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Ultimo episodio prima della pausa estiva?

Ultimo episodio prima della pausa estiva. Perché mica possiamo parlare tutta estate dell’ultimo taglio di Cristiano Ronaldo.

1. Cosa succede nel mondo

-Avete visto che gli allenatori italiani hanno vinto un po’ dappertutto? In Italia, Russia, Germania, Inghilterra (e questi li sapete), ma anche Ungheria (Honvéd di Marco Rossi) e Moldavia (Sheriff Tiraspol di Roberto Bordin).

-Hope Solo è una particolare. E quando ha la luna storta spara a zero su tutti à-la-Ayesha Curry.

Dieci ricordini da Cardiff.

-Cedric Bakambu ha dato il benvenuto a Enes Unal al Villarreal usando #BursaConnexion. Alle pendici dei Monti Uludag succedevano cose.

-Ventotto anni da compiere in Gennaio e Toni Kroos ha già vinto tre Coppe dei Campioni tra Madrid e Monaco di Baviera.

-L’Arsenal ha rinnovato il contratto ad Arsene Wenger, mentre il prossimo allenatore di Lionel Messi sarà Ernesto Valverde. Al Westfalen, invece, si consolano con Bosz.

-I Playoff di LegaPro stanno entrando nel vivo. Il circo si sposta a Firenze, teatro di semifinali e finale: Pordenone-Parma e Reggiana-Alessandria. Mentre il Benevento può scrivere la storiA.

-Prendetevi un minuto per guardare una dozzina di volte questa giocata del Pity Martinez.

-Jorge Sampaoli ha ammesso di aver tenuto un poster di Valdivia nel suo spogliatoio a Siviglia.

-Tweet per salutare un vecchio amico di questa rubrica:

2. Lorenzoni e la Vecchia Signora

Nei prossimi tre punti, abbiamo convocato tre confratelli cesariniani per parlarci del futuro della loro squadra del cuore. Il primo è un Lorenzoni il cui cuore ha ancora i cerotti. Un forte abbraccio Gianlu: Appunti Sparsi è un’omeopatia che funziona.

App. Sp.: La Juve è arrivata nuovamente ad un passo dalla Champions. Riuscirà questo nucleo (BBBC, Marchisio…) ad alzarla? Buffon riuscirà a togliere la polvere dalla bacheca europea?

GL: Leggendo un po’ in giro qualche opinione del giorno dopo si nota una netta distinzione tra chi parla di maledizione, e chi in maniera leggermente più razionale ha preferito analizzare il discorso sul piano tecnico e mentale. Mi accodo ai secondi. Che la Juve sia ormai tra le quattro/cinque grandi d’Europa mi pare evidente. Nelle ultime due finali perse la differenza non abissale ma comunque tangibile di valori tecnici, ha fatto la differenza. E anche l’approccio mentale, che è poi l’elemento che poteva colmare il gap, non è stato quello delle serate migliori. Detto questo, non so se il ciclo della BBBC abbia sprecato l’ultima cartuccia: Barzagli va per i 37, per non parlare di Buffon, Bonucci lancia messaggi ambigui… Quella di Gigi e la Coppa mi sembra una storia sbagliata, tanto per citare Faber. Come lo fu per Zoff. Lancio una piccola provocazione (della quale mi vergogno tremendamente)? Forse il prossimo anno, dovesse veramente arrivare Szczesny, chissà… Non è comunque da escludere uno scenario di questo tipo:

App. Sp.: Cosa deve migliorare in estate Marotta per colmare il divario col Real Madrid? (Situazione simile a quella dei Cavs coi Warriors, ma sono cose americane). Meglio allungare la rosa o puntare su uno/due giocatori di altissimo profilo?

GL: Entrambe è chiedere troppo? Uno dei primi commenti a caldo sabato sera è stato: “Noi rimpiangiamo Morata. Loro lo mettono a quattro minuti dalla fine, per onor di firma”. Non c’è dubbio che avere un organico come quello del Real alla lunga faccia la differenza. Credo che la strada tracciata in questi anni da Agnelli, Marotta e Paratici possa proseguire nella stessa direzione: uno/due top a sessione+giovani di prospettiva per allungare la rosa. Un grande colpo me lo aspetto, ecco.
Ti dico due sogni personali: Hamsik, e… Balotelli. In realtà ci sarebbe anche Thiago Motta svincolato! Se poi arrivano Di Maria, Iniesta o James ci accontenteremo.
Intanto Schick mi sembra un bel profilo, utile per dare il cambio al Pipita e a Dybala. Poi è ceko, non c’è altro da aggiungere.

App. Sp.: Previsioni sul ricambio generazionale? A che punto sono i vari Rugani, Pjaca, Mandragora, ecc.? Troveranno spazio o sarebbe meglio un prestito?

