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La solita Audi A4 nera esce dai cancelli di Milanello a tutta velocità. E’ una scena già vista miliardi di volte, no? Audi A4 nere vanno e vengono dal centro sportivo rossonero come se non avessero il pilota, come se una macchina da parecchie migliaia di euro coi vetri oscurati non desse nell’occhio. Stavolta, però, è un po’ diversa.

Sul sedile posteriore della macchina ci sono Mino Raiola e Gianluigi Donnarumma. Il procuratore più famoso d’Italia ha appena convinto il suo Modigliani a non accettare il contratto di circa trenta milioni in cinque anni offertogli dal Milan. Gigio è insicuro, una goccia di sudore gli viene giù dalla guancia. Vede Carlo Pellegatti di sfuggita, col microfono in mano, mentre l’autista porta a tremila giri il motore dell’Audi. Gli viene da piangere. Raiola gli sta parlando dell’offerta faraonica del Manchester United, ma Gigio pensa a quella volta che ha baciato lo stemma e proprio non riesce a trattenere le lacrime.

Raiola si sta sfregando le mani. Da buon sadico, si burla ad alta voce della faccia di Mirabelli e Fassone quando ha comunicato loro che il suo assistito non avrebbe rinnovato. Donnarumma, anche lui presente al meeting, abbassa lo sguardo. Appena usciti dalla porta, l’ex pizzaiolo strappa la carta con l’offerta del Milan e si infila i brandelli di foglio nelle mutande.

Scoppia il finimondo. Una società in ripresa come il Milan ha visto il suo diamante più prezioso deprezzarsi del 500% in poche ore. Fassone sa bene che deve vendere, e vendere subito, per portarsi a casa qualcosa dal tradimento. E così, Donnarumma è in procinto di lasciare il Milan. Ma dove andrà? Tentativi di risposta degni di Azzeccagarbugli.

Real Madrid

Il Real non ha tempo da perdere. Il Real non tratta, il Real compra. Il weekend successivo al #GigioExit una missione segretissima Perez-Zidane va a Milano per trattare con giocatore e procuratore. Tutto si risolve in breve tempo: Donnarumma guadagnerà 40 milioni per i prossimi cinque anni e sarà il portiere titolare dei campioni d’Europa in carica. Col Milan la faccenda è un po’ più complessa. I rossoneri sono davvero indecisi sul da-farsi e a quella faccia di merda di Raiola vorrebbero proprio far passare una stagione in tribuna a consolare Donnarumma. Dopo tre ore di acceso dibattito, di dammi-questo-no-quello, Zidane sbatte un pugno sul tavolo e grida: “Luka Modric!”

I vetri dei locali di Via Turati tremano per qualche secondo. Mirabelli e Fassone si guardano increduli. Zidane ha appena offerto il più forte centrocampista del mondo al Milan. E continua, in rigoroso italiano-spagnolo-francese: “Va bene, non avete accettato nulla. Né uno scambio alla pari con James Rodriguez, né Asensio + Nacho. Sapete che c’è allora? Vi offro Luka cazzo Modric. Metteteci venti milioni ed è vostro”. A quest’ultima frase Florentino torna a prendere un po’ di colore in viso. I due confabulano nell’orecchio: “Ti ricordi, eh Pres. della promessa..? Io ti ho vinto due Coppe, ora mi devi un fav…”

“Accettiamo!” Fassone è inclinato verso l’altro lato della scrivania con la mano protesa. “Accettiamo la vostra proposta. Vi faremo avere i venti milioni di euro che desiderate entro una settimana. Accordatevi pure con il ragazzo per le visite mediche, vi manderemo il lascia-passare via fax nei prossimi giorni”. Zidane stringe la mano del nuovo amministratore delegato del Milan.

I tifosi rossoneri sono comprensibilmente impazziti: Modric sarà rossonero. Fuori da Milanello si intravedono striscioni pro-beatificazione di Fassone, spuntano vecchie foto di un piccolo Luka in tuta milanista e Donnarumma passa in secondo piano. Fa talmente clamore il cambio di casacca del croato che al portiere italiano non restano che le mielose parole di Zidane alla presentazione: “L’ho voluto personalmente. E’ il nuovo Buffon”.

Juve Stabia

Il ritorno del figliol prodigo <3

(Che si è stancato di sentire la barzelletta che raccontano i paganesi e i salernitani riguardo i grandi portieri nati a Castellammare che hanno lasciato i gialloblù nella melma delle serie minori)

Paris Saint-Germain

In un secondo si scatena un assurdo walzer di giocatori. State qui: De Zerbi avrebbe chiesto alla dirigenza del Las Palmas Pietro Iemmello, suo ex pupillo dai tempi di Foggia. Marko Livaja sente puzza di bruciato e dopo Cesena, Inter, Atalanta ed Empoli non vuole più sentire un discorso di un allenatore italiano. Si accorda così con uno Schalke orfano di Huntelaar e Kolasinac. La partenza del bosniaco costringe il club di Gelsenkirchen a trovare un nuovo laterale: il Milan è ben contento di lasciar partire Luca Antonelli. La casella per Andrea Conti è vuota, ma Fassone non riesce a trovare un accordo con la Dea. Ed è qui che entra il PSG. Nel patto tri-partitico più impensabile del pianeta, Donnarumma viene spedito all’ombra dell’Eliseo, Conti trova spazio nel Milan di Montella, mentre Javier Pastore si incammina verso Bergamo. Formerà col Papu Gomez la coppia più caliente del campionato e l’Atalanta arriverà quarta.

