La settimana della fine dei grandi campionati europei significa classifiche, graduatorie, selezioni. Tante categorie carine da premiare. Un ospite simpatico ed equilibrato penserà a restaurare la serenità.

1. Premier League Awards

MVP. Difficile non dire qualcuno del Chelsea, da Kanté a Hazard, però Harry Kane ha segnato 29 gol nel miglior attacco del campionato. In 29 presenze da titolare. E’ troppo forte Harry Kane.

MVP romantico. Jermain Defoe, autore di metà dei gol del Sunderland retrocesso, ventesimo e ultimo. Batte la concorrenza di Gabriel Jesus, Joshua King, Gareth McAuley e Joe Allen.

Allenatore dell’anno. Antonio Conte. Troppo facile questa.

Gol dell’anno. Una delle prime tre cose che mi vengono in mente pensando alla stagione di Premier è lo scorpione di Giroud.

Wow.

Cucchiaio di Bacca, al giocatore più deludente del campionato senza che nessuno se ne sia accorto. Ora che è finita posso rivelarvelo: a tratti ho detestato veder giocare Mesut Özil.

Divisa dell’anno. Borini e il rosa-viola del Sunderland potrebbero essere un’idea, ma la seconda del Tottenham mi sembra un modo ideale per ricordare White Hart Lane e vince lei.

Premio Wolfsburg, alla squadra che ha speso di più e ha vinto meno. Ehi Manchester United, forse potevamo chiamare questo premio col tuo nome.

Coccarda Schone, al giocatore con più stile del campionato. In Premier di figoni ce ne sono un casino. Da Bellerin a Giroud passando per De Gea e André Ayew, ma la mia scelta ricade su The Beard The Legend: Nicolas Otamendi.

Trofeo Lukaku, al giocatore più grosso del campionato. Crouch è più alto ma più secco, Ibra è forse più alto ma molto più agile. Un’alternativa al carro armato preferito da Leonardo Capanni può essere Troy Deeney, più basso del belga ma forse più tozzo e tracagnotto. E poi gioca nel Watford, qualcosa in più.

La squadra di calcetto della Premier 2016-2017. Tra Courtois e Lloris prendo il primo ieri, oggi e domani. Ho come la sensazione che se fossi in un difensore con il belga mi sentirei come sotto le coperte. La scelta del difensore è più facile: Bailly ha quasi solo dominato prima dell’infortunio e la concorrenza è ben minore. Sarebbe bello considerare Kanté come difensore puro, a calcetto farebbe paura. Ala sinistra Hazard, a destra Sanchez anche se non sarà contento e in mezzo Kane. Fuori Aguero, Ibra, Diego Costa, Lukaku e Alli. Però.

2. Ligue 1 Awards

MVP. Cavani è probabilmente autore della più silenziosa stagione da 35 gol di sempre. Lacazette ha distrutto tutto ma è arrivato quarto. Del Monaco chi premiare? Thomas Lemar, che se ne parla sempre poco ma è un fenomeno?

MVP romantico. MARIO BALOTELLI. FUCK YOU HATERS.

Allenatore dell’anno. A Jardim affideremmo anche il cagnolino malato.

Gol dell’anno. A me sto razzo di Depay è piaciuto particolarmente. Anche se una punizione di Payet, due gol di Cavani e almeno cinque o sei dei 100+ del Monaco fanno davvero impazzire. Miglior Ligue 1 da anni.

Riconoscimento Le’Bryan Nash, al giocatore col nome più matto del campionato. Qualcuno del Nantes sicuramente. Al burkinabé Prejuce Nakoulma preferisco le tante lettere inusuali e suoni desueti del centrale venezuelano Oswaldo Vizcarrondo.

Divisa dell’anno. Bordeaux prendi tutti i miei soldi. Anche se la terza del Lille è tanta roba.

Premio Wolfsburg. Potevamo chiamare questo anche il “Premio PSG“.

Coccarda Schone. Radamel Falcao ha troppo stile col capello lungo. Faccia più pulita e perbenino di quello da figlio della strada di Cavani. Oh, Thiago Motta potrebbe essere un buon sostituto in caso Falcao avesse la varicella.

Trofeo Lukaku. In Ligue 1 è pieno di trattori. Uno molto simile al ragazzone cui il premio è intitolato? Bafetimbi Gomis (20 gol a 31 anni, btw). Un litro ogni due chilometri.

La squadra di calcetto della Ligue 1 2016-2017. Anthony Lopes del Lione mi pare una safe pick. Sdoganiamo finalmente i ruoli per mettere in difesa Marco Verratti, che non inserirlo sarebbe peccato. Davanti Lacazette, Falcao e Cavani. Partono cordialmente dalla panchina Mbappé, Thauvin e Lemar.

3. Bundesliga Awards

MVP. Il Lipsia.

MVP romantico. Anthony fuckin’ Modeste. Già uno dei giocatori preferiti di questa rubrica. Secondo: Werner, Keita o Forsberg del Lipsia.

Allenatore dell’anno. Quello del Lipsia.

Gol dell’anno. Uno dei gol ipercinetici del Lipsia.

Nastro Alexandre Pato, ad un giocatore fatto di diamante. Da dire sottovoce perché poi sembriamo cattivi: ma avere una stagione di Marco Reus intera? Brutto?

Spareggio squadra retrocessadt, ovvero la squadra migliore tra le due retrocesse dirette, Ingolstadt e Darmstadt (a seconda di quanti giocatori conosco a memoria di una o dell’altra). Ok, allora nell’Ingolstadt c’è Pascal Groβ, forte, e un’ala paraguaiana che si chiamava, com’è che si chiamava? Invece nel Darmstadt c’è ovviamente l’Altintop che una volta era fortissimo. Se non ricordo male anche Victor Obinna aveva firmato con loro in estate (vero, giocando solo 37 minuti). La fine di Obinna non è precisata. Vince il Darmstadt, comunque.

