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Appunti sparsi. Una nuova rubrica settimanale nella quale sottolineeremo le cose più amene/incantevoli/abiette/meschine successe negli ultimi sette giorni di calcio in giro per il globo: più puntuali di un cartellino giallo a Kucka, più provvidenziali di un salvataggio sulla linea di Jerome Boateng.

1. Messaggi subliminali dalla punizione di Bernardeschi

Volevo solo aggiungere una cosa, siccome di questa meraviglia qua hanno già parlato tutti. Una cosa che non mi pare aver letto né trovato da nessuna parte, tantomeno me l’hanno fatta notare quei manigoldi viola della redazione di questo sito. Bernardeschi insacca la punizione esattamente sotto un cartellone della tifoseria di casa che recita “Sottocultura”. Il ragazzo di Carrara ha costretto quei barbari dei sassoni a sciacquare i panni in Arno. Non fa ridere, andiamo avanti.

2. Mohamed Sissoko alla Ternana. Davvero

Giocherà in mezzo al campo con Cristian Ledesma, Mobido Diakité, Marino Defendi, Matteo Contini e Felipe Avenatti. Cos’abbiano in testa in Umbria non lo vogliamo sapere: ci esplode il cervello.

3. La tripletta meno fragorosa di Ibra

Ibra ha segnato una tripletta al Saint-Étienne (no, non questa) e ha rubato la scena ai fratelli Pogba, con Florentin che si è dovuto inventare un infortunio per ricordare a tutti quale fosse la story-line dell’evento. Le tre reti con cui Zlatan ha chiuso la questione sedicesimi, dicevamo, sono irripetibilmente poco Zlatan. Nessuno scorpione, nessuna gamba alzata a colpire il pallone nell’iperspazio, nessun colpo di tacco. Anche il gol che gli hanno annullato per fuorigioco (colpo di testa comodo sul primo palo) era banale, senza quell’aurea di misticismo che, mi pare, Ibra stia sempre più perdendo col passare gli anni, con l’intorpidirsi dei muscoli.

Il primo gol è una punizione (da lui stesso guadagnata) calciata malissimo: piatta, rasoterra, ciabattata. Prende però il polpaccio innocente del n.5 Pajot, passa attraverso le gambe di Martial ed entra lenta, inesorabile.

Nel secondo gol il Pogba-fratello si dimentica di Zlatan freakin’ Ibrahimovic, che appoggia in rete di piatto. Megalomane, deve aprire le braccia e fare la faccia cattiva come se avesse calciato un missile da trenta metri.

Non un cucchiaio, una rabona, niente.

4. Il Napoli, il Real Madrid e il ritorno al San Paolo

Questo punto, non so, lo uso per un flusso di pensieri casuali e piuttosto inutili. Avete presente La coscienza di Zeno? Ecco, quasi. Dopo la sconfitta dei partenopei in Spagna ho sentito tante monadi calcistiche lodare la squadra di Sarri, che ha giocato a viso aperto al Bernabéu, che ha tenuto testa ai campioni di tutto, che se Mertens avesse segnato chissà, magari avremmo pareggiato. Tutto questo può anche essere vero, ma di una luna – lo insegna Sarri, guardare la bellissima intervista con Paolo Condò – è necessario anche esaminare la parte oscura.

Correggetemi se sbaglio, verso il 63′ Marcelo ha avuto sul mancino una grande occasione per fare 4-1 e chiudere i conti: solo un esempio per ricordare che poteva andar meglio, ma poteva andare anche molto peggio. Se Koulibaly non avesse lasciato in Gabon il Kalidou capace di intendere e di volere, magari, parleremmo di un’altra sfida al ritorno. Fatto sta che vedo il Napoli un po’ troppo contento dopo la sconfitta di Madrid. Come se non avesse palesato un divario tecnico enorme. Come se l’atmosfera del San Paolo risolverà ogni cosa. Come se fosse una cazzata vincere 2-0 contro il dannatissimo Real Madrid.

