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Il calciomercato invernale è il Pogba finlandese di origini somale, è Memphis Depay al Lione, è la voglia di casa di Dimitri Payet. Periodo incerto e caotico, il preferito da Preziosi, il meno importante per i lungimiranti juventini, il mese di compravendite riscalda un po’ l’inverno e inneva le piste laddove non ha provveduto Madre Natura. No, ferma tutto.

Come fa a nevicare se l’inverno diventa più caldo? Ma anche: Donald Trump sta davvero impartendo ordini? Chi cazzo è Trent Sainsbury? Come ci è tornato Ibarbo a Cagliari? È messo così male il Leicester da prendere Molla Wague in prestito dai Pozzo o Ranieri aveva un credito presso la famiglia? Lazar Markovic e Andrea Ranocchia porteranno l’Hull City alla salvezza? Quali bellissimi movimenti di mercato potevano essere ma non sono stati? Ecco, rispondo a quest’ultima che magari la so.

Eh no. Questo è successo davvero.

Higuaín alla Roma

Giornalisti assiepati sulle porta dell’Ata Hotel di Milano attendono la fine del summit tra Baldissoni-Gandini e Marotta-Paratici per Leandro Paredes. Il centrocampista argentino, sia enganche sia regista, ma soprattutto poco in campo, è nelle mire del club bianconero da quando la politica del presidente Agnelli è diventata quella del “li compriamo tutti e qualcosa di buono viene fuori”. C’è Mario Giunta che sta gracchiando La Raffica™, quel frenetico minuto in cui l’esperto di mercato di turno spara – in conclusione al già futile intervento – tutti i movimenti di mercato che non ha fatto in tempo a citare prima.

È una grande prova oratoria per il giornalista e una grande centrifuga per il nostro cervello, perché mica li conosciamo i giocatori de La Raffica™. Ebbene, il buon Mario Giunta sta annunciando il nuovo colpaccio della Ternana quando James Pallotta esce di corsa, facendosi spazio tra i giornalisti. Luca Marchetti cade a terra, il suo telefono finisce in una pozzanghera e l’inquadratura passa veloce su Pallotta, che corre a perdifiato il più lontano possibile. Zoom e fotogrammi successivi immortalano il presidente della Maggica mettersi un plico di fogli nei pantaloni, forse nel tentativo di emulare un grande classico. Avrà venduto Paredes ad una cifra sorprendentemente alta, pensavano tutti in principio.

Nessuno sospettava nulla. Nei giorni successivi, Gonzalo Higuaín non si vedeva dalle parti di Vinovo: un gran febbrone, si affrettavano a dire i medici juventini. L’attenzione mediatica era tutta su quanto fosse tamarro il nuovo tatuaggio di Mandzukic. Secondo Paolo Aghemo, inoltre, Rincón e Dybala avevano intrapreso una sorta di faida sudamericana per il controllo delle hit sul pullman: i gusti di Dani Álves non piacevano quasi a nessuno e il sound bosniaco di Pjanic anche no.

Roma, nel frattempo, si era fatta misteriosamente blindata. Capita spesso, da quelle parti: capitale d’Italia e caput mundi, la città di Totti e Caligola avrebbe ospitato di lì a breve un importante vertice mondiale sul clima. Qualche scommettitore audace ipotizzò, visto che di carabinieri e poliziotti per le strade ce n’erano davvero tanti, un’imminente invasione aliena. Qualcun altro pensò all’aggravarsi improvviso delle condizioni di salute di Papa Francesco.

Niente di tutto ciò. Si venne a sapere tutto dalla voce dello speaker dell’Olimpico. Annunciando le formazioni in campo, accanto al numero nove, non fu pronunciato il nome di Ediz Dzeko. Goooooonzaloooooo Higuaínnn! Che scherzo di cattivo gusto, pensarono i cinquantacinquemila dell’Olimpico, accorsi per un Roma-Fiorentina elettrizzante. Manco sanno fare il loro lavoro quelli. E invece, al momento del riscaldamento, dagli spogliatoi uscì lui.