GL: L’infortunio di Pjaca è stato a suo modo determinante, togliendo ad Allegri il primo, e unico, ricambio davanti. Dopo il fisiologico periodo di apprendistato, si era sbloccato col Porto e credo avrebbe trovato spazio. Lo troverà la prossima stagione. Per Rugani dovrebbe essere arrivato il momento del salto definitivo, se non da titolare inamovibile, quasi. Mandragora ha saltato un anno e forse il prestito sarebbe l’opzione migliore. Lo stesso per Kean, anche in B.

Ora scusami ma devo scappare che ho un appuntamento dallo psicoterapeuta.

3. Castiglioni e la Viola

App. Sp.: Per mille motivi, la Fiorentina ha vissuto una stagiona matta. Sicuri che un futuro roseo si costruisca in questo modo?

Federico Castiglioni: Tu mi dici “futuro roseo” e a me viene in mente il Palermo retrocesso. Ok, sto esagerando, ma quel che si legge al momento mette addosso solo forte perplessità. La proprietà apparentemente è in ritirata, la dirigenza è sempre formata dai soliti fedeli e poco capaci, il mercato in entrata si sta fondando esclusivamente su “corvinate” che l’ultimo anno si sono rivelate solo dispendiose e intangibili (ti ricordi Diks e Toledo? Appunto). In uscita la situazione è invece scoppiettante: praticamente quasi tutti i grossi calibri sono dati per partenti. Legittimamente è da chiedersi se il futuro della Fiorentina interessi ancora a questa proprietà, o se si stia preparando il terreno per un cambio di mano.

App. Sp.: Posto che dovrebbe essere Pioli l’allenatore (è appena arrivata l’ufficialità), su di lui si baserà la ricostruzione. E’ l’uomo giusto?

Casti: Me lo auguro. Non è esattamente l’uomo dei sogni, anche visto il suo tragicomico finale di stagione all’Inter, dove comunque è stato più vittima che colpevole di una situazione schizofrenica già patita dal suo predecessore. Con Pioli ci sarà un profondo cambio concettuale di calcio rispetto all’anno passato, certo è che dopo le omelette di Sousa un po’ di senso dell’equilibrio non farà male in casa gigliata. Resta il fatto che le lamentele del portoghese sull’organico erano tremendamente giustificate, e senza correzioni in tal senso il nuovo mister non potrà fare miracoli.

App. Sp.: La rosa è quella che è. Cosa ti aspetti dal mercato e dalla prossima stagione dei gigliati?

Casti: Sono pessimista al momento, e mi aspetto tutto quello che vorrei non accadesse, ovvero un mercato all’insegna della smobilitazione generale e una stagione di mera transizione (verso cosa?) galleggiando a metà classifica. Lo svincolo di Gonzalo o la cessione di Kalinic sono operazioni che fanno male al cuore ma che ancora hanno una logica: a 33 anni l’ormai ex-capitano aveva un ingaggio pesante difficilmente giustificabile con le prove offerte quest’ultima stagione, il bomber croato può portare soldi pesanti con un sostituto già pronto in casa (Babacar). Ma mi auguro che per sostituire i partenti non si punti solo su Bruno Gaspar o Vitor Hugo, che per ora fanno la gioia dei titolisti più che dei tifosi, anche se circolano nomi (quali, ad esempio, Eder) che forse mi fanno dire che è meglio davvero puntare tutto su questi e i giovanissimi in arrivo dal Partizan.

Un commento sul caso-Bernardeschi: è un giocatore che non dovrebbe essere mai ceduto, bensì essere un punto fermo del progetto. Evidente che se il progetto in realtà non esiste, inutile tenerlo un anno a farlo svernare con Grot (e con questo spero che l’olandese faccia 40 gol il prossimo anno). Al momento, penso che il ragazzo stia ragionando proprio su questo in vista del rinnovo, anche oltre le distanze economiche che ancora separano le parti.

Uno bravino, sul quale costruire.

4. Parente e Napoli

App. Sp.: Buona parte della stagione del Napoli 2017-2018 passerà dal preliminare di Champions. Un best-case e un worst-case scenario per la prossima stagione?

Giovanni Parente: Prima ancora che dal preliminare, la stagione dipenderà dal mercato. Tenendo i migliori e migliorando il reparto arretrato si possono fare grandi cose. Sono fiducioso per lo spareggio, nonostante la cattiva tradizione italiana. Best-case scenario: secondo posto e quarti di Champions, per non nominare quella-cosa-che-mai-deve-essere-nominata da noi napoletani scaramantici. La peggior stagione possibile, invece, ci vede arrivare quarti ed eliminati ai preliminari, fottendocene pure dell’Europa League.

