Ciao, è martedì e sono tornati gli appunti sparsi.

1. Manolo Gabbiadini non si ferma più

Il sogno di noi fan di Gabbiadini era (è) una sua definitiva consacrazione. Da quando è sbarcato nel sud dell’Inghilterra, l’attaccante ex-Napoli trasforma in oro tutto ciò che tocca, gli riescono cose che nel periodo italiano venivano solo a singhiozzo, assottiglia il confine tra straordinario e banale. Nelle quattro partite giocate coi Saints, Gabbiadini è a quota sei gol: un campione troppo piccolo di partite per poter anche solo sognare che continuerà ad 1,5 gol ad allacciata di scarpe, ma ci stai facendo sognare, Manolo.

“Les Reed [il Marotta del Southampton] went to Europe

To buy a Lamborghini

Instead he bought a striker

His name is Gabbiadini”

12 minuti dal primo pallone toccato con la nuova maglia. Gabbiadini fugge via lanciato da Jay Rodriguez. La difesa del West Ham è lenta, lui la punisce con una bomba sotto la traversa che impietrisce Randolph.

Gabbiadini spinge dentro il bel cross di Redmond non si sa esattamente come, quasi col costato, ma segna ancora.

Riceve da Tadic, si gira in un fazzoletto imbruttendo Koné e O’Shea, fulmina Vito Mannone in uscita. GabbEASYni.

Il cross di Ward-Prowse arriva coi tempi giusti, Bailly se lo perde in area. Gabbiadini mette la punta del sinistro per anticipare De Gea.

Steven Davis ributta in mezzo uno di quei palloni perfidi per le difese. Pogba e Romeu bucano di testa, Gabbiadini è un rapace: nonostante la stretta marcatura di Smalling, con un passo di danza si avvolge su stesso e di controbalzo lascia di stucco De Gea.

Risultato bloccato sul 2-2 a Vicarage Road? Nessun problema: Gabbiadini sa quanto cazzo è scarso Gomes e si fionda come Pippo Inzaghi sulla palla lasciata lì dal portiere brasiliano.

2. PSG! We. Are. Comin’.

Visto che domani il Barça è chiamato a recuperare quattro gol al PSG, si sono allenati: annichilito lo Sporting Gijon 6-1 pochi giorni fa, sabato il Celta ne ha presi cinque. Al Camp Nou novanta minuti possono essere mooolto lunghi. Se poi Neymar fa queste cose qui…

https://twitter.com/RemanCule/status/838129863982727168

 

3. Un pomeriggio col maledetto United

Sono passate da poco le 14, sono appena rincasato dopo un sabato mattina bello ma non bellissimo, mi appresto a pranzare e – automatico – accendo la TV. C’è il Manchester United, il mio Manchester United. Che bello! – penso – siamo avanti 1-0 e c’è pure Massimo Marianella al commento. Tempo due minuti e il Bournemouth pareggia (that’s on you, Phil Jones) e Kevin Friend (l’arbitro) sbaglia tutto ciò che poteva sbagliare: non espelle Ibra, che rifila gomitate a destra e a manca con già un cartellino sul groppone, ma espelle Surman, che per carità andava espulso, però dai.

Già tifare una big ti imbarazza un po’ perché ti mette su un piedistallo, se poi ci si mettono anche gli arbitri ti vergogni proprio. Né Wilshere né Gradel sono in campo per gli ospiti, ma mi allieta leggermente vedere che colui che ci ha trafitto dal dischetto è Joshua King, ex Red Devil.

Quando vedo, proprio prima dell’intervallo, sbagliare due palle banali ad Ibra capisco che proprio non è giornata e giro sulla replica di Pelicans-Spurs. Torno ad Old Trafford quando Anthony Davis se ne va negli spogliatoi con una mano fasciata: rigore per lo United! Non ho idea di cosa sia successo prima, ma c’è Ibra sul dischetto che sta per spedire la palla in rete. E invece Artur Boruc (ve lo ricordate, Il Portiere Santo?) para.