Coccarda Schone. La riceve Mr. Xabi Alonso sorseggiando brandy.

Targa di merito pitagorica, perché come col Crotone non sai esattamente che cosa premiare, ma qualcosa vuoi premiare comunque, anche se magari non esiste nemmeno. La mascotte del Lipsia.

Premio Wolfsburg. Incredibilmente vince il Wolfsburg!, che in estate ha speso quasi ottanta milioni per giocare i playout contro l’Eintracht Braunschweig a fine Maggio.

Trofeo Lukaku. Avete notato quanto cazzo è grosso John Brooks dell’Hertha? Runner-up: Jonathan Tah del Leverkusen. Ci sarebbe anche Jerome Boateng, ma quelli del Bayern non sai mai se prenderli in considerazione perché fanno un campionato a parte.

La squadra di calcetto della Bundesliga 2016-2017 – senza quelli del Bayern. Tra i pali che ne dite di premiare l’Hoffenheim di Nagelsmann con Baumann? Terzino con caratteristiche piuttosto offensive, ma a calcetto si attacca in cinque e si difende in cinque, si sa: ha partecipato ad 8 gol dello Schalke, il difensore è Kolasinac. Davanti c’è l’imbarazzo della scelta, che ricade su Werner, Modeste ed Aubameyang. Dispiace per Kruse, Kramaric e Forsberg.

4. Enrico Bricchi superstar

Ci siamo dilungati un po’ troppo con le premiazioni, non credete? Continueremo tra sette giorni. E’ meglio dare la parola ad Enrico. I punti successivi saranno un gol ∼ emoji occhi-a-cuore ∼ ciascuno segnato questa settimana. Vi lascio in buone mani, ci sentiamo tra sette giorni.

App. Sp. Nonostante il nome stesso del sito ricordo rimandi a uno e un solo sport, scrivete anche di altro: perché?

EB: Siamo convinti che il concetto di diez non sia solo calcistico. Questo numero rimanda a genio, cultura e anche al calcio, ma non solo. Il mondo sportivo ha delle sfumature che ci sono sempre interessate e che vogliamo raccontare. Il calcio rimane il nostro argomento principale, ma persone qualificate/aficionados parlano di F1, tennis e MotoGP.

App. Sp.: Ti regalano un abbonamento stagionale ad una squadra e una macchina del tempo: cosa vai a vedere?

EB: Senza ombra di dubbio vado a vedermi il primo periodo di Ronaldinho al Barcellona. Impressionante per dirla alla Cristiano Ronaldo.

App. Sp.: Chi è il tuo diez preferito? Valdivia?

EB: Probabilmente nella mia risposta precedente mi sono già svelato. Ora provo a motivare. Ronaldinho rappresenta l’emozione del calcio, l’attimo del tifoso che non capisce più nulla e che poi viene estasiato dalla magia del giocatore. E’ da anni che non mi emoziono più come quando vedevo il “dentone” in Europa.

6. Tra Indonesia, Messico e Cardiff

App. Sp.: Chad Hurley e l’investitore nel calcio del Terzo Millennio, tra ritorni d’immagine e popolarità. Quali scenari globali prevedi tra vent’anni? Zuckerberg porterà il Venezia in Champions League?

EB: Il mondo dei social network avrà ancor di più importanza. I giovani vogliono sempre più velocità e meno riflessione. Sarà un giornalismo fatto di notizie flash. Per questo mi sento di dire che Instagram avrà qualcosa da dire nel nostro mondo. Il Venezia è a posto con Tacopina, fidati.

App. Sp.: Avete usato Momo Sissoko per parlare della Lega indonesiana e non so davvero che dirvi perché, per come ha mollato la Ternana, Sissoko si merita davvero di essere usato. È il giocatore più opposto al concerto di diez? Se no, chi altro?

EB: Il concetto di diez non è solamente il dieci. La sua nemesi non è mai nel campo da calcio, quanto piuttosto legata all’ignoranza calcistica che naviga nei social. Per carità, ogni tanto un po’ di satira ci sta. Ma non credo che una pagina come [inserire nome di pagina ignorante a vostra scelta] si conformi alla nostra linea editoriale.

App. Sp.: Pochi giorni fa Diego Leoni scrisse Consapevolezza, un articolo-legittimazione della stagione della Juve e di Allegri. Devo chiedere, anche a te, un pronostico sulla finale di Cardiff.

EB: Diego è un veterano in qualsiasi articolo, per questo vi consiglio di leggere il pezzo che hai citato. Il mio pronostico vede i bianconeri in testa, quando si arriva così carichi in queste occasioni si può solo esplodere in positivo. Fino ad adesso ho azzeccato tutti i pronostici: juventini potrei portare fortuna.

App. Sp.: Numero-Diez, questa rubrica e tanti altri deboli di cuori amanti dei tacos hanno un sogno: un ritorno europeo di A.P. Gignac. Dove lo vedresti bene? 

EB: Lo vedo bene al Tigres. Perché non può rimanere lì?

7. Beh può andare all’Ajax

Ve lo immaginate Gignac con Klaassen, Kluivert e il resto della banda?

8. Dybalaaaaaa

Questo ragazzo è speciale.

9. Isco Alarcón detto Fenomeno

2017 Isco >>>>> il vostro giocatore preferito.

10. Tweet sparsi™