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“Hey, oggi è martedì”.

(Sbadiglia) “Ah. Ok.”

“É il giorno che esce quella rubrica idiota con belle immagini di copertina?”

“Dovrebbe, sì.”

Appunti Sonnolenti.

1. La vita come un dribbling di Di Francesco

Immaginate questa sensazione.

Treno. Lui e lei si sbaciucchiano da Milano a Fidenza, due ore di regionale veloce piuttosto traumatiche. All’ultima stazione prima di Parma, sale un figone e si piazza davanti alla coppia. Lei è tra due fuochi: lui e il figone, talmente bello che deve meritarsi più di qualche sguardo. Lui, genuinamente pieno di sè come quelli che stanno facendo vedere al mondo la loro felicità, non se ne accorge.

È la stessa sensazione che ha provato questa rubrica, il cui lui è da tempo la rabona di Angel Di María, a vedere questa giocata di Di Francesco. Rapimento.

2. Il Crotone ha segnato 3 gol. Davvero?

Il Football Club Crotone ha giocato, ad oggi, 50 partite esatte in Serie A. Ha segnato 0 (zero) gol 22 volte. Ad inizio campionato, quest’anno, è stata uguagliata una striscia negativa di 360′ senza andare in gol. Nelle ultime 9 partite dell’anno passato, quelle che poi hanno permesso a Nicola di farsi la biciclettata, Gli Squali hanno segnato 13 gol, valsi 20 punti. Nelle precedenti 9 misero a segno 7 reti per 5 punti. Terzo peggior attacco dello scorso campionato, il top-scorer Falcinelli (13 reti) torna a Sassuolo e Vrenna punta tutto su Budimir-Trotta-Simy-Tumminello. Il #9 è sulle spalle di Andrea Nalini, diez a Barberis Andrea e il centrocapista box-to-box con l’8 è il venezuelano Aristóteles Romero, che per ora ha giocato solo 6 minuti.

Se un anno fa i pitagorici hanno segnato almeno 2 gol in 8 occasioni, quest’anno sono già a 4 (#ScoringBonanza). Nonostante segnino un sacco a Genoa (4 gol in 2 partite anno scorso), anche se quest’anno con la Samp hanno perso 5-0 e torneranno in Liguria il 15 aprile, mai nella sua storia in A sono riusciti a segnare 3 gol in trasferta. Ed è qui che entra in gioco il Bologna, che ha contribuito a mettere in piedi una partita talmente strana che Verdi ha segnato su punizione due volte, una con un piede e una con l’altro.

Come tante squadre di questa A, il Bologna è scarso. Molto scarso. La cosa divertente è che ci sono talmente tante squadre scarse che si creano un sacco di sub-plot immaginifici (tipo Maietta, che ora gioca in Emilia ma un decennio fa fu capitano del Crotone in B e C) e riescono a fare punti solo tra di loro. Nel Bologna, dietro, giocano Masina, Helander, El Pipo González ed Emil Krafth. Metà della difesa bolognese è svedese e uno di questi ha neutralizzato l’Italia ad un Mondiale. Riassunto: la difesa del Bologna è presagio ambiguo per Gian Piero Ventura.

Il primo gol del Crotone non sembra poter accadere, e invece. Masina sta accompagnando Nalini verso una palla persa, ma l’intervento di Lorenzo Crisetig (altro ex!) sortisce il brutto effetto di lanciare in porta Trotta. Col suo passo da mammut, Trotta arriva al tiro. A difendere i pali del Bologna non c’è capitan Mirante, bensì Angelo da Costa, il primo portiere non-italiano nella storia della Sampdoria, che respinge sui piedi di Budimir, sopraggiunto di soppiatto tra Helander e Krafth. Pur calciando da 3 metri, il croato dà un bacio alla traversa.

