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Vi siete gustati un mese di campionato? Bene, ora torniamo alle noiosissime due settimane di pausa per le nazionali. “Va beh dai, almeno c’è l’Italia”. Vi ricordate dove eravamo rimasti?

Se avete quattro minuti da perdere guardate qui tutta l’ira divina di Isco abbattersi sull’Italia, spesso e volentieri sul povero Verratti.

Sin dall’alba dei tempi lo sport preferito dell’italiano calcisticamente infognato è quello di fare il Commissario Tecnico. Avere a disposizione tutto il talento del bacino nostrano, solitamente ampio, consente a chiunque, nessuno escluso, di dire “l’allenatore è un pirla”. Dopo la disfatta in terra spagnola siamo praticamente ai playoff per entrare ai Mondiali 2018 in Russia, un’onta che ci ha fatto parecchio arrabbiare più della sconfitta stessa in quanto preventivabile contro una selezione sicuramente più talentuosa di noi. Eppure la prestazione disastrosa ha iniziato ad alzare sugli scudi i puristi del modulo che hanno individuato nel 4-2-4 il maggior motivo per chiedere la testa di Ventura.

Di seguito trovate quindi i vari partiti, più o meno verosimili, in cui si divide l’Italia pallonara, con la relativa accoppiata C.T.-modulo che potrebbe presentarsi ai nastri di partenza al prossimo Mondiale. O meglio, al prossimo playoff. (Spoiler: c’è ancora Ventura)

I nostalgici

Modulo: 3-5-2

Allenatore idealeAntonio Conte

Il giocatore più forte più penalizzato: Insigne

“Aaaah quando c’era Conte, bei tempi. Nessuno passeggiava per il campo, tutti avevano un ruolo ben definito, ognuno sapeva quali movimenti eseguire in maniera quasi meccanica. Siamo usciti ai rigori con la Germania campione del mondo in carica e giocavamo con Giaccherini, Pellé ed Eder…”.

Tagliamo la testa al toro, ad oggi, nel suo complesso, la selezione italiana è fatta per giocare con il 3-5-2. Sarà perché siamo una delle poche nazionali al mondo, forse l’unica, che ha la possibilità di schierare un reparto difensivo che ha giocato nella stessa squadra di club per 6 anni consecutivi, oppure perché abbiamo un grandissimo regista difensivo che presenta difetti nella lettura dei tagli avversari e nella copertura dello spazio alle spalle, cosa che rende sconsigliabile il suo utilizzo in una difesa a 4 soprattutto se il baricentro medio della squadra è molto alto. Insomma, non neghiamo l’evidenza, l’Italia fonda e fonderà gran parte delle sue fortune su una possibile grande solidità difensiva.

Bonucci, Chiellini, Barzagli, Rugani e Romagnoli sono 5 centrali che si completano ottimamente tra di loro e garantirebbero, sulla carta, un’uscita del pallone tranquilla; oltre alla possibilità di attivare immediatamente il reparto offensivo grazie ai laser pass di Bonucci per saltare la zona in cui siamo al momento con meno alternative. Il centrocampo a 3 garantirebbe quantomeno la possibilità di accorciare gli spazi centrali e le distanze tra Verratti e De Rossi, problema macroscopico utilizzato dal superbo palleggio spagnolo per farci a fettine con grande facilità.

Il dubbio che sorge è chi utilizzare come seconda mezzala. Gagliardini, Parolo e Florenzi sono i nomi che più facilmente vengono in mente. L’Interista potrebbe garantire una buona dose di interdizione in mezzo al campo e una discreta qualità di palleggio se non aggredito ma manca, al momento, di quei tempi di inserimento necessari per non rendere il centrocampo dell’Italia troppo statico e poco di supporto alle punte. Il romanista, di contro, ha tempi di inserimento e gamba per reggere 90′ a perdifiato ma non sono così sicuro che garantirebbe quell’equilibrio per non lasciare DDR e Verratti nuovamente in balia di squadre dotate di grande qualità dalla mediana in su. La scelta più “equilibratrice” sembra al momento il laziale, giocatore buono per entrambe le fasi ma non eccelso. In tutto questo ci sarebbe anche Marchisio su cui aleggia il punto di domanda più grande, alias le condizioni fisiche.