5. Donatas Motiejunas tifa Bayern Monaco più dei bavaresi

Non so esattamente dirvi il perché, ma Donatas Motiejunas è uno sfegatato tifoso del Bayern Monaco. Il lituano, grande appassionato di calcio, è quel tipo di tifoso che pubblica su Instagram il sorteggio dei gironi di Champions League perché sì, vuol far sapere a tutti che tifa Bayern Monaco. Il suo profilo Snapchat ha letteralmente preso fuoco nella vittoria dei suoi contro l’Arsenal (Twitter pure, solo che Snapchat è più casereccio e realistico).

La foto con cui preferisco ricordare la gioia del buon Donatas, tuttavia, è questa. Motiejunas fotografa la maglia del Bayern ben distesa sul letto, scrive che ha aspettato a lungo questo momento e su una moquette bruttina spuntano i suoi piedoni da centro lituano. Se un giocatore NBA deve ridursi a tanto per esternare la propria passione, beh, è un vero amante del gioco.

6. Il Gol alla Robben™ con rossetto, dal parrucchiere

Quell’amico che – la mattina seguente a un gol di Robben alla Robben – vi chiede se avete visto il gol di Robben è la mia tipologia preferita di amico. È uno che sa esaltarsi ancora davanti a qualcosa, nonostante l’abbia già vista cento volte. Sarebbe la miglior ragazza possibile, il nostro amico, perché non si stuferebbe neanche all’ennesima volta che rinunciamo allo shopping. Quindi ho pensato: ma esiste una guida per le donne ai Gol alla Robben™?

“Dunque, amore. I gol di Arjen Robben si assomigliano tutti, più o meno. Devi sapere che lui il piede destro non lo usa. Se può segnare col piede debole, se ne infischia e va sul mancino. È impressionante come riesca ad aumentare la frequenza di tocco col mancino per prepararsi alla conclusione, creando quel corridoio minimo che gli serve per far passare la palla. Nonostante spesso sia messo male col corpo, addirittura a volte sembra correre verso il centro del campo, Robben riesce sempre a trovare il palo lontano con colpi ad effetto spesso infilati sotto la traversa.

Convergere verso il centro del campo e calciare in olandese si dice robbenaand. Ciò che mi sorprende ogni volta è che i difensori sanno benissimo cosa sta per succedere quando lo vedono prendere palla in quella zona di campo. Eppure non riescono a limitarlo. Ecco vedi, amore, l’uomo medio, a letto, è un difensore che cerca di fermare Robben”.

7. Lo stemma del Lincoln City

Sabato pomeriggio siamo stati informati dell’esistenza del Lincoln City FC e la nostra vita non sarà più la stessa.

-Prima squadra di dilettanti a qualificarsi ai quarti di FA Cup. Dal 1914 ad oggi, mai successo.

-Battere il Burnley a Turf Moor era riuscito – in questa stagione – solo a Swansea, Arsenal e Manchester City.

-Budweiser ha già creato un’edizione limitata.

-Ma è lo stesso Lincoln di Gibilterra che batté il Celtic?

-Il Lincoln City FC venne fondato nel 1884, gioca al Sincil Park (“The Bank”, oltre 10.000 posti) e una volta sono arrivati in quarta serie.

E questo?

-Il giocatore più pagato nella storia del club è originario di Saint Kitts and Nevis e si chiama Dean Walling.

-Storico allenatore del Lincoln FC è invece un tale Keith Alexander, che ha portato il club a quattro playoff di League Two e da giocatore vanta tre presenze con la Nazionale di Saint Lucia.

-Il soprannome dei giocatori, dei tifosi, degli abitanti, degli appassionati di e del Lincoln è Red Imps, folletti rossi. La storia del surname arriva da lontano, ma fino al 2001 lo stemma del club era normale. Poi si è pensato di fondere stemma e diavoletto, stilizzato perché si deve sempre fare bella figura al pub il sabato sera.

Infine il designer del Lincoln ha deciso per questo, dopo una serata a base di Baileys, Conte Ugolino e Majin Bu.