Prima di questa partita, Budimir e Trotta avevano segnato 2 gol in più di 1000 minuti. Perché l’ex Avellino e Brentford impatti sul 2-2 dal dischetto accadono tante cose, eccole in sequenza: una punizione calciata dalla sinistra da Pavlovic dopo una finta di Barberis (64:31), un tocco forse-di-braccio nell’area del Bologna (64:31), un contropiede del Bologna (64:50), un tiro di Donsha rimpallato (64:58), un lancio nel vuoto di Helander (65:16), un rilancio di Cordaz (65:23), Fabrizio Pasqua di Tivoli chiama il/la VAR (il famoso gesto del rettangolo al 65:42), rigore assegnato al Crotone (66:15), l’effettiva trasformazione di Trotta (67:26). Lento ma giusto.

Solo 2′ dopo, Budimir segna di nuovo. L’azione è molto calcio di provincia e parte da lontano. Il Crotone recupera palla al limite della propria area, attraverso un intervento di mano, lamenta Palacio. In uscita, Ceccherini salta un uomo con un bel tocco d’esterno, poi fa una piroetta attorno a Krejcí. Il centrocampista ceco non demorde ed entra in tackle. Come nel primo gol, la carambola favorisce il movimento di profondità di un giocatore del Crotone. Nalini caracolla crossando, dando l’impressione del sacrificio ultimo per servire un’opportunità all’impacciato centravanti. Budimir riceve al limite dell’area, fronteggia El Pipo, prova a spostarsela sul sinistro e calciare ma non lo fotti mica El Pipo González. La palla rimbalza sul gambone del #3 rossoblù e schizza sulla faccia di Budimir. La palla rimane lì e, dopo un rimbalzo, Budimir ha ripreso i sensi per calciare forte di mancino di controbalzo. É pure un bel tiro. 2-3.

Una breve storia triste in chiusura: Budimir contro al Fantacalcio. Ma anche averlo lasciato in panchina.

3. #IlGolPiùBelloDelWeekend

Tutti d’accordo? Ok, procediamo.

4. Stavolta ci ha raggiunto Mazinho

E ha risposto a domande su Milan – ne è tipo l’antologia vivente -, Serie A, altro.

Appunti Sparsi: La peggior performance di un rossonero quest’anno? C’è qualcosa peggio di Zapata @ Samp?

Daniele Mazzanti: Non è facile trovare la peggiore prestazione singola di un milanista in questo inizio di stagione. Ma questo perché la squadra sembra vivere in questo alone di mediocrità che condiziona a turno le varie prestazioni dei vari giocatori. Detto ciò, oltre a Zapata @ Samp, mi vengono in mente Biglia nel derby e la coppia Bonucci-Kessié nella non-partita @ Lazio (santi numi).

App. Sp.: Montella ha cambiato tanto e pare non abbia ancora trovato l’11 definitivo. Ma sta cambiando perché è in difficoltà o per trovare la quadratura del cerchio?

Dan_Maze: Per entrambi i motivi secondo me. Diciamo che le modifiche continue a interpreti e sistema di gioco sono cose che vedi quando un allenatore è tendenzialmente alla canna del gas (do you remember difesa a 3 del Milan di Allegri contro il Malaga?). A sua discolpa la squadra è interamente nuova. Ma, cercando invece una colpa bella grossa, è novembre, possibile non si sia lavorato prima su questo aspetto?

App. Sp.: Il giocatore della Serie A con cui: andresti a bordo campo per Sixers-Celtics a Londra; berresti champagne in via Montenapoleone; scriveresti un libro a quattro mani sulla sua carriera.

Dan_Maze: A bordo campo a Sixers-Celtics mi porto Nainggolan perché ci sta portarsi un tamarro appariscente in queste occasioni. Berrei champagne in via Montenapoleone con buona parte delle signore che accompagnano i calciatori di Serie A ma se dovessi sceglierne uno per forza di cose, probabilmente berrei con Borja Valero solo e unicamente perché mi sembra uno dei pochi interessante con cui discutere. Il libro con Abate. Un tomo motivazionale che illustra come a volte basta correre e trovarsi nel momento storico adatto per far sì che un Morganella vagamente più dotato sia stato in nazionale e abbia tutte quelle presenze col Milan.

