Torna l’unica rubrica del martedì che non contiene la statua di Cristiano Ronaldo. Bella e impossibile come Lasse Schone prima di calciare una punizione.

Ma abbastanza proletaria da non potersi permettere la dieresi sulla O.

1. In Sassuolo-Lazio è successo di tutto.

Minuto 0. Il trentatreenne Peluso non sarà granché, ok, ma è diventato così scarso da fare la panca a Dell’Orco? O c’è qualcosa che mi sfugge?

Minuto 26. Strakosha travolge Berardi in un’uscita senza motivo di esistere: calcio di rigore per il Sassuolo.

Minuto 28. Defrel sbaglia il raddoppio solo davanti al portiere albanese, dopo un lancio lunghissimo che coglie impreparata la difesa biancoceleste. Defrel ha segnato 9 gol questa stagione, solo 3 nel 2017. Forse 30 milioni sono troppi.

Minuto 38. Una buona triangolazione tra Aquilani e Lirola libera quest’ultimo al tiro dalla destra. La conclusione è sballata, ma al nome di Aquilani vi è tornato in mente un ricordo associato ad Aquilani.

Minuto 42. Felipe Anderson fa il matto contro una difesa neroverde davvero troppo piatta. La palla per Immobile a tagliar fuori Lirola non è male, ma a Copacabana riescono a metterla tutti con quel tempo e quello spazio.

Minuto 42 bis. Davanti alla porta Ciro segna sempre. Com’è che fa?

Minuto 45. La discesa sulla sinistra di Lulic crea scompiglio. Immobile calcia in area, ma il suo piatto destro è murato da una combo strana di Acerbi in spaccata, Cannavaro in rovesciata sulla linea di porta e il pugno di Consigli.

Minuto 58. Entra Jordan Lukaku. Il Marcelo belga fa bene e zittisce le critiche.

Minuto 77. Matri colpisce il palo di controbalzo dopo una palla ributtata in mezzo da Aquilani. L’emozione più random della partita. In fuorigioco, per di più.

Minuto 83. Lombardi mette nel cuore dell’area piccola una palla forte, di quella che basta un tocco e anche un difensore se la può buttare nella propria porta. Ed effettivamente Acerbi è goffo nel colpire la sfera: con una forza innaturale mira al petto (o alla gola, a seconda del sadismo dell’osservatore) e l’unico portiere al mondo col 47 non riesce ad evitare il gol.

Minuto 90. Duncan recupera una palla sporca sulla trequarti laziale, col mancino pennella insospettabilmente per la testa di Pellegrini, che coi tempi giusti si inserisce alle spalle del terzino. Il povero Radu è succube delle circostanze e il Sassuolo paregg… no, prende il palo. Tre punti alla Lazio, non si è capito esattamente come.

2. Vedi Empoli e poi muori

L’Empoli non vince dal 22 Febbraio (Mchelidze stese l’Udinese davanti a poco più di 7.000 persone al Castellani). Da lì, un punto contro il Torino, 4-1 a Crotone, 5 gol fatti e 22 subiti.

Le 17 reti segnate dall’attacco toscano non sono solo il peggior dato della Serie A, ma anche il peggiore a livello europeo.

-In Inghilterra la squadra che segna meno è il Middlesbrough: 20 reti nonostante Adama Traoré, Alvaro Negredo e Gastòn Ramirez.

-In Spagna il Leganes ne ha segnati 23.

-In Bundes il Darmstadt (ultimissimo) ne ha segnati 17, ma in quattro partite di meno.

-Pure in Turchia, in Francia e in Olanda le squadre meno prolifiche (Akhisar Belediyespor, Nancy e Roda) hanno segnato di più in meno partite.

La disfunzionalità dell’Empoli è talmente evidente che si sta pensando di cambiare qualcosa nei regolamenti. Sembra impossibile, ma ci sono tre squadre ben peggiori dell’Empoli, che, dal basso dei suoi 22 punti, ne ha comunque 5 in più del Crotone terzultimo. Praticamente da inizio Marzo (se non prima) squadre come Genoa, Sassuolo, Bologna, Udinese e Cagliari possono dormire sonni tranquilli e vivacchiare con ciò che concede il campionato. Il tutto ovviamente NON nei migliori interessi della Serie A.

Ieri sera l’Empoli ha perso a Roma facendo anche bella figura. Un po’ perché i giallorossi erano svogliati, un po’ perché i ragazzi di Martusciello si sono davvero impegnati. I due gol sono sintomatici di una squadra che, pur sforzandosi, proprio non riesce ad andare oltre le proprie lacune strutturali. Sul corner del vantaggio Dzeko ha metri e metri di spazio. Il raddoppio, invece, ha origine da una lenta palla messa sul secondo palo da Perotti. Salah fa la sponda di testa indisturbato per Dzeko, che a centro area segna. Tre marcatori in blu guardano la scena. Uno di questi cade da solo.