App. Sp.: I giovani (Zielinski, Diawara, Rog…) sono/tra-quanto-saranno pronti per contendere lo Scudetto alla Juve?

GioPa: Hai già citato i nomi più in vista, tutti davvero interessanti. Mi sbilancio? Forse sono già pronti! Altri due ragazzi che mi piacerebbe venissero buttati nella mischia: Leandrinho (attaccante brasiliano classe ’98) ha fatto benissimo al torneo di Viareggio, mentre tra i pali Luigi Sepe, se non altro perché è di Torre del Greco.

App. Sp.: Nell’Anno Terzo del suo regno, Sarri deve stare attento a non inaridire tatticamente una squadra che gioca un grande calcio. Il pieno rientro di Milik può aiutare in questo senso? Pavoletti che ruolo avrà? Insigne-Mertens-Callejon funzionava così bene…

GioPa: Milik è una bomba, ma vedremo come e quanto lo vorrà utilizzare Sarri. Mertens resterà? Verrà relegato alla fascia? Sono convinto che Sarri manterrà questo sistema di gioco: fornisce troppe garanzie, a lui e ai giocatori, per essere cambiato. Mertens è l’alpha e l’omega del Napoli, da lui dipenderanno le posizioni degli altri. Pavoletti a parte, che mai ho sopportato come giocatore e proprio De Laurentiis doveva prenderlo.

5. Italia-Zambia

Il quarto di finale al mondiale U-20 tra gli Azzurrini e gli africani passerà alla storia come il primo, eclatante caso in cui un arbitro proprio non ce la può fare. L’Italia ha vinto ai supplementari grazie ad un gol di Vido: ora affronterà l’Inghilterra (l’altra semifinale, tra Venezuela e Uruguay, è almeno altrettanto must watch).

Guardando un qualsivoglia video dei momenti salienti di Italia-Zambia, ci si accorge di un gol divorato dagli africani sul 2-2. La palla è tra i piedi del #17 arancione, da due passi, ma veramente due passi, spara a lato. C’era anche un compagno lì vicino, che avrebbe sicuramente appoggiato in rete con dolcezza. Invece passa l’Italia.

6. Che fine hanno fatto?

Siccome a breve si giocheranno le semifinali del torneo sudcoreano, che per la legge dei grandi numeri qualche piccolo fenomeno lo ha ospitato, una veloce ripassata ai finalisti nelle ultime tre edizioni. Dove sono ora? Che fine hanno fatto? Dove stanno nella scala che va da Freddy Adu a Neymar Jr.?

Colombia 2011

Vincitore. Tra il Gennaio e il Febbraio dello stesso anno, il Brasile vince la sua undicesima Coppa America U-20. Mattatore della competizione è Neymar, che segna 9 gol quando il secondo marcatore ne ha fatti 4. Pochi mesi dopo, buona parte di quel Brasile (lo stesso che vinse anche a livello Sub-17 nel 2009) vincerà ai supplementari il quinto titolo U-20. Schierando giovanissimi Casemiro, Gabriel (il portiere di Milan o Cagliari, non si capisce), Willian e pure Willian José, Coutinho, Juan Jesus, Danilo (il terzino del Real), Oscar (tripletta in finale!), Fernando (ex Samp). Alex Sandro guardò la finale dalla panchina. Il capitano della selezione? Bruno Uvini, visto anche a Napoli. Attualmente è in Arabia Saudita.

Runner-up. Il Portogallo! Ahh, penseranno quelli svegli, Joao Mario e la generazione d’oro del recente Europeo! Quasi. Gli unici di quella selezione giovanile ad aver alzato il trofeo con CR7 dovrebbero essere Danilo Pereira, l’ex Parma, e Cedric, il terzino del Southampton, a meno di casi di omonimia parecchio frequenti nella penisola iberica. Il capitano Nuno Reis, ad esempio, ora fa il terzino al Panathinaikos.

Notable players. Lamela, Lacazette, Sergio Canales, Joel Campbell il costaricano, Santiago Arias che forse andrà in Premier, Isco, Koke, Hegazy e Salah, Kramaric e Facundo Ferreyra, Musa e Griezmann.

Premi. Miglior giocatore e Scarpa d’oro a Henrique Almeida del Brasile, che non è diventato nessuno 🙁

7. Turchia 2013

Vincitore. La Francia di Paul Pogba. Al suo fianco giocava Kondogbia, dietro Zouma e Sarr, davanti Thauvin, Bahebeck e Sanogo. In porta Areola, che in finale parò due rigori, regalando alla Francia il primo mondiale U-20. In panchina Lemina e Umtiti. Terzino titolare era Dimitri Foulquier, che è entrato nella girandola dei club dei Pozzo e chissà quando ne esce.

