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Secondo episodio degli appunti sparsi, to make tuesday significant again.

1. Commento live di Manchester City – Monaco

-Il meteorite Kylian Mbappé sta arrivando. Nessuno sembra pronto.

-Interessanti pressing triggers del Monaco. Il City la gioca sempre e comunque, come vuole il suo allenatore.

L’accompagnare la palla con il mancino di Sané prima dell’assist è wow.

-Il colpo di testa “Alla Falcaoooooo” è un marchio registrato? E se non fosse, ci manca ancora molto?

-Il Monaco la butta sull’intensità. E fa bene.

-Mica facile dare un rigore contro dopo non averne assegnato uno, così, appena rientrati in campo. La parata di Caballero, comunque, è ball don’t lie se ce n’è una.

-“Hanno triturato il campo. Un’ira di Dio sono stati” disse quello di Premium sul Monaco.

Radamel Falcio Garcia is baaaaack.

-City e Monaco ci hanno portato in un’altra dimensione, dove i terzini sono tutti Sidibé e i centravanti tutti ex-Atlético come Agüero e Falcao.

-Non ci sono parole. Partita dell’anno. Il resto è noia e capigliature di Sterling.

-Spengo la TV molto più epilettico di prima.

-Cose che assomigliano a questa partita: questa gif, nient’altro.

 

2. Commento live di Porto – Juventus

-Ahhh, come calcia Dybala.

-E’ qualche mese che tento di convincere il mio gruppo di amici che Telles non è poi così male. Così non mi aiuti, Alex. Con l’espulsione inizia l’assedio bianconero.

-Mi dicono, in collegamento da Siviglia, che Samir Nasri è definitivamente rinato. Grazie, @DioDelCalcio.

-C’è sempre – in ogni partita della Juve – almeno un Momento Cuadrado™, ovvero un lasso di tempo che va dai cinque ai quindici minuti in cui Cuadrado sbaglia tutto ciò che può sbagliare, dagli appoggi più banali ai cross più decisivi. E’ successo anche al Dragão, ad inizio ripresa.

-Giocatori che mi piacciono molto: il Tecatito Jesus Corona, nonostante il bruttissimo tatuaggio sul collo.

-Il gol di Pjaca (milestone, Marko) si chiama, in gergo tecnico, botta di culo.

-Cross di destro di Alex Sandro (che alza un etto buono di terra) e gol di mancino di Dani Alves in allungo. E’ Zeman travestito da Allegri?.

-Pierluigi Pardo ha fatto l’esperto di Oporto cinque/seicento volte, elencando i luoghi più belli della città, consigliando i ristoranti migliori, organizzando quasi una sfrenata gita per over-60.

-Mentre Vardy torna a segnare: primo gol in carriera in Champions, dopo quasi 500 minuti di calcio europeo, dopo quasi 400 minuti senza un tiro in porta. Lumicino.

-Ora Pardo si è lanciato nella differenza degli accenti nelle varie zone del Brasile, tra Bruno Peres e Dani Alves. A voi la linea.

 

3. Tre gol spagnoli

Si parte con la bomba che ha svegliato il Mestalla. Uso del piede perno, piroetta, mi-scompongo-e-mi-ricompongo, sufficientemente pazzo anche solo a pensarlo un gol così: epitome di zazismo. Bonus per il linguaggio del corpo di Sergio Ramos, del tipo: ma non era uno scarso questo?

Questa è la prodezza di Jordi Mboula, 17enne talentino della Masia blaugrana. Padre congolese e madre spagnola, ha vissuto in Asia e ricorda Henry. Remember the name.

Vincere a Villarreal è dura. L’Estadio de la Ceramica non è molto grosso, ma c’è sempre un casino infernale e il Sottomarino Giallo ha – dati alla mano – la miglior difesa della Liga. Sotto 2-0 dopo un’ora di gioco, il Madrid l’ha vinta con un’incornata di Morata. Per i fanatici dei gol di Morata off the bench.