3. Meta-racconto di Napoli-Juve.

Scena Uno. Domenica sera stavo scrivendo del partitone del San Paolo alla solita maniera, con le prima cazzate che mi vengono in mente live. All’intervallo il tedio mi ha sopraffatto e sono stato costretto ad elencare, su Twitter, le robe che sarebbero dovute accadere per pubblicare effettivamente il resoconto della partita. Che – ahimè – non ha aggiunto nulla a ciò che già sapevamo del campionato: ed è per questo che dico ahimè. La Juve è la più forte, anche quest’anno non c’è storia (questo disturba uno spettatore neutrale as I am) e la seconda arriverà terza tanto distacco c’è dai bianconeri. [Tutto ciò fino al gol di Hamsik]

Scena Due. Però, penso, uno dei miei giocatori preferiti ha appena segnato un gol bellissimo in una partita importantissima. La Juve tutt’un tratto sembra fragile, Mertens ha preso il palo dopo un erroraccio e il San Paolo è una bolgia. E’ pure entrato Cuadrado (al cui ingresso Compagnoni ne ha elogiato lo stato di forma dopo le prestazioni con la Colombia) e magari ci regala qualche utensile di bigiotteria. [Durante il secondo tempo]

Scena Tre. Nulla è cambiato. Il San Paolo canta Un giorno all’improvviso e mentre guardo i secondi finali nella vana attesa di una Serie A riaperta, capisco che siamo tornato alla fine della Fase Uno: quella della rassegnazione.

Scena Quattro.

AS Roma funny football soccer smile GIF

Regà, è ‘l nostro anno.

4. “La gente non va allo stadio perché gli stadi sono brutti”

Racconto muto, come il cinema dei primi del Novecento.

ChievoVerona 1929: Seculin; Cacciatore, Dainelli, Gamberini, Frey; De Guzman, Radovanovic, Castro; Birsa; Inglese, Pellissier. A disposizione di Mister Maran: Sorrentino, Izco, Bastien, Kiyine, Pavoni, Depaoli, Cesar, Gakpè, Meggiorini, Spolli.

F.C. Crotone: Cordaz; Martella, Ferrari, Ceccherini, Rosi; Stoian, Crisetig, Capezzi, Rohden; Falcinelli, Trotta. A disposizione di Mister Nicola: Nalini, Barberis, Sampirisi, Dussenne, Claiton, Tonev, Suljic, Acosty, Festa, Simy, Kotnik, Vescovo.

Reti: Ferrari (51′), Pellissier (57′), Falcinelli (82′).

Stadio: Marc’Antonio Bentegodi (circa 8.000 spettatori).

Questo video sguercio di sintesi.

Un Appunti Sparsi pieno di Serie A è un Appunti Sparsi pieno di mediocrità. Sad but true.

5. La squadra di calcetto della settimana.

Portiere: Cuéllar dello Sporting Gijon. Il Siviglia ha tirato 18 volte verso la sua porta, ma non è andato oltre lo 0-0. Tre punti nelle ultime 4 per gli andalusi in Liga. Ruba il posto al portiere-che-stavolta-ha-fermato-lo-United e Diego Álves, che ha parato un altro rigore per il Valencia.

Difensore: Miguel Ángel Britos Cabrera (proprio lui) ha segnato il primo gol con la maglia del Watford. La squadra di Mazzarri è già salva e inguaia il Sunderland, sempre più ultimo.

Ala destra: Thomas Müller ha segnato due gol e ha pigliato due legni nell’annientamento del Bayern sull’Augsburg.

Ala sinistra: Neymar sta giocando un livello celestiale da almeno due mesi a questa parte. Non si tiene, punto.

Centravanti: Robert Lewandowski ne ha messi tre con due assist. Stai davvero esagerando, ragazzo.

Riserve (perché non tutti giocano in Barça o Bayern): Shkodran Mustafi, Papu Gomez, Hakim Ziyech e Philippe Coutinho. Futsal puro.

6. Muntari, Pescara e le officine.

L’uomo-effige della nostra rubrica ha condotto valorosamente il Pescara ad un punto contro il Milan domenica, ma la notizia è di ben altro rilievo. Sulley, infatti, avrebbe detto a chissà quali microfoni che gli piacerebbe fare il meccanico una volta appesi gli scarpini al chiodo. In piena sintonia col mestiere attuale, direbbero i più maliziosi. Fatto sta che Sulley ha già due concessionarie d’auto, ma lui si vede “meccanico, di quelli con le mani sporche di grasso, a smanettare sotto le macchine [e dappertutto ho trovato il termine smanettare, davvero, ndr]. Ora però pensiamo a salvarci. Poi mi scadrà il contratto e sarà difficile che resti a Pescara. La mia famiglia è a Milano, mio figlio ha 18 mesi e io voglio vederlo tutti i giorni”.