Gabigol al Crotone

Sabato 8 Aprile, ore 20:45. All’Ezio Scida di Crotone è in visita l’Inter di Stefano Pioli, in cerca di tre punti facili per continuare a sperare per la Champions, distante una sola lunghezza. Mentre domani la Lazio ospiterà il Napoli. Chissà, pensa Handanovic prima di entrare in campo, che questa non sia la volta buona. Di fronte all’Inter, però, c’è una delle squadre più in forma del campionato: il Crotone di Gabriel Barbosa, che ha trovato in Marcelo Bielsa il leader perfetto. Il Pitagora argentino ha portato il suo calcio visionario in Italia dopo tante chiacchiere con la Lazio, trovando nella coppia Falcinelli-Gabigol una miniera d’oro.

Il sostituto di Davide Nicola sta portando i rossoblù ad una salvezza insperata: in otto partite con gli Squali, Barbosa è a quota dieci reti. Pensare che sul finire del mercato pareva proprio doversi accasare all’Empoli, la squadra che ora più teme la rimonta dei calabresi. È una pippa, pare abbia chiosato Martusciello rifiutandone i servigi. I Vrenna colgono la palla al balzo e, proprio mentre Di Marzio chiede la linea per annunciare un trasferimento in prestito dell’ex Santos in Toscana, fanno firmare l’esterno brasiliano che farà innamorare una città intera. È già partita una raccolta di firme per donare all’oro olimpico di Rio 2016 la cittadinanza onoraria. Quando Gabigol salirà sul tetto del mondo, potrà dire che tutto è iniziato a Crotone.

Nikola Kalinic in Cina

Il sì difficoltoso di Nikola Kalinic alle sirene asiatiche ha generato un turbinio di prime punte mai visto prima. Il mercato cinese, infatti, chiude a fine Febbraio e l’attaccante croato si è deciso a levare le tende solo per San Valentino. Prima della cessione, i Viola hanno chiesto alla Lega Calcio un permesso speciale per cercare sul mercato un altro attaccante. Un po’ perché avere pass speciali è figo di per sé, un po’ perché poter comprare giocatori quando le altre non possono è come camminare in una città impegnata nella mannequin challenge. Inoltre, il buon Babacar ha ormai ventitré anni e nessuno a Firenze crede più nella sua esplosione.

La situazione, già movimentata dopo Higuain alla Roma, si era fatta spasmodica, iperattiva, sovraeccitata. Chi avrebbe preso la squadra di Paulo Sousa per tentare l’assalto all’Europa League? Quale bomber avrebbe ridato speranze ai fiorentini? Per evitare l’insurrezione popolare, Diego Della Valle si affrettò a comunicare alla stampa di aver chiamato il Milan per Bacca, il Sassuolo per Berardi e il Palermo per Nestorovski, sentendosi dire picche tutte le volte. Quando, il giorno dopo, DDV parlò di “trattativa in stadio avanzato” per portare Jamie Vardy al Franchi i tifosi non sapevano se prenderlo sul serio.

Pochi giorni dopo, venne ufficializzato l’acquisto di Edin Dzeko, che la Roma aveva prontamente messo al prezzo di saldo dopo l’acquisto del Pipita.

Oscar dappertutto, tranne che in Cina

Mi innamorai di Oscar dos Santos Emboaba Junior alle Olimpiadi londinesi, quando fece impazzire la Bielorussia.

Da lì in poi, ho sempre immaginato un futuro radioso per il mio protetto. Quando giocò la finale olimpica (persa rovinosamente contro il Messico di Peralta) aveva ancora vent’anni e già portava la 10 verdeoro. Al Chelsea, soprattutto quest’anno con Conte, non ha trovato gran spazio, così ho pensato potesse andare a fare il fenomeno al West Ham, al Villarreal o al Borussia Dortmund. Magari, toh, sarebbe venuto in Italia. E invece se n’è andato in Cina, maledetto che non sei altro, Oscar.