Ignaro della concomitanza di Roma-Napoli, resto sintonizzato sullo United fino alla fine: una sorta di flagello inconsapevole causato dalla mia ignoranza. Faccio in tempo a vedere gli ultimi sussulti di Pogba, sentire Marianella che decanta quanto abbia giocato male Ibra e godermi l’ingresso in campo di Gradel. Appena metto sul big match dell’Olimpico Mertens segna scavalcando Szczęsny. Il che mi ricorda tre cose:

-Sto facendo indigestione di portieri polacchi (mentre un polacco vince la Strade Bianche).

-Mertens MVP.

-Potrei dedicare un punto a questa partita. E infatti…

4. Commento live di Roma-Napoli

-Dopo averlo visto anche nel derby di Coppa, Nainggolan mi pare un po’ esaltato dopo i due gol all’Inter. Probabilmente è normale, ma non mi aiuta a capire se è un fenomeno o “solo” un grande giocatore.

-Quando duettano Insigne e Hamsik è babà, sfogliatella e pastiera.

-Juan Jesus e Rudiger terzini, invece, mi ricordano un abbacchio alla cacciatora, di quelli belli unti.

-Sei meglio di così, Fazio: cinquanta minuti terrificanti. Da quando vieni sorpreso alle spalle così?

-Il Momento Cuadrado™ senza Cuadrado.

-Il Napoli ormai trova spazi centrali, così come se nulla fosse. Difesa giallorossa colabrodo e non è ancora il 60°.

-Rog-Diawara-Zielinski e lo Scudetto 2020 lo vince il Napoli.

-Lo abbiamo sculacciato nel post-Madrid, ma Koulibaly è un mostro. Impeccabile oggi, anche in impostazione.

-Roma troppo brutta per essere vera, possibilità di pareggiare nel finale e miracoli di Reina a parte. La Juve può andare a +10, il campionato è chiuso ai primi di Marzo e l’Atalanta non andrà in Champions.

-Se posso fare lo spocchioso in conclusione: le carenze enormi per 85 minuti della Roma e gli errori negli ultimi 20 metri del Napoli hanno precluso uno scenario City-Monaco 5 a 3. Davvero definireste questa partita bella?

5. I numeri di maglia a Villarreal

Non so se l’avete notato, ma il grafico del Villarreal è un bambino piccolo in preda al panico. Il designer del Sottomarino Giallo ridefinisce il limite tra gotico e grottesco, eppure a queste cose ci tengono nella capitale spagnola della ceramica. Questo font arriva dalla stagione 2013/14, o da Piccoli Brividi. E poi, perché ci sono due tipologie di n.7?

Qui il #11 di Jaume Costa ricorda “Canne al vento” di Grazia Deledda.

-Il 9 di Samu Castillejo (#19) guarda malissimo l’1, regalandoci una degna rappresentazione grafica minimale del Detective Conan.

-Il #14 di Manu Trigueros ha semplicemente paura di vivere (o di prendersi un tunnel da Neymar).

-Denis Suarez se n’è andato da Villarreal perché non ne poteva più dell’8 tutto aperto che usa da quelle parti. “Manco Paint sapete usare” pare siano state le sue ultime parole nello spogliatoio giallo, pronunciate uscendo, sbattendo la porta.

Qui il #6 di Victor Ruiz sembra abbia solo voglia di accasciarsi al suolo.

Il 2 e il 4 nel #24 di Santos Borré vogliono divorziare, ormai stanchi l’uno dell’altro.

Una volta, ci dicono, i numeri erano normali anche a Villarreal. Che mondo triste che era.

6. Cinque cose più veloci del closing del Milan (bradipo di Zootropolis a parte)

-Guardare da capo a coda Umar Sadiq, animale strano. Il centravanti nigeriano è infinito, ma mai come il closing del Milan.