App. Sp.: È più probabile che Çalhanoglu torni a sembrare un giocatore di calcio o un Milan sponsorizzato Supreme anno prossimo?

Dan_Maze: Due cose che bramo moltissimo. Çalhanoglu ora come ora è una delle mie personali delusioni più grandi di sempre. Non può essere questo, dai.

App. Sp.: È brutto fare i saccenti ora, ma il mercato del Milan è stato proprio giusto giusto? E’ possibile che (vedi derby) quando c’è bisogno di una giocata decisiva ci si rivolga ancora a Suso e Bonaventura, che sono sì forti ma c’erano già l’anno scorso?

Dan_Maze: Fare un mercato giusto giusto è molto complicato. Il Milan doveva fare un mercato di questo tipo soprattutto perché con il FPF era ora o mai più. Ci sono alcune cose che non avrei fatto (come comprare la coppia André Silva e Kalinic, a quel punto vai su uno solo che ti stravolge la squadra) ma nel complesso il mercato ci stava. Per me stanno tutti rendendo al 30% quindi i nuovi sono abbastanza ingiudicabili credo.

App. Sp.: La cosa più bella del weekend non va oltre le due punizioni di Verdi, vero?

Dan_Maze: PAOLO.
PANCRAZIO.
FARAGÒ.

AKA

THE G.O.A.T.

Centrocampista con la passione della pesca.

App. Sp.: Una domanda fatta a quasi ogni ospite. Hai un abbonamento stagionale ad una squadra qualsiasi e una macchina del tempo. Cosa vai a vedere e perché?

Dan_Maze: Sono nato nel 1987. La prima volta a San Siro nel 1992 ma ovviamente non capivo molto. Vorrei godermi il Milan di Sacchi. Impazzirei a vivere il Milan di Sacchi. Una delle cose più incredibili della storia del Calcio.

App. Sp.: In un episodio di vox2box ti sei lanciato: Conte al Milan la prossima estate. Una percentuale di realizzazione (più Robinho o più Gabriel Jesus?) e una previsione sulla stagione (più primo-anno-di-Conte o più primo-anno-di-Inzaghi?).

Dan_Maze: Per me faranno di tutto per prenderlo e lui, pare, voglia tornare in Italia. Troverebbe in un contesto perfetto, quello dove deve motivare e plasmare sta banda di disgraziati. Percentuale di realizzazione alla Timo Werner, non del 98% come Gabriel Jesus (che forte!) ma bella alta.

App. Sp.: Una cosa che già sai ma che ripeto e non intristirti: André Silva gioca sempre meno. Ne hai scritto, e ti chiedo: perché fa panchina a questo Kalinic?

Dan_Maze: Una bella domanda. C’è anche da dire che non giocando non subisce la negatività che c’è in sto ambiente derelitto. Per me André è molto forte, certo, giocare solo scampoli di partita non aiuta. Si sbloccherà.

App. Sp.: L’Italia non esce con la Svezia, scrive Bart alla lavagna. Quante reali possibilità hanno gli scandinavi?

Dan_Maze: Dipende se i giocatori verranno schierati da Ventura con un senso logico o dopo qualche bottiglia di Barbera. Se schierati come li schiererebbe una persona normale, gli Azzurri hanno enormi possibilità di passare.

App. Sp.: Guardare ogni partita del Milan serve a vedere due volte tutte le altre. Delle squadre che stanno a pezzi (Sassuolo, Udinese, Genoa…) quale sta peggio?

Dan_Maze: La favola Sassuolo di Bucchi mi riempie il cuore di gioia ma è una cosa personale che ho contro il Miracolo Sassuolo di Squinzi e Di Francesco. Ma di queste qua forse il Genoa sta peggio di tutte. Vediamo con Ballardini.

