Torna l’unica rubrica che ha preso la bella abitudine di aprire con un gif ogni suo episodio.

Un gol di Muntari al Barcellona.

1. Juventus – Barcellona (parte I)

One for the ages. La Juve ha demolito il Barcellona in quella che doveva essere la prima delle cinque partite che avrebbero (ri)portato Messi&Co. in cima al mondo. Dopo il finale ribaltato alla Asimov degli ottavi di finale, infatti, il Barça sembrava lanciatissimo alla vittoria finale. Il sorteggio ha detto “Juventus”. La squadra di Allegri era l’avversario peggiore che potesse capitare (facile dirlo ora) ai blaugrana perché tatticamente può interpretare tante partite diverse, spesso anche nell’arco degli stessi novanta minuti. E così è stato: i bianconeri hanno surclassato i rivali in organizzazione con e senza palla, sfruttando i propri punti di forza ed esplorando le debolezze altrui.

Due scelte di Luis Enrique si sono rivelate particolarmente fallimentari. Togliere Messi dal centro e relegarlo alla fascia destra (dove Alex Sandro – intuizione felice di Acciughina – se l’è mangiato) la prima; inserire Mathieu sul centro-sinistra di una difesa a tre mai come martedì sera apparsa in balia degli eventi la seconda. Nel pre-vittoria vs Real Sociedad, peraltro con un risicato 3-2 in cui Messi ha dovuto ancora togliere le castagne dal fuoco, l’ex allenatore della Roma ha detto che: “L’unico responsabile se le cose vanno male sono io, perché sono l’allenatore. Ma non mi sento neppure di dire che a Torino ho sbagliato chissà cosa dal punto di vista tattico. E non credo neppure che sia il mio peggior momento da quando sono qui. Abbiamo rimontato quattro gol agli ottavi col PSG, da questo punto di vista sarà più facile farlo con la Juventus”.

Il diamante in mezzo al campo dell’allenatore di Gijon è stato divorato dalla compattezza juventina. L’attacco stellare è stato disinnescato senza pietà dal muro bianconero: Suarez, in particolare, ha toccato palla solo 37 volte, stesso numero di Ter Stegen. Nonostante il Barça abbia tirato di più (e prodotto più xG), Buffon e Dybala hanno fatto saltare il tavolo. Domani sera vedremo se i bianconeri hanno la forza per resistere alla rimonta blaugrana (il Campo Nou dovrebbe essere più o meno così: WOW).

2. Borussia – Monaco (parte I)

-Orsato concede un rigore dubbio agli ospiti, Fabinho mette a lato, qualche giallonero deve aver pensato allo Zio Sheed.

-Bernardo Silva conduce la transizione come Westbrook.

-Abbaglio dell’assistente Manganelli sul gol dei monegaschi, ma non diciamolo a Collina.

Una rimessa laterale di Andrea freakin’ Raggi.

-Bender si butta in porta un cross di mancino dello stesso Andrea Raggi, che nel prepararlo aveva preso spunto dal rigore di Zaza agli Europei.

-E’ sembrato solo a me di sentire il coro della Ringo nanana-nanana-ehhehhehh-nanana?

-Nelle seguenti gif vedrete Ousmane Dembélé e Christian Pulisic sfrecciare in Lamborghini nei quartieri poveri (cit.)

-Il gol con cui il Dortmund dimezza le distanze è un gol molto Europa League.

-Che ripresa dei tedeschi. Dopo un primo tempo sottotono, il Dortmund schiaccia i biancorossi nella propria trequarti grazie alla freschezza di Sahin e Pulisic.

-Guardo Kylian Mbappé e penso che ogni commento sia superfluo.

-Visto chi ha segnato? Youngsters.

-Ma anche Kagawa che gol ha fatto? Partidazo, non smettete mai.

Quando Aubameyang non butta dentro il pareggio al 90:20.

-Sarà, ma la qualificazione è ancora tutta da decidere. Se finisse 2-5 al ritorno si sorprenderebbe qualcuno?

-Bartra sta meglio *emoji sollevata*

-Bellissima inoltre l’iniziativa lanciata dai tifosi del Dortmund. Hanno ospitato i soci del Monaco costretti a rimanere in Germania un giorno in più dopo l’assalto al pullman giallonero. Attraverso il proprio canale Twitter, il Borussia ha supportato l’iniziativa. Cultura sportiva thumbs up.