8. Shakhtar-Celta verso la fine del mondo

Quello tra Celta Vigo e Shakhtar Donetsk (Berizzo vs Fonseca) è il mio incrocio preferito ai sedicesimi di questa Europa League. È stata una partita interessante l’andata al Balaídos e avevo una gran voglia di parlarne, poi ho perso mezz’ora sulla lista dei giocatori delle due squadre e ho pensato di dividerli in categorie, così, per sentirmi un po’ giudice.

-Categoria Montolivo, ovvero quei giocatori dai quali ci si aspettava il boom e ora sembra troppo tardi.

  1. Marlos
  2. Giuseppe Rossi
  3. Dentinho
  4. Taison

-Categoria Gabbiadini, ovvero quei giocatori non più giovanissimi che devono ancora decidere cosa fare da grandi, e vi resta poco tempo amici miei.

  1. Bernard
  2. Fred
  3. John Guidetti
  4. Alan Patrick

-Categoria Juan Vargas, ovvero quei giocatori che non sai mai se hanno giocato, giocano o giocheranno nella Fiorentina. E in ogni caso sarebbero perfetti per giocarci.

  1. Iago Aspas
  2. Facundo Roncaglia
  3. Facundo “Chucky” Ferreira
  4. Viktor Kovalenko

-Categoria Knowledge Musona, ovvero quei giocatori con un nome bellissimo.

  1. Tutti quelli sopra
  2. Mykyta Shevchenko
  3. Pione Sisto
  4. Theo Bongonda
  5. Jozabed

-Categoria Andrea Poli, ovvero altri:

  1. Jozabed
  2. Andrew Hjulsager
  3. Ismaily
  4. Marcio Azevedo
  5.  Gli ucraini dello Shakhtar.

-Categoria Javiér Zanetti, ovvero i terzini destri capitani:

  1. Hugo Mallo
  2. Darijo Srna

 

9. Kevin Gameiro è vivo e ha qualcosa per noi

KG21 (nope, Celtics fans) ha sbriciolato lo Sporting Gijon in tre, semplici mosse, che lo mettono con Villa 2006 e Bebeto 1995 nella lista di triplette più veloci di 100 metri percorsi da Wes Morgan.

Palla filtrante, controllo con cui salta il portiere e appoggio in rete. Glaciale.

Affrettare il tiro per evitare la scivolata del difensore senza farlo notare troppo, metterla sul palo lontano. Higuainesque.

Altra corsa, altro tiro, altro regalo. Marziale.

10. Klaas-Jan Huntelaar, still ballin’ from the tundra

La partita di Europa League tra PAOK e Shalke 04 è servita a Klaas-Jan Huntelaar per ritrovare il gol: non accedeva dal 21 Settembre 2016. Di mezzo un infortunio ai legamenti del ginocchio non necessariamente agevole. Che ci crediate o meno, questa è la prima dopo cinque stagioni che KJH non è il capocannoniere dei Minatori e – #throwbacktuesday  – nella stagione 2011/12 segnò 48 gol: mostro. Recuperando i quattro gol stagionali del trentatreenne Cacciatore, vi dimostreremo che Huntelaar non è buono solo a zappare la terra, a vendere bacche selvatiche o a pestare l’uva come pensavano a Milano.

I. 20 Agosto 2016. FC 08 Villingen – Shalke 04. Coppa di Germania – primo turno

Il marcatore di Huntelaar sviene e il nostro amatissimo non ha nemmeno bisogno di aggiustarsela.

II. 26 Ottobre 2016. 1.FC Nürnberg – Shalke 04. Coppa di Germania – secondo turno

Júnior Caiçara fa il matto sulla destra, mette dietro e Huntelaar si fa trovare pronto.

III. 21 Settembre 2016. Shalke 04 – FC Cologne. Bundesliga

Gran taglio in profondità, grande palla, grande freddezza nel scavalcare il portiere in uscita. Il Cacciatore al suo meglio.

IV. 16 Febbraio 2017. PAOK – Shalke 04. Europa League, andata dei sedicesimi

Huntelaar colpisce di controbalzo piuttosto male, di mancino. La conclusione sbatte per terra (molto KJH come cosa) prima di passare tra cinque/seicento maglie avversarie e atterrare in rete.