Questo pezzo di Federico Castiglioni sulla Fiorentina: bellissimo, esauriente, ficcante. Lungo oltre 2.500 parole per un totale di quasi 17.000 caratteri: 3x più veloce del closing del Milan.

Vennegoor of Hesselink.

Anche Mark Bresciano, esultando, era più veloce del closing del Milan.

-Le partite del Palermo, del West Bromwich Albion e del Rostov durano un casino, ma mai come il closing del Milan.

7. E cinque squadre per Youri Tielemans

C’è un giovanotto, in Belgio, che compirà vent’anni il prossimo 7 Maggio ma spacca le porte any given sunday. È già un veterano con una trentina di presenze tra Europa League (tre gol in questa edizione) e Champions, veste la fascia di capitano dell’Anderlecht ed è la next big thing del calcio europeo. Di seguito cinque papabili destinazioni per il ragazzino che idolatra Zidane.

Bayern Monaco. Ancelotti ha detto “LUI!” per formare con Renato Sanches la coppia di centrocampisti che vincerà tre Coppe Campioni di fila tra il 2021 e il 2023.

Manchester United. Tielemans di andare ancora più a nord non ne vuole proprio sapere, lui che ha origini africane e un po’ di caldo proprio non gli dispiacerebbe, ma De Laurentiis l’ha precedentemente apostrofato come “il Justin Bieber del pallone”. Può dunque cedere alle avance di Pogba, che per convincerlo gli ha mandato la gif di lui che dabba.

Inter. Suning se ne frega altamente del fair play finanziario e – nell’altisonante campagna acquisti estiva denominata Operazione Ambrosiana 2.17 – soffia Tielemans a mezza Europa per 80 milioni. Arriveranno anche Berardi, Lindelof e Darmian.

Real Madrid. Zidane sfrutta il fattore mito e se lo porta con sé nella capitale spagnola. La vicinanza con Kovacic, tuttavia, farà diventare Tielemans quel tipo di giocatore che non sai dove metterlo ma che è troppo forte per lasciarlo in panchina. Forse forse ruberebbe anche a James Rodriguez la coccarda di “Faccia più pulita di Valdebebas”.

PSG. Gli sceicchi vogliono avere il miglior centrocampo al mondo e rimpiazzano Matuidi con il giovane belga. Rabiot-Verratti-Tielemans in mezzo al campo e a Parigi si esce a veder le stelle.

8. Il punto settimanale sulla relazione sentimentale Sissoko-Ternana

La Ternana ha perso ancora (sesta di fila), è sempre più ultima in classifica e Momo Sissoko non ha giocato. Niente di nuovo sul fronte rossoverde.

O forse no: Modibo Diakité ha compiuto trent’anni! *|emoji della trombetta spara-coriandoli|*.

9. Flash dalla Bulgaria

Sabato scorso si è giocata Levski vs CSKA, la stracittadina che infiamma Sofia. Le due squadre più titolate del paese (57 campionati totali) sono state recentemente spodestate dal Ludogorets. La squadra di Razgrad ha vinto il primo titolo della propria storia nel 2011/12 e da lì non si è più fermata: siamo a cinque titoli di fila e i punti di vantaggio dopo 22 giornate nel campionato attuale fanno pensare al sesto trionfo in altrettanti anni, come la Juve.

Dietro Le Aquile, il Levski prende terreno avendo battuto il CSKA sabato. Sono un po’ combattuto nel parlare di calcio bulgaro, un po’ perché questa è la fotografia che ho del calcio bulgaro, un po’ perché è un mondo in cui le tifoserie contano più della partita stessa. Tuttavia, se siete grandi fan del calcio mitteleuropeo e Hristo è il nome che darete a vostro figlio, beh, allora magari vi interessano anche gli highlights della partita.

10. Tweet sparsi™

Stavolta abbiamo raccolto i migliori/peggiori tweet del post Juventus-Napoli, perché c’è solo una cosa più bella di fare baraonda: osservarla da lontano.

Il tutto mentre Bobo si allena. Sayonara.