5. Manchester City – Arsenal

Niente Lacazette nè Giroud, c’è Iwobi con Özil dietro Sánchez. Coquelin vertice basso di un centrocampo con Ramsey e Xhaka. Coquelin si abbassa tra i centrali per iniziare l’azione, così Kolasinac e Bellerín sono liberi di salire. La posizione del francese è particolarmente schiacciata tra i centrali anche in fase difensiva, per questo è corretto osservare come l’Arsenal abbia giocato con una difesa a 3. Il City ha Delph di nuovo proposto come terzino sinistro e KDB-D. Silva come mezzali. Agüero è stato preferito a G. Jesus al centro dell’attacco, con Sterling e Sanè ai lati.

Non è raro vedere il KDB e Fernandinho dentro la propria area per uscire palla-al-piede. La prima mastodontica occasione al 10′ per Sterling: Otamendi va a prendere alto Özil e gli strappa la palla, D. Silva verticalizza subito (ma dai!) e Agüero mette Sanè nelle condizioni di crossare grazie anche ad uno sbadato Koscielny. Sterling non la spinge dentro. In fase di impostazione Gunner, invece, il tridente dei Citizens scherma i tre uomini della salida savolpiana (KDB fa coppia con Xhaka, così come D. Silva con Ramsey) costringendo Cech al rinvio.

Come spesso accade quando scendono i campo i ragazzi di Guardiola, il ritmo della partita è gestito da loro. Il chaos organizzato dall’allenatore spagnolo sta raggiungendo livelli elevatissimi e le linee compatte pensate da Wenger reggono a stento. Ogni giocatore del City gioca in modo anti-convenzionale, cioè ormai convenzionale per Guardiola. Frequentemente i centrali (più Otamendi che Stones) sono liberi di portare palla per creare superiorità numerica; i terzini non vengono più dentro al campo a giocare il pallone ma hanno comunque grandi responsabilità creative; Fernandinho è un metronomo; KDB e David Silva sono giocatori che c’entrano pochissimo col 99,9% degli altri in Premier.

Anche dopo lo svantaggio, l’Arsenal non rinuncia ad un pressing offensivo: Ramsey e Xhaka si alzano a livello di Özil e Iwobi, ma il City non ha particolari problemi ad eludere questa prima linea (nessuna squadra al mondo imposta da dietro come il City). L’estrema aggressività dei centrali del City, tuttavia, a volte apre falle centrali sfruttabili dagli avversari: un atteggiamento più conservativo porterebbe meno rischi, ma Guardiola verrebbe meno ad uno dei suoi principi: il possesso serve anche a favorire un recupero-palla immediato e in zone più avanzate possibile. Nel mezzo spazio di destra, in particolare, i padroni di casa hanno banchettato: troppo largo Özil e disattento Bellerín. Fosse Sterling stato un po’ più freddo e preciso in area e nell’ultimo passaggio, il primo tempo sarebbe finito in una carneficina.

L’Arsenal non ha mai proposto nulla di continuativo: troppo isolato Sánchez (che dopo l’ennesimo torello tra Otamendi e Stones ha mandato palesemente a quel paese il mondo, ma soprattutto Wenger e i suoi compagni che non lo accompagnano in pressing), troppo inermi tutti gli altri. L’unica occasione del primo tempo dei Gunners arriva da un rilancio preso in cura da Sánchez, che addomestica con la solita classe. Servito Ramsey, il gallese obbliga Ederson ad una bella parata bassa. Tutto qua.

Il copione del secondo tempo non è affatto diversi: un taglio verso l’interno di Sterling coglie di sorpresa Monreal, come se l’inglese non ne avesse mai fatto uno. Costretto ad un recupero da dietro falloso (era partito in ritardo perché addormentatosi sul fuorigioco della linea), l’ex Osasuna causa il rigore poi trasformato da Agüero. Nemmeno il 179esimo gol del Kun con la maglia del City accende un fuocherello nella mente di Özil.