Runner-up. L’Uruguay di Laxalt, Nico Lopez e Cristoforo. In campo anche il Gimenez dell’Atletico e Avenatti della Ternana. Reduce da una estenuante serie ai rigori contro la sorpresa Iraq, la Celeste riesce ad ottenere la seconda medaglia dopo il bronzo al Sudamericano U-20.

Notable players. Jesé, Nico Castillo visto di sfuggita a Frosinone, Deulofeu, Harry Kane, Stipe Perica, Ante Rebic e Marko Livaja perché un mondo senza bisonti croati è un mondo più povero, Ali Adnan, Richmond Boakye, Franck Acheampong e tutta quella generazione ghanese che avrebbe dovuto spaccare tutto e invece niente. Il feticcio giramondo Derlis Gonzalez. Un altro ex-Fiorentina: Joshua Brillante, poche presenze, uno sguardo tipicamente australiano e una barba da boscaiolo del Wyoming. Oh, pescaresi, c’era pure Juan Quintero.

Premi. Miglior giocatore a Pogba e ok, la Scarpa d’Oro – udite udite – la vinse Ebenezer Assifuah: 6 gol gli valsero l’attenzione di mezza Europa. Andò al Sion e ora gioca in Ligue 2 al Le Havre.

Assifuah spaccava le porte.

8. Nuova Zelanda 2015

Breve intro: tre le 24 partecipanti ci sono Nord Corea, Uzbekistan, Myanmar, Qatar (testa di serie!), Honduras, Panama, Fiji (!!), Austria e Ungheria. Il tasso di esoticità aumenta esponenzialmente grazie alla classe arbitrale: c’è un fischietto del Gabon e uno delle Seychelles. Non manca nemmeno il guardalinee di Tonga. Si può cominciare.

Vincitore. La Serbia di Andrija Zivkovic e di Milinkovic-Savic batte 2-1 il Brasile ad Auckland. Il gol decisivo lo segna Nemanja Maksimovic nel secondo supplementare. Il classe ’95 ora è al Valencia e Wikipedia dice che è passato dalle giovanili dell’Hellas Verona nel 2013. Uno che giocò poco ma venne comprato per 7 milioni dal Liverpool ad inizio 2016 è Marko Grujic, trequartista di 191 centimetri nato il 13 Aprile 1996. Vediamo che ne viene fuori.

Runner-up. Il Brasile allenato da Rogerio Micale (sì, quello dell’oro olimpico) poteva contare su Gabriel Boschilia, ovvero il mio giocatore preferito tra quelli di cui non ho visto nemmeno una corsetta. C’è solo Boschilia. Il noumeno è Boschilia. Nasce, cresce, Boschilia. Il #10 di quella selezione verdeoro era Gabriel Jesus, ma Boschilia pubblica foto in cui appaiono contemporaneamente Kamil Glik, Andrea Raggi e 50 Cent: di che stiamo parlando?

Notable players. Il modo vero per elencare i giocatori (ancora giovanissimi) sarebbe quello di rimandare tutto al settantottesimo episodio di Appunti Sparsi, quando Iosefo Verevou (attaccante di Fiji autore di due gol) porterà il Crotone alla terza salvezza consecutiva. Però no, citiamo anche Julian Brandt, Isaac Success del Watford, Otzunali del Leverkusen, Giovanni Simeone e Angel Correa, il centravanti uzbeko col nome da centravanti uzbeko Dostonbek Khamdamov (tre gol! *emoji dito medio + emoji bandiera uzbeka).

Premi. Il miglior giocatore è Adama Traoré, uno della candida dozzina di talenti del Monaco. La Scarpa d’Oro a Viktor Ti-Prego-Non-Fallire Kovalenko (5 gol + 2 assist). Seguono Bence Mervò, centravanti ungherese da 5 gol e zero assist e Marc Stendera, trequartista tedesco da 4+4, che quest’anno ha giocato praticamente zero all’Eintracht. A Francoforte dicono di essere pronti a vincere la Bundes dopo l’acquisto di Boschilia: preparatevi.

9. Cheick Tioté

Questo martedì è particolarmente triste per due motivi. Il primo: Appunti Sparsi si prende una pausa estiva e torna quando vuole, stronzi. Il secondo – e questo è davvero serio: è il primo martedì dopo circa trent’anni senza Cheick Tioté, tragicamente morto durante un allenamento in Cina. L’ivoriano aveva scritto una delle pagine più belle della Premier, quando segnò al volo, a tempo scaduto, il gol del 4-4 in un Newcastle-Arsenal iniziato 0-4.

Will be missed.

10. Tweet sparsi™