Everton

Perché per qualche strano motivo l’Everton sembra poter prendere tutti quanti, tipo il West Ham l’anno scorso, quindi perché non Donnarumma?

Flash forward: il West Ham dell’anno scorso comprò diversi buoni giocatore senza vendere Payet. Andò malissimo e Payet scappò – sbattendo la porta – a Gennaio. Lukaku, vattene finché sei in tempo.

Inter

Il no rifilato da Donnarumma a Fassone spinge il gruppo Suning all’offensiva. Per rilanciare l’entusiasmo dei tifosi nerazzurri su tutto l’asse Milano-Pechino e ribadire che Li Yonghong deve stà schisc, Zhang prepara l’offerta di 28 milioni (tre di mancia) per affidare il giovane portiere alle cure di Spalletti. Il mister di Certaldo però non si scompone, e in attesa di chiarire le gerarchie tra Gigio e Handanovic, rispolvera per Padelli definizioni di juliosergiana memoria: “è il miglior terzo portiere al mondo”.

Intermezzo pubblicitario: le cose che il #DonnarummaGate ha fatto passare in secondo piano

-Klaassen in Premier (all’Everton, MA DAI) per il pianto di tutti i tifosi di Klaassen.

-Un leggendario scambio di post su Instagram tra LeBron James e Draymond Green.

-L’hype per la Confederations Cup, che già rasentava lo zero termico.

-I sentimenti dei tifosi viola, finalmente compresi da un pubblico più grande.

-MCGREGOR-MAYWEATHER ACCADRA’ DAVVERO

-Il Sunderland cede il portiere Jordan Pickford per 18+12 milioni di sterline. All’Everton.

Source: @brfootball on Twitter.

Foggia

Con i pugliesi tornati finalmente in serie B, l’opzione della discesa di categoria quantomeno avrebbe il pregio di conciliare la rottura tra Donnarumma e il Milan con le roboanti dichiarazioni dell’ottobre 2016: “Capitano tra 10 anni” e “Il mio sogno è indossare la fascia ed essere ancora in rossonero a 38 anni”. Da limare le questioni economiche: in mancanza di liquidità, Raiola ha chiesto a titolo compensativo l’intero Tavoliere delle Puglie.

 

Spartak Mosca

L’ultimo post sul profilo Instagram di Donnarumma aveva circa 4k commenti. Una foto normale, con un amico/sponsor Apple. Gigio veste la casacca italiana. La foto, dopo l’annuncio del non-rinnovo, ha 54k commenti. Non molti di elogio: un esempio. Girandola, fa paura. Cinquantamila persone hanno pensato che insultare pubblicamente Donnarumma per una scelta di carriera sulla sua pagina Instagram fosse, beh, normale, giusto.

Il povero Gigio figlio dell’epoca dei social legge alcuni commenti la sera stessa, prima di andare a letto. Dopo poco deve girare la testa nel cuscino e provare a prendere sonno. Cosa avranno provato i tifosi del Parma quando Buffon andò alla Juve?, si chiede. Niente, non riesce a chiudere occhio. Tira di nuovo fuori lo smartphone, apre l’app di Eurosport e apprende che vecchie leggende rossonere sono riemerse dal dimenticatoio per infierire contro di lui: Giovanni Galli, Ricky Albertosi, Billy Costacurta.

Donnarumma non ce la fa più. La mattina seguente chiama Raiola e gli pone dei paletti ben precisi: “Non in Italia, anzi il più lontano possibile. In Europa, ovviamente, ma lontano da qua”. Il posto più lontano e competitivo che Raiola riesce a trovare è Mosca, alla corte di Massimo Carrera. Al Milan Salvatore Bocchetti e venti milioni, arrivati – scrive Marco Bellinazzo – attraverso fondi del governo russo alle Isole Cayman.

Atletico Madrid

Al termine di una compravendita stile Monopoli. Il Manchester United vende De Gea al Real Madrid (finalmente!) e lo rimpiazza con Oblak dell’Atletico. La squadra di Simeone fa sul serio quest’anno e il culo della coppia Lacazette-Griezmann sarà parato da Donnarumma. I colchoneros, che per l’esordio al nuovo Wanda Metropolitano hanno voluto davvero esagerare, strappano alla concorrenza il giovane portiere più forte del mondo per 45 milioni. L’accoglienza del baby-fenomeno sarà sfavillante: “E’ il segnale definitivo: l’Atletico è una big del calcio mondiale” affermerà con fierezza Simeone in conferenza stampa. Donnarumma, al suo fianco, si nasconde dietro al microfono e si ricorda, all’improvviso, di avere diciotto anni e di non conoscere nemmeno una parola di spagnolo.

Articolo a cura di Michele Pelacci e Federico Castiglioni