Wenger prova a recuperare inserendo Lacazette per Coquelin e si rivela una mossa (l’unica) azzeccata. Al 64′, KDB è troppo molle in mezzo al campo e lascia girare Iwobi. Il nigeriano serve Ramsey, Fernandinho è troppo lontano dal gallese che può servire Lacazetta, allargatosi per non farsi più prendere da Otamendi. L’ex Lione è cinico sottoporta e presenta l’Arsenal alla partita. Volendo trovare un’altra falla nel sistema di Pep: viene richiesta ad ogni giocatore grande intensità, attenzione e consapevolezza di sè negli spazi del sistema. Non è facile mantenere tutto questo per 90′ e vedremo se lo sarà per una (o più) stagioni, specialmente ai ritmi della Premier.

Un miracolo di Cech su Gabriel Jesus sugli sviluppi di un corner tiene in partita gli ospiti. La partita, infatti, l’Arsenal l’ha solo lambita: al 75′ il City la chiude creando superiorità sulla sinistra. Si addensano lì Fernandinho, KDB e D. Silva oltre a Sterling. Il brasiliano serve lo spagnolo con un ottimo di ritardo (e infatti quest’ultimo era in leggero fuorigioco). L’ex Valencia ha poi servito G. Jesus a centro-area e figurati se A) questo sbaglia due volte di fila e B) i difensori dell’Arsenal marcano. Pep addormenta la partita inserendo Gündogan per Sterling e gli ultimi 15′ di partita sono una ciclo-turistica verso il fischio finale.

Il gioco di posizione di Guardiola ha, dopo un anno di adattamento, messo le radici. Si pensava non potesse accadere, ma il calcio totale è arrivato in Premier. E nessuno era pronto.

6. Trademark moves dei giocatori del Milan

Trademark move.

App. Sp.: In ultimo ti chiedo, Daniele, un lavoro un po’ diverso. Nel penultimo episodio di v2b avete parlato di trademark moves. Allora ti chiedo, da aficionado del Diavolo, una dozzina di trademark moves dei giocatori del Milan. In alternativa quelle dei giocatori di Benevento o Crotone.

Dan_Maze: Donnarumma – parata con la mano di richiamo.
Abate – cross sul difensore.
Zapata – La Zapata.
Bonucci – mettersi storto nell’1-vs-1 come se dovesse fermare l’attaccante di tacco.
RR – girarsi su sé stesso un paio di volte.
Suso – il tiro a giro di Suso.
Jack – finta, controfinta, controcontrofinta.
Borini – essere Borini, efficacissima.
Biglia – ora come ora ti direi perdere palla ma sarei un po’ ingeneroso.

7. Firmansyah Prakoso non esiste

Cercando informazioni sulla 2.Bundesliga del 2015-2016 potreste imbattervi in questo nome strano, a fianco del quale campeggia la bandiera indonesiana. Tra nomi comunque rispettabili, di ragazzi che si impegnano nella gavetta della B tedesca per diventare il Pellissier di Bochum o Friburgo una volta maturati baffi e consapevolezza, alberga tale Prakoso. Unico che non ha alcun tipo di altro riferimento su Wiki, Prakoso avrebbe addirittura segnato una tripletta.

Prakoso avrebbe segnato 16 gol (che sono tanti), giocherebbe per il Lipsia e non si riesce a trovare null’altro sul suo conto. Il 13 marzo 2016 il Lipsia ha vinto solo 2-1 contro il Monaco 1860: nel tabellino non c’è traccia di indonesiani. Chi è dunque, costui? Googlando “Firmansyah Prakoso Lipsia” esce questo articolo del Guardian, che pure non contiene tracce di Prakoso. La razionalità (parola che stona col contesto, tapparsi il naso ed usarla) del contributor di Wiki farebbe pensare che sia egli stesso Firmansyah Prakoso, no? Immaginare che un utente non-Prakoso di firmi così è molto bizzarro.