3. Geo-mappa dei 100 gol europei di Cristiano Ronaldo

Qualcuno si è preso la briga di tracciare i bei posti in cui CR7 ha collezionato le proprie reti in Europa. In testa ci sono Madrid (41) e Manchester (9), e ok. Seguono Amsterdam e Istanbul (5). Le uniche tre città in cui CR7 ha segnato a due squadre diverse in Europa sono Mosca (vs CSKA e nella finale di Champions vs Chelsea), Londra (vs Arsenal e vs Tottenham) e Lisbona (vs Sporting e vs Atletico). La città più strana nella quale ha segnato è – a mani basse – Razgrad: stupefacente che CR7 abbia acconsentito a portare le sue chiappe in Bulgaria. Le migliori città in cui, invece, deve ancora segnare:

-Milano. Milan e Inter, fate in fretta a tornare in Champions.

-Parigi. Perché il PSG lo butta sempre fuori il Barça.

-Siviglia. Al Siviglia ha segnato ma si giocava a Cardiff.

-Oslo e Helsinki. Ha già segnato a Copenaghen e Malmo ed è a metà della Campagna di Conquista Nordica.

4. Zapata 97′

Christian Zapata ha deciso il primo Derby della Madonnina targato Cina. Possiamo, per favore, mettere da parte tutti i nazional-tifosismi e guardare in faccia la realtà? Christian freakin’ Zapata ha segnato in allungo in acrobazia di sinistro di stinco con ai piedi le Lotto con il 17 sulla maglia in un Inter-Milan che passerà alla storia.

 zapata milan inter GIF

Un gol molto brutto.

5. La squadra di calcetto della settimana

Portiere: Bernd Leno, alla cui sagoma il Bayern Monaco ha mirato 21 volte senza mai far gol.

Difensore: Matthijs de Ligt. Mentre non stavamo guardando, l’Ajax è tornato ad essere qualcosa. Peter Bosz ha lanciato tantissimi giovani interessanti, dalle ali Younes e Neres al centravanti Kasper Dolberg, passando per Kluivert Jr., Bertrand Traoré e Ziyech. La coppia centrale, inoltre, ha meno di 38 anni in due. Uno è colombiano, ventenne, si chiama Davinson Sanchez ed è MOLTO più swag del vostro giocatore preferito. L’altro ha segnato nella manita rifilata all’Heerenveen di Gucci (che ha segnato!) domenica: si chiama Matthijs de Ligt, è nato pochi mesi prima del Terzo Millennio e risentirete parlare di lui.

Ala destra: Angel Di Maria, che ha segnato la doppietta con cui il PSG ha tramortito l’Angers nell’anticipo del venerdì sera. Uno su punizione da trenta metri, uno su contropiede con la complicità del portiere avversario.

Ala sinistra: Joao Pedro, che ha fatto 2 gol+assist vs Chievo ed è giusto premiare qualcuno del Cagliari ogni tanto.

Centravanti: Jonas del Benfica, sempre più capolista in Premiera Liga dopo una doppietta del brasiliano vs Maritimo e il pareggio del Porto sul campo del Braga.

Riserve: nessuno, questa settimana c’è un triangolare coi tifosi di Dortmund e Monaco e possiamo cavarcela così.

6. Di Canio demolisce David Luiz

Domenica verso le 19:00 Paolo Di Canio ha condotto il “Di Canio Premier Show”, che indovinate un po’? parla di Premier League. Ospite: Andrea Stramaccioni. Poche ore prima, il Manchester United aveva battuto (a sorpresa perché con merito) 2-0 il Chelsea di Conte. All’ex attaccante della Lazio non è andata giù la cosa e si è espresso violentemente contro il povero David Luiz. A ragione eh, perché David Luiz ha fatto proprio piangere, ma Di Canio è Di Canio e quindi dev’essere più cattivo, in tutto.

Modus operandi.