Buona continuazione, Sulley. Sarai un grande meccanico e un ancor più grande padre.

Sulley che gira su un incrocio tra un Hammer e un carro-armato.

7. Tre gol assurdi su punizione

I. Lasse Schone (quello dell’incipit) ha preso alla lettera il concetto di BOMBA sotto la traversa da quaranta metri. La traiettoria della palla e lo squilibrio mentale causato al portiere ricorda molto il miglior Cristiano Ronaldo. E’ il gol che apre le danze in Ajax-Feyenoord, poi vinto 2-1 dai Lancieri, che dimezzano le distanze da Kuyt e compagni.

II. Dimitri Payet segna solo punizioni bellissime. Questa è la sua mattonella preferita: venticinque metri, leggermente spostato sulla sinistra. Sopra la barriera, musica e magia.

III. Uno dei gol con sui Alexis Sánchez ha demolito la Vinotinto è una punizione surreale.

Fake (?) bonus.

8. Altra Serie A. Stavolta cose belle, però.

La Samp rifila all’Inter la prima sconfitta contro pronostico della gestione Pioli. I nerazzurri, infatti, dopo la cacciata di De Boer avevano perso solo a Napoli, allo J-Stadium e in casa con la Roma. Eh, ma la Samp è una squadra interessante. Ogni volta che rileggo il pezzo di Leonardo Capanni su questa banda di quasi famosi, poi, capisco tutto. Una frase per ognuno presa da lì.

Filip Djuricic: “E’ capace di ribaltare il campo con facilità imbarazzante, di regalare verticalità e superiorità numerica in fasi statiche di gioco e fra le linee, come di perdersi in arabeschi palla al piede in situazioni che richiedono essenzialità di scelta”.

Lucas Torreira: “166 centimetri di geometrie variabili: gioco corto, gioco lungo, capacità di smarcamento in fase di uscita bassa ed impostazione, maturità nelle singole scelte di gioco, volontà di aggredire individualmente portando pressione sempre con i tempi giusti”.

Karol Linetty: “Non ruba l’occhio ma si affida alla continuità di rendimento come passepartout per una futura affermazione professionale”.

Dennis Praet: “Praet sta mutando in un centrocampista totale, dedito alle due fasi, capace di coprire ampie zone di campo, associare il gioco tra i reparti e aggiungere movimenti e consapevolezza operaia al suo bagaglio aristocratico, non intaccando una qualità di base ben oltre la media”.

Patrik Schick: “Tra gli Under 21, Schick è il meglio che il panorama italiano possa offrire nel ruolo”.

9. Arsenal 2-2 Manchester City.

Posto che l’Arsenal non vince, almeno stavolta non ha perso. Il gol di Sané dopo trecento secondi prefigurava il peggio. Mustafi ributta la palla verso la metà campo avversaria dopo un anticipo forte su Aguero, De Bruyne è geniale nel vedere fuori posizione il centrale tedesco. Il problema sta nel comportamento della linea che, orfana di un uomo, non si compatta per proteggere il centro. Il laser pass di KDB è perfetto, Sané è un fulmine e l’Arsenal è già sotto.

Eppure i Gunners non staccano la spina come successo tante altre volte: al 41′ pareggia Walcott. Ancora una volta è una palla allontanata da Otamendi a diventare pericolosa perché rimessa in mezzo da Mustafi. La difesa dei Citizens non sale in modo omogeneo (Clichy, that’s on you) e Walcott segna in posizione regolare.

Sul terzo gol, invece, mi sento di spezzare una lancia in favore di Monreal. Tanti ne hanno criticato l’atteggiamento sconsiderato: aggredendo David Silva, lascia Agüero libero alle sue spalle. Che è vero, ma se Coquelin fosse stato più aggressivo su David Silva sicuramente Monreal non sarebbe uscito sul portatore di palla in modo così aggressivo. Una volta visto il “cambio”, direbbero nel basket, Coquelin arriva anche un attimo in ritardo su Agüero, che trova un angolo da Aguero e fa 1-2. Uscendo su Silva, insomma, Monreal ha forse peccato di generosità, tentando di coprire una falla che, in una frazione di secondo, ha giudicato pericolosa.

Il secondo pareggio dei Gunners è sintomatico di una forza mentale che credevamo dispersa. Da corner per giunta, con la sola forza della determinazione. Eppure il protagonista di Arsenal Fan TV è sempre più incazzato. (C’è un link a quel canale Youtube in ogni episodio: non siamo schierati, davvero).

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