Anche se alla fine sappiamo tutti che, se ci fosse davvero Conte su quella panchina, le giocherebbe tutte Giaccherini. Antonio <3 Emanuele.

Sugli esterni Candreva, Conti, Spinazzola, Darmian e De Sciglio (e Florenzi) si giocherebbero le due maglie da titolare mentre Belotti-Immobile sarebbero sicuramente un upgrade di Eder-Pellé. Tutti gli esterni offensivi di cui disponiamo (Insigne, El Shaarawy, Bernardeschi, Berardi, Chiesa) verrebbero sacrificati sull’altare dell’equilibrio tattico.

I rivoluzionari

Modulo: 3-4-3

Allenatore idealeGiampiero Gasperini

Il giocatore più forte più penalizzato: Verratti

E se mettessimo alla guida dell’Italia l’allenatore italiano che più ha stupito nella scorsa stagione? Giampiero Gasperini sarebbe una scommessa bella e buona perché non è un allenatore particolarmente flessibile nei suoi principi di gioco. L’allenatore torinese è abituato da sempre ad imporre il suo contesto tattico a qualsiasi gruppo e sono certo che non farebbe diversamente anche nel contesto azzurro. In tal senso il grande sacrificato sarebbe De Rossi, ma probabilmente anche Verratti non si troverebbe a suo agio nella squadra aggressiva tipica del Gasp.

Posto allora che la difesa a 3 non avrebbe problemi nel stabilizzarsi più o meno sul blocco juventino (il più a rischio sarebbe Barzagli, con Rugani pronto a prendere i gradi da titolare) concentriamoci sugli altri due reparti. Gli esterni di centrocampo potrebbero benissimo essere Spinazzola e Conti, fidi scudieri dell’Atalanta dei miracoli nella scorsa stagione. Nei due centrali di centrocampo faccio fatica a trovare una coppia ben assortita in grado di assumersi la mole di lavoro che richiede Gasperini ai suoi centrocampisti centrali. Gagliardini potrebbe avere tanto spazio, in coppia con un Marchisio al pieno della forma potrebbe garantire il giusto mix di quantità e qualità per attivare le corsie esterne.

Insigne verrebbe esaltato dall’interpretazione di Gasperini del tridente. Il napoletano sarebbe liberissimo di entrare dentro al campo, con Spinazzola a garantire l’ampiezza dal suo lato, e di sfruttare Belotti come appoggio centrale per pescare sul lato debole Andrea Conti una volta ristabilitosi dalla rottura del crociato.

Quanto vi piacerebbe vedere Insigne mettere in porta Conti come fa con Callejon?

Ci rimane l’altro esterno offensivo che potrebbe essere pescato da una rosa di nomi davvero ampia. Non ho idea di cosa potrebbe preferire Gasperini, forse un giocatore più associativo come Bernardeschi o Berardi o un calciatore più rapido anche a buttarsi negli spazi come Chiesa o uno in grado di garantire più equilibrio difensivo come Florenzi. In ogni caso Gasperini avrebbe una rosa abbastanza adatta ai suoi principi di gioco.

Gli esteti

Modulo: 4-3-3

Allenatore idealeMaurizio Sarri

Il giocatore più forte più penalizzato: Immobile

Avete presente quanto sarebbe bello poterci vantare di giocare il calcio più bello del mondo con l’Italia? Le partite della nazionale non sarebbero più una noiosa e lunghissima parentesi tra due giornate di campionato e forse, forse, potremmo finalmente anche noi prendere a pallate il Liechtenstein di turno.