“Lo sai che quando parliamo – dice rivolgendosi a Strama – di certi argomenti io mi devo alzare. Parliamo, nota dolente, di David Luiz. Io non ce l’ho con lui [i bulli da parcheggio comunque simpatici come Di Canio mettono sempre le mani avanti], però dico non si può vedere un giocatore a questi livelli vedere quello che ha fatto. Perde la palla in uscita da ultimo uomo e manda al tiro Rashford; ed è la prima. Grande intuizione di Mourinho a mettere sulle sue tracce Rashford. Quello che dico io è l’atteggiamento. L’atteggiamento di questo ragazzo. Il primo gol è una cosa, anche questa, imbarazzante. Il rinvio [sbagliato, di De Gea] poteva essere causa del gol del Chelsea, c’è fallo di mano di Herrera, ma guarda. Tutta aperta la difesa [del Chelsea]. Hai [tu, David Luiz] tutto il tempo e spazio per cercare di capire cosa fare, lui si mette sul fianco alla fine, ma ormai è andato l’avversario. La palla gli passa davanti, non chiude neanche la traiettoria del passaggio verticale. Indica poi al portiere di non uscire, come se lo potesse vedere il portiere, non so, non uscire tanto lo contrasto io”.

Strama cerca di metterla sul tattico: David Luiz doveva scappare verso la propria porta più rapidamente, ma chiosa con: “Questo atteggiamento di sufficienza credo non sarà gradito da Antonio Conte”.

Strada spianata per la seconda invettiva dicaniana: “Ma ti dico una cosa, Andrea. Il secondo è peggio. Il secondo io lo prendo [D. Luiz] gli, veramente, lo prendo a calci nel sedere. Sei un giocatore mio, se un giocatore mio si comporta così in un momento così particolare, perché non è un discorso di stanchezza. Dal momento in cui ribatte la palla fa zero metri. Tutti che vanno ad aggredire in modo sbagliato, tutti contro uno e lasciano il tiro libero ad Herrera. Lui si mette la mano sul pacco, mette le mani davanti ai gioielli di famiglia. Tiro, deviazione, toglie la testa. Guardalo ancora da questa situazione [viene proposto un video con diversa angolatura]. Guarda qui, guarda cosa fa. Guarda cosa si [farfuglia], le mani sul, guarda guarda, per non essere colpito toglie la testa. Ma io dico ti prendo a calci nel sedere, per non dire altro. Cosa pensi?”

E Strama stempera ancora, ma è stato un bellissimo momento di dicanismo.

“In qualsiasi livello. In qualsiasi posto, non solo in Inghilterra, Andrea. Anche al torneo dei padri, è una cosa assurda. Un po’ di amor proprio. Mi rimetto seduto per dirti che alla fine ha parlato. David Luiz ha parlato. Sentiamo cos’ha detto”. Si va avanti parlando del proseguo della stagione dei Blues. Niente più insulti. Andiamo avanti.

7. Muntari sulle caviglie di Dybala

Pochi giorni dopo essersi consacrato contro Leo Messi, la Joya ha dovuto fare i conti con Sulley Muntari. L’argentino lascia il terreno di gioco al 54′ in seguito ad un intervento mica tanto ortodosso del futuro meccanico. Cose successe da lì in poi:

-L’allarme per Dybala sembra rientrato ed è arruolabile per Barcellona.

-Sono tornate le battute su Muntari e macellai. Sempre uguale a te stesso, Internet.

-Gli juventini hanno elaborato una teoria complottistica più di Adam Kadmon il discepolo Sulley, assoldato da Stregon Zdenek, avrebbe appositamente massaggiato Dybala.

-Il Pescara è sempre più ultimo e nelle ultime 5 ha segnato 3 reti #Zemanlandia

In conferenza stampa, il solito disincantato Zeman parla dell’accaduto: “Ma Muntari, è il suo modo di giocare, lui gioca così, da tanti anni, magari se giocava nel Milan, nell’Inter questi falli non venivano ammoniti. Con noi è normale, visto che era fallo da ammonizione l’ha ammonito”.

Giocatori che, da qui a fine campionato, Muntari potrebbe azzoppare e far urlare le tifoserie di mezza Italia al gombloddo:

-Francesco Totti. Muntari rivelerà poi che il suo idolo di sempre è Richard Vanigli.

-Marco Borriello. Muntari confesserà di esser stato assoldato dall’amico Bobo Vieri che vuole rimanere a tutti i costi l’idolo incontrastato di Formentera.

-Simy del Crotone. Muntari scoppierà a piangere scusandosi e tutti gli crederemo, perché di Simy neanche si conosce il nome e se te la devi prendere con uno non te la prendi con Simy.

-Carlos Sanchez. Muntari ha sempre avuto un pessimo rapporto con quelli coi capelli ad afro e la frustrazione è doppia perché siamo all’ultima giornata e il Pescara è in B da tempo.