La Lazio compra un portiere

Federico Marchetti è definitivamente ai ferri corti col suo datore di lavoro da quella volta che, esultando, fece finta di infortunarsi per prendere il permesso del medico e rimanere a casa a guardare How I met your mother. Lotito cerca sostituti – a basso prezzo, altrimenti non sarebbe Lotito – in giro per il mondo. Ci prova con Pedro Cavanda, già terzino. Non va particolarmente bene. Allora Claudio sguinzaglia il cane da tartufo Tare, che torna a Roma con il capitano della Nazionale Under 21 albanese, Thomas Strakosha. Bella presa, si ravviva Lotito, ma magari serve qualcuno di più pronto per andare in Europa quest’anno. E così, il vulcanico presidente si sbizzarrisce e porta a termine una di queste trattative. Scegliete voi quale, sono tutte molto Lazio.

-Lotito anticipa l’Osasuna prendendo (con una strana formula: prestito oneroso + diritto di riscatto che diventa obbligo se puntini puntini puntini + bonus) Salvatore Sirigu. E fu così che si scoprì perché l’ex Palermo ha fatto della gran panchina negli ultimi anni. Sirigu incise in quel periodo il primo singolo da cantante semiserio: “Erede di Buffon who never was” (ft. Fede Marketti); fu in cima alle classifiche italiane per sei settimane.

-Lo prendiamo sempre in giro, ma ogni tanto Lotito ha buone intuizioni. Stavolta è andato a prendere Geronimo Rulli dalla Real Sociedad, soffiandolo a mezza Europa. Dopo Muslera, si pensa che ci sia un discreto feeling tra i portieri del Rio de la Plata e la Lazio. Non a caso, diciotto mesi dopo Rulli andrà al Manchester City per denaro e Willy Caballero.

-Dopo essersi fatto passare il numero di cellulare di Klopp da Immobile, Lotito chiama a Liverpool per sapere quanto sono disperati con Mignolet. Tanto da darvelo in prestito fino a fine stagione, gli dicono. E vada per Mignolet fino a Giugno.

-Stefano Sorrentino è l’ultima follia del presidente laziale. Dopo una settimana Marchetti denuncia di essere stato pestato, dopo un mese un comunicato sul sito ufficiale ne annuncia l’estromissione dalla rosa. Più Lotito story di così.

Il Genoa che compra giocatori

Alcuni giocatori avrebbero reso la campagna acquisti invernale del Genoa ancora più hipster di quanto non abbiano già fatto Hiljemark e Taarabt.

-Rodrigo Palacio, figliol prodigo.

-Hernanes, alla quarta squadra italiana in sette anni.

-Simone Zaza, che Juric farebbe diventare più cavallo pazzo di Furia.

-Michael Krohn-Dehli dal Siviglia, perché, a memoria, di danesi Preziosi non ne ha mai presi.

Kabananga. Qua lo descrissi più come mascotte che come giocatore, e invece ha segnato e stupito tutti. Junior, il grande calcio ti aspetta.

-Levan Mchedlidze, ovvero il primo georgiano a vestire la maglia del Grifone dai tempi di Kakha Kaladze, e non fa mai male ricordarsi di Kakha Kaladze.

Kaladze è un politico di successo in patria ed è Ministo dell’Energia, fonti transcaucasiche told Zona Cesarini.

Altre trattative concretizzatesi in un mondo migliore

-Manolo Gabbiadini al Sassuolo. Perché un tridente Ricci-Gabbiadini-Berardi sarebbe bellissimo.

-Seba Giovinco torna in Europa e va al Siviglia, per rendere Monchi, Sampaoli e l’Andalusia intera la capitale internazionale della feegaggine.

-De Gea al Real Madrid, perché è scritto nelle stelle.

-Cedric Bakambu al Pescara per dare una mano a Bahebeck.

-Iñaki Williams al Liverpool: Klopp vuole mettere le mani avanti. Teme che in estate il Real Madrid possa accorgersi che Sadio Mané è un’arma di distruzione di massa e voglia portarselo al Bernabéu.

-El Mudo Vazquez torna a Palermo, chiuso da cinque/seimila trequartisti a Siviglia, e salva i rosanero.

-E se Di Natale tornasse a giocare a calcio? Magari va al Watford e scrive un altro capitolo del libro “Quanti giocatori fanno accomodare in panca M’Baye Niang”.

-Axel Witsel in Cina, che finalmente è successo davvero: non ne potevamo più di questa telenovela ricciuta.