É dunque probabile che, data la natura di enciclopedia libera comunitaria/partecipativa di Wiki, un tizio (magari questo tizio) si sia voluto piazzare al quarto posto della classifica marcatori della 2.Bundesliga 2015-2016  per…?

-Conquistare popolarità in modi alternativi. Presto lo vedremo per le strade di Milano vestito da Graziano Pellé.

-Far vedere la schermata a ragazze di Hong Kong durante il viaggio di maturità e spacciarsi per un goleador esotico.

-Convincere Kyrie Irving che in realtà Firmansyah Prakoso esiste, che la realtà e la realtà alternativa sono la stessa cosa, e usare il play dei Celtics per diffondere il proprio messaggio apocalittico.

-Far scrivere di sé, da una rubrica italiana del martedì magari.

-Avvisare tutti di quanto sarebbe bello se un indonesiano facesse fuoco e fiamme al Lipsia.

8. Magna Grecia League

Omnis Graecia magna erat.

La partita di Europa League tra AEK Atene e Milan è stata così noiosa che si sono insinuate in questa rubrica certe idee strane, poi sviluppatesi in ciò che segue.

Verso il VIII secdolo a.C. i Greci pensarono fosse carino commerciare, colonizzare, esportare cultura&sapere, grecizzare direbbero alle medie, buona parte del Mediterraneo limitrofo. Tra le tante cose diffuse in tanti posti, i figli di Zeus hanno portato sulle coste italiane, nordafricane, turche, lo sport. Le colonie inviavano i migliori atleti di tutte le discipline ai giochi, periodicamente ospitati da Olimpia o Delfi. Nulla di simile al calcio, per carità, però risulta che da Kroton partì molta gente forte.

In questo onirico viaggio ellenico, il James Naismith del pallone si è palesato 2800 anni fa e i poverini costretti a scannarsi nella lotta si sono organizzati in due squadre da 11 per inseguire un pallone nei polverosi interni dello Stadio Panathinaiko. 14 rappresentative, sospensione delle ostilità, due partite al giorno che back-to-back NBA spostatevi, Leonida di Rodi non ammesso per manifesta superiorità e via, si gioca! Ma chi vincerebbe nel 2017 la 912esima edizione?

Posiz. finale Squadra Miglior giocatore Perché vedere
14 Akragas Sacrariis Marcello Trotta Video di Natale brutti.
13 Kroton Pitagorics Umar Sadiq Una maglia ♥.
12 Rostov Tanais Serdar Azmoun Leggende Anni ’60 del club. In cirillico.
11 Odessa Milesiers Andriy Yarmolenko I nonni paterni di Bob Dylan emigrarono da qui verso gli USA.
10 Durrës Highlanders Xherdan Shaqiri Giocò per questo club in grande Panajot Pano.
9 Istanbul Feles Quello più in forma tra Ricky Quaresma e Anderson Talisca Tra Gomis, Adebayor e Negredo ne giocherà solo uno 🙁
8 Alessandria Egyptians Stephan El Shaarawy Ogni loro partita sembra più che altro il film dei Transformers in Egitto.
7 Cirenaica-Berenice Riyad Mahrez Possibile rivelazione se esplode Slimani.
6 Agua Caliente Salonicco Theofanis Gekas Difesa e contropiede. La seconda maglia fa molto tzatziki sulla spiaggia.
5 Trapezunta Thalassers Burak Yilmaz Vestissero D&G.
4 Emeroscopolis Alicantidis David Villa Così verificheremo se ogni parte di penisola iberica può avere una rappresentativa più forte di quella italiana.
3 Massakaia Brioches Dimitri Payet Fondendo Nizza e Marsiglia, davanti gioca Ocampos, Balotelli o Mītroglu?
2 Atene