione da impresa sovietica.

Polonia – Irlanda del Nord 1-0

Federico Castiglioni

Polacchi senza troppi sforzi, si piacciono tanto e si accontentano giocando contro una delle compagini più deboli del torneo. Momento panico: Lafferty tre palleggi e va di rovesciata da fuori area. E a Bobby Sands sarebbe toccato rivoltarsi nella tomba pure per il calcio.

Leonardo Capanni

La Polonia era una delle mie outsider preferite e Milik l’Under 25 da tenere d’occhio. Però mi ha lasciato la tipica sensazione dell’elefante che si muove in una cristalleria. Ma alla fine ce l’ha fatta. Strutturalmente sono imponenti, pesanti, in campo hanno poco fosforo, devono sempre sfogare sulle fasce, e contro un’Irlanda del Nord asserragliata nella propria area l’importante era sbloccarla. Passeranno e potrebbero prendere fiducia e scioltezza. Quanto è forte Krychowiak?

Germania – Ucraina 2-0

Federico Castiglioni

Risultato preventivato, prestazione no. Tedeschi spesso in difficoltà contro una buona Ucraina. Neuer migliore in campo, e questo dice tutto sulla prova teutonica. Nota a margine: servono spiegazioni sul perché Mustafi in Italia non se lo è mai davvero filato nessuno.

Leonardo Capanni

Un 2-0 bugiardo. La Germania rimane la favorita per rosa, cifra tecnica complessiva e completezza di soluzioni però un campanello d’allarme è suonato. La fase difensiva, in una squadra dal possesso assoluto e dal dominio dello spazio costante, è da rivedere. Certo, l’assenza di Hummels ha pesato. L’Ucraina è andata perfino oltre le più rosee aspettative: Konoplyanka e Yarmolenko sono una delle coppie più intriganti del torneo. Su Neuer c’è poco da aggiungere: un automa.

Turchia – Croazia 0-1

Federico Castiglioni

Occhio ai croati, mine vaganti come previsto. Renè Ferretti è stato sentito urlare “GENIO!” riferendosi a Modric. Ma l’organico è complessivamente di livello e si sapeva. Mamma (che brutti) li turchi: Arda Turan spento, Babacan disastroso, Tosun non pervenuto. Erkin chi? Eccezione: il giovane Emre Mor.

Leonardo Capanni

La Croazia, come anticipato nell’articolo pre-Europeo, rimane la vera outsider del torneo. Sono arrivati con un’aura da underdog e vivono una situazione iper-turbolenta a livello federale: sarà mica la volta buona? Ad ogni modo, partita più che gradevole in cui Modric ha spostato in avanti il concetto di coordinazione; bene anche Perisic (a parte il taglio di capelli) e in generale la circolazione di palla, sciolta e sicura. I turchi non hanno impressionato, però in panchina c’è Fatih Terim. E tanto basta per seguire tutte le partite.

Spagna – Repubblica Ceca 1-0

Federico Castiglioni

Il modesto catenaccio boemo guidato da Cech stava per essere sufficiente a fermare il tiki-taka spagnolo. Ma dove Morata non ha potuto, ci ha pensato Piqué (assistito dall’immenso Don Andrés Iniesta). E se, nonostante il totale dominio territoriale, De Gea deve fare a tempo scaduto il miracolo che salva il vantaggio appena ottenuto, allora qualcosa non va…

Leonardo Capanni

Salvo Iniesta e pochissimo altro. Ho la sensazione che questo sarà lo spartito fisso de La Roja in Francia. Gli avversari ormai hanno metabolizzato la lezione di Simeone, spesso si difendono coprendo le linee, aggredendo con concetti chiari, senza timore reverenziale. E la Spagna va inevitabilmente in difficoltà. Soltanto se riusciranno a rompere presto l’equilibrio il loro Europeo potrà decollare. Repubblica Ceca trionfo del vintage: Cech (sempre ottimo), Rosicky col 10 e la fascia, Plasil. Benvenuti nel 2005.

Svezia – Irlanda 1-1

Federico Castiglioni

Ibra opaco, Hoolahan gli ruba il palcoscenico con un gol da cineteca. Irlandesi compatti e organizzati, svedesi non pervenuti e salvati da un’autorete che tradisce il basso tasso tecnico dei verdi. Pensavamo peggio (per l’Italia). Comunque se c’è Keane noi potevamo portare Pirlo.