8. Matteo Mancosu vs Kenwyne Jones / Fredy Guarin vs Odion Ighalo

Mancosu ha sfidato K. Jones in questi giorni. Lo stesso hanno fatto Guarin e Ighalo. Se sapete dove giocano tutti e quattro questi giocatori coattissimi, siete davvero bravi. In Montreal Impact 2-1 Atlanta United, l’ex Stoke City ha segnato, ma ha perso. Purtroppo per i canadesi era squalificato Marco Donadel, mentre per la franchigia della Georgia l’ex Toro Josef Martinez era infortunato. Potete tirarvi su con questo bellissimo pezzo sulla neonata squadra allenata dal Tata Martino, che contiene anche una playlist tra Ludacris, Young Thug e Gucci Mane.

Guarin e Ighalo, invece, giocano in Cina. L’ex centrocampista dell’Inter gioca nel Shanghai Shenhua con ObaOba Martins. Ighalo è la punta di diamante per il Changchun Yatai, il cui #10 è Szabolcs Huszti, ma questa è solo per gli amanti del calcio ungherese. L’ex di tutte le squadre dei Pozzo (e Cesena, *emoji sorpresa*) ha segnato due gol, ma hanno vinto gli altri. Per inciso, lo Yatai di Ighalo è ultimo da solo in una Chinese Super League che deve suscitare tanta tanta solitudine.

Altre cosucce sparse su questi due incroci strani:

-Il gol decisivo della partita cinese l’ha segnato Giovanni Moreno, trequartista colombiano di 190cm col #10, al quinto gol in cinque partite di CSL. Nella foto sotto è quello che si morde le dita sulla destra, mentre qui c’è un suo gol in rovesciata: uno dei nuovi idoli di questa rubrica.

-Il video di uno che come unico Dio ha Kenwyne Jones.

-Il video di uno che filma i cori a Kenwyane Jones (dettaglio preferito: la bambina in braccio al padre, con aria piuttosto smarrita)

-Mancosu quando spaccava porte con la maglia del Trapani e Mancosu ora.

-Kenwyne Jones è il capitano della Nazionale di Trinidad&Tobago, e non puoi che guadagnare punti per questo. Anche perché la maglia dei Soca Warriors non è niente male.

-Guarin felice con ideogrammi sul petto.

9. Koke fa il matto nei primi minuti di Atletico-Leicester

Jorge Resurrecion Merodio (aka Koke) ha iniziato il quarto di finale d’andata vs Leicester caldo come una stufa, tipo McCollum vs Golden State. Nei primi 10 minuti aveva già 14 tocchi di palla, 9 passaggi riusciti e una traversa colpita. Più pericoloso di Bacca in partite intere.

Riceve la prima palla dopo 17 secondi, dopo che per i primi quindici era stata più in aria che altro. La ripulisce dopo un bell’appoggio di testa di Griezmann, scambiando con Fernando Torres e aprendo su Carrasco. Lo rivediamo ricevere ancora sulla fascia opposta alla sua di competenza: il suo passaggio è intercettato, ma guadagna una rimessa laterale.

Ad 1:40 fa impazzire Fuchs sulla destra, ma il cross è sballato.

Gioca all’indietro per un rilancio di Godin a 2:25, dopo che Vardy ha provato un tiro dalla bandierina o quasi.

3:53. Riceve, controlla, c’è una tentazione di contropiede ma avanza al piccolo trotto guardingo come un puma sulle montagne rocciose (cit.). Dopo una sterzata disinteressata – tanto che nemmeno viene preso in nota dai Foxes -, quasi da fermo carica il destro dai venticinque metri. La palla si schianta contro il palo alla destra di Schmeichel ed esce.

Scambia ancora con Griezmann (alpha e omega dell’Alteti) e tenta il tiro al volo, ma è respinto da Benalouane. Rimane a destra (piuttosto anarchico) per scambiare con Juanfran e Carrasco. E’ lui a battere il corner dalla destra.

Verso 7:50 si trova davvero sulla fascia sinistra, dove funge da ala di possesso. Con tre passaggi palla-a-terra di prima manda al cross Filipe Luis. Koke ha la forza per inserirsi, Carrasco calcia a lato.

Frase di Caressa su FIFA che inquadra il momento: “E’ come il prezzemolo, lo si trova dappertutto”.

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