Ora, come giocherebbe Sarri? Nella linea a quattro Bonucci troverebbe sicuramente spazio per le sue capacità di impostare il gioco fin dalle prime battute e al suo fianco avrebbe buone chance per fare il titolare anche Rugani, dai piedi più educati rispetto a Chiellini oltre che titolarissimo ad Empoli con Sarri. Ai loro lati potremmo trovare Spinazzola e Conti/Florenzi, terzini portati a spingere con continuità anche se lo schieramento potrebbe risentirne in equilibrio. In tal senso non sarebbe da escludere l’inserimento di Darmian a destra per garantire una copertura superiore visto l’inevitabile sbilanciamento offensivo a sinistra data la presenza di Insigne.

Davanti alla difesa Jorginho troverebbe un posto almeno nei 23 ma non sarebbe affatto impossibile vederlo stabilmente negli 11 titolari, con De Rossi seduto comodamente in panchina. Le mezzali italiane ideali per il gioco di Sarri potrebbero essere Marchisio e Florenzi, dotate di buoni tempi di inserimento e sangue freddo per controllare il possesso del pallone. Anche se forse lo juventino e il romanista potrebbero essere uno l’alternativa dell’altro perché Verratti garantirebbe quel quid in più di qualità al possesso palla azzurro a cui Sarri non rinuncerebbe volentieri.

Insigne sarebbe imprescindibilmente al centro del villaggio, incaricato di ritrovare gli equilibri in un tridente a cui al momento non saprei trovare altri titolari certi. Belotti è sicuramente più adatto di Immobile a lunghe fasi di attacco posizionale ma neanche lui ha, al momento, un repertorio ampissimo di soluzioni spalle alla porta. E se Sarri reinventasse uno dei tanti esterni che abbiamo in Italia come nueve in stile Mertens? Quello più indicato a me sembra Simone Verdi, calciatore in crescita esponenziale a Bologna pronto per sfruttare appieno le qualità indiscutibili che sono rimaste a lungo dormienti. Insomma, almeno saremmo una nazionale da guardare volentieri.

I realisti

Modulo: 4-2-4

Allenatore idealeGiampiero Ventura

Il giocatore più forte più penalizzato: Verratti – Insigne

Dopo tanti voli pindarici è giunto il momento di guardare in faccia la realtà. Giampiero Ventura è e resterà l’allenatore dell’Italia almeno fino ai playoff di novembre. In caso di “apocalisse”, come definita da Tavecchio l’eventualità di un’Italia fuori dal Mondiale russo, ci sarebbe davvero da discutere su chi sarebbe il suo successore ideale, anche se mister libidine è legato alla maglia azzurra da un contratto fino al 2020. Al momento, però, Ventura non sembra voler mollare la “zavorra 4-2-4”, con cui vuole cercare di stare a galla, oppure affondare con essa.

Verratti e Insigne sono sicuramente i più danneggiati dalle scelte tattiche. Al primo sono richiesti sfiancanti lavori di copertura che lo costringono ad inizio azione ad essere a 60 metri dalla porta avversaria, non esattamente la zona di campo in cui si è affermato come giocatore sopra la media. Il secondo, invece, viene trasformato dal modulo in un calciatore nella media, in cui le sua qualità straordinarie in fase di possesso vengono nascoste per metterne in luce le lacune aerobiche e di senso della posizione.

Ventura sembra non riuscire a prendere una decisione definitiva sulla propria gestione. Da una parte non vuole rinunciare a giocatori che l’opinione pubblica “esige” titolari ma che non sono palesemente adatti alla sua idea di calcio, dall’altra non sembra ancora pronto a scendere a compromessi con il materiale umano a disposizione, rinunciando almeno in parte alle sue idee. In questo limbo l’Italia rischia di arrivare al Mondiale davvero impreparata, con difetti macroscopici che anche avversari di basso-medio livello potrebbero sfruttare per metterci in difficoltà. Oppure potrebbe non arrivarci affatto.

Se già al momento dei sorteggi eravamo consapevoli di essere destinati, salvo miracoli, ai playoff si sperava di essere oggi ad un livello di evoluzione tecnico-tattica sicuramente superiore. Ventura ha finito da molto il tempo degli esperimenti e sembra ormai convinto di giocarsi le proprie chance in questo modo. Come andrà a finire lo sapremo solo tra qualche mese, speriamo solo di non ritrovarci a commentare una disfatta annunciata.