Leonardo Capanni

Ti aspetti Ibrahimovic, che sbuffa, applaude le aperture sballate dei compagni e getta un paio di sguardi sinistri in camera. E alla fine incide, non come vorrebbe, ma rimane l’unica variabile di peso – in mezzo a poca consistenza – a disposizione del ct Hamrén. L’Irlanda: coraggiosa, tenace, trova un gran gol al momento giusto e soprattutto ci regala il passaggio strappalacrime del torneo: Robbie Keane che entra col numero 10. Mito.

Belgio – Italia 0-2

Federico Castiglioni

È la rivincita dei manovali sugli eleganti architetti. Un Belgio fumoso si perde nell’abulica serata della staffeta Lukaku-Origi (spreconi e macchinosi) e nella buca di Alderweireld sfruttata da Giaccherini. Pellè coglie il bersaglio grosso al terzo tentativo: non è Trezeguet, ma tocca accontentarsi. Speculazioni multiple sul sanguinamento di Conte, non è chiaro se la combo assist di Bonucci (alla miglior partita di sempre in azzurro) + gol di Giaccherini gli abbia provocato un’ipertensione arteriosa, un’ischemia transitoria o una testata al dottor Castellacci.

Leonardo Capanni

Come volevasi dimostrare, Conte sa il fatto suo. Senza scadere in un’ingannevole elegia da classe operaia che va in Paradiso, ciò che resta maggiormente impresso della partita è il diverso peso specifico degli allenatori e di come la scuola tattica italiana rimanga élite mondiale. Più che sopravvalutare la squadra del Belgio, è stato sovrastimato Wilmots. Perfino Courtois ha fatto intendere che il ct ci ha capito poco e nulla su come affrontare l’Italia, lasciando autostrade di gioco sulle corsie esterne e nella cerniera bassa di centrocampo.

Annotazione finale: Fellaini, date le prestazioni degli ultimi 3 anni e la nuova capigliatura, dovrebbe seriamente pensare di creare una cover band dei Bee Gees; oppure cantare nello studio del programma più sballato e involontariamente non-sense che ricordi: Il Grande Match, su Rai Uno. Aiuto.

Austria – Ungheria 0-2

Federico Castiglioni

Uno studio sulla composizione etnica dell’Imperial-Regio Esercito sarebbe stato più entusiasmante della prima ora di questa partita. Poi segna Szalai e parte una caciara di cartellini rossi, squadre lunghissime, spazi a non finire, legnate e ciabattate immonde. Presenza di queste due squadre evidentemente prevista da clausola in calce al Congresso di Vienna, ma la tuta di felpa di Kiraly legittima a priori la vittoria ungherese.

Leonardo Capanni

Di questa partita ho apprezzato soltanto due cose: il palo pazzesco di Alaba dopo 31 secondi, che sembrava presagire un match folle, e ovviamente l’attitudine da caudillo di Gabor Kiraly. 40 anni spesi dentro una tuta grigia e non sentirli: urla, ginocchia sporche, parate al rallentatore ma efficaci, fisico mastodontico. Impossibile non volergli bene. È il Bud Spencer dell’Europeo. Austria da rivedere, forse sovrastimata nel suo complesso. Per i magiari: Dzsudszák ha 30 anni, ma anche del talento.

Portogallo – Islanda 1-1

Federico Castiglioni

Lusitani in campo con la divisa dell’Alitalia, già pronto il Buongiorno di Gramellini a riguardo. Relativamente alla partita, l’Islanda conferma di non esser arrivata all’Europeo per caso. Grande organizzazione di gioco e sempre molto concentrati, si difendono senza disdegnare l’attacco, tanto da essere prima capaci di pareggiare il gol di Nani poi di sfiorare il raddoppio nei minuti finali. CR7 nervoso, forse più per l’eterno “vorrei ma non posso” dei compagni che per il risultato contro avversari che di solito nemmeno vede.

Leonardo Capanni

Non voglio recitare la parte di quello che “l’avevo detto occhio all’Islanda”, però prestateci attenzione. Non si arriva per caso ad un Europeo sbattendo fuori – con pieno merito – l’Olanda. Il ct Lagerbäck ha dimostrato di essere un ottimo allenatore, il collettivo islandese è solido e compatto come una roccia lavica e soprattutto hanno le idee chiare: sanno esattamente cosa fare in campo e come incanalare la partita. E in questo Europeo significa essere già a metà del lavoro. Cosa che il Portogallo deve ancora capire, perso nella sua sterilità atavica. Girone che non ha padroni, potrà succedere qualsiasi cosa.