 

4. Calciatori About to Drop the Hottest Albums of the Year

La newsletter più figa del mondo è – senza dubbio alcuno – Link Molto Belli di un matto di nome Pietro Minto. Nell’ultima edizione settimanale c’era un link ad un articolo di boredpanda.com: un insieme di foto di animali pronti a uscire con l’album più cool dell’anno. Per sembrare in procinto di drop the hottest album of the year devi attenerti a diverse regole:

  1.  Avere uno sguardo bello incazzato
  2.  Avere subwoofer nei cerchioni (verdi) delle ruote della macchina (nera)
  3.  Avere una playlist di Busta Rhymes sull’iPod
  4.  Avere come calciatore preferito uno come te, ma con più talento, tipo Mauro Icardi
  5.  Avere lo sguardo fisso sul fotografo, per far capire chi comanda
  6.  Tutto ciò – se possibile – in crew.

Ecco alcune foto di personaggi del mondo del calcio che rispettano alcune delle categorie precedenti.

Don Andres out of nowhere. Anche se la presenza di Ibaka aiuta.

Instant classic.

“Storia di un presunto calciatore” Hugo Almeida

Don’t fuck with Lil Uzi Gerv.

E questa?

Gangsta rap made me do it.

5. Parliamo un attimo di Bacca, vi va?

Faccio parte di quella – ormai folta – falange di tifosi rossoneri che del proprio centravanti ne ha le scatole piene. Avete presente quando volete che il tuorlo dell’uovo all’occhio di bue non si spacchi e puntualmente inizia a colare giallo da tutte le parti? Ecco, frustrante uguale. E’ spiacevole, davvero spiacevole, provare un sentimento del genere verso il miglior giocatore (o presunto tale) della propria squadra. Tutti volevano bene a Carlos, l’ex pescatore o bigliettaio di autobus a Barranquilla, che quando arrivava la palla in area era cassazione.

Ora è palesemente l’ombra si sé stesso: non un appoggio, non un controllo giusto, n-n-n-(immaginate il balbettio di uno molto incazzato)-n-n-niente. Nella vittoria casalinga contro la derelitta Fiorentina (a proposito di uova…), @Goleador70 ha puntato Gonzalo Rodriguez in campo aperto. Si è allungato la palla verso la sua sinistra con una lentezza pachidermica e una prevedibilità oscena: ne è venuta fuori una cosa brutta, molto brutta. San Siro ha tirato giù bordate di fischi. Sette giorni dopo ha tirato il rigore più imbarazzante della stagione. Che ti succede, Carlos? Ci fai stare in pena. Non mi costringere a fare come quel tifoso del film

6. Karim Ansarifard, giocatore della settimana

L’Europa League regala sempre storie bellissime perché minori. E’ il caso di Karim Ansarifard, centravanti iraniano dell’Olympiacos che ha steso il povero Osmanlispor con una doppietta giovedì scorso. Ansarifard è un centravanti di stazza: ha fallito all’Osasuna e ora tenta di rilanciarsi in Grecia. L’erede di Ali Daei, secondo Ali Daei, sta portando l’Iran ai prossimi Mondiali facendo fuoco e fiamme con Sardar Azmoun del Rostov e Ashkan Dejagah del Wolfsburg. Qui c’è una sua intervista a Fifa.com, mentre di seguito lascio un video con prodezze medio-orientali, per conoscerlo meglio.

 

7. Il Valencia 2016/17, Fabian Orellana e una cronistoria triste

31 Gennaio 2017. Orellana – clamorosa dinamo in mezzo al campo – litiga con Berizzo ed è costretto a lasciare Vigo. Lo prende (prestito con diritto di riscatto) il Valencia.

4 Febbraio 2017. Il cileno debutta subentrando al 46′ a Joao Cancelo in un Valencia-Eibar terminato 0-4. Perché alla tragicomicità del Valencia pare non esserci mai fine.

19 Febbraio 2017. E’ il migliore in campo in un Valencia vittorioso su un Bilbao stranamente arrendevole: sforna l’assist per Nani ed esce all’84’ per Bakkali (quello che doveva essere tutto tranne quello che è adesso).

22 Febbraio 2017. Segna il gol decisivo per battere il Real Madrid. Ed è pure un bel gol di squadra.

25 Febbraio 2017. Il Valencia perde male al Mendizorrotza di Vitoria-Gasteiz, Orellana viene espulso.

Dalle stelle alle stalle, Fabian. Anche te, con tutte le squadre che ci sono, proprio al Valencia…

 

8. Gli altri otto gol del Bayern Monaco all’Amburgo

Nella millesima panchina di Ancelotti, festeggiato con un bretzel gigante, il Bayern Monaco ha rifilato otto gol al malcapitato Amburgo. Ha aperto le danze Vidal con la solita fucilata, poi tre di fila Lewandowski per non farsi mancare nulla, segue Alaba con un Muller super-altruista, poi una doppietta di Coman appena entrato e la chiude Robben all’87’, al termine del solito gioco di gambe di cui vi parlammo sette giorni fa. Che ci crediate o meno, tuttavia, non è la prima volta che il Bayern sculaccia l’Amburgo per o-t-t-o gol a zero.

Il 14 Febbraio 2015 finì allo stesso modo. E siccome di quella recente abbiamo vivo negli occhi l’orrore del massacro, leviamo il velo di polvere dalla partita di due anni fa.

Primo gol. Muller trasforma senza problemi dal dischetto. Antipasto.

Secondo gol. Drobny respinge male un tiro flaccido di Muller, sulla ribattuta si avventa Gotze che segna il più facile dei gol. La faccia del portiere ospite è quella di chi sa cosa sta per accadere. Premonizione.

Terzo gol. Un difensore puntato da Robben con metri alle spalle può solo pregare: qui l’olandese mette all’incrocio senza fatica. Robbeeeen.

Quarto gol. Robben segna ancora, ma lo fa col destro. Sì, un gol di Robben col destro esiste davvero. Unicorno.

Quinto gol. Thomas Muller con una bellissima conclusione dalla distanza sul palo lontano: esulta roteando intorno a sé stesso come si fa a quelle feste sobrie. Workaholic.

Sesto gol. Robben inventa, Muller mette Lewandowski in condizione di appoggiare in porta. Lui esegue, senza licenze poetiche. Mischiamo le squadre?

Settimo gol. Partecipa alla festa anche Ribery, in campo solo da una manciata di minuti. Bug nel sistema.

Ottavo gol. Il siluro sul secondo palo di Gotze chiude la partita. La coppia difensiva dell’Amburgo Djourou-Westermann non si è più fatta vedere in giro. Apocalisse.

Ma ora sentite questa. 44-3. Addio.

9. Le prime foto di Momo Sissoko alla Ternana

L’idolo indiscusso di questa rubrica, al quale farò di tutto per dedicare almeno un punto ogni santa volta, è stato avvistato in Umbria mentre prendeva in mano la sua nuova maglia rossoverde. Per i veri fan: qui c’è oltre mezz’ora di conferenza stampa in cui Lorenzo Modestino e Danilo Pagni lo presentano alle masse.

 

10. Tweet sparsi™

Ho deciso che, da qui in poi, la decima e ultima frazione della rubrica sarà devoluta ai migliori tweet trovati in giro durante la settimana. Sotto lo zerbino, dietro un mobile, dentro la parete c’è pieno di cinguettii bellissimi. Noi ci si vede settimana prossima.

https://twitter.com/SudameriScout/status/835920378367213568

 

https://twitter.com/vieri_bobo/status/834753373773627395

 

 

 

 

 

 

 

https://twitter.com/robymancio/status/835642480477499393

 

https://twitter.com/IFTVofficial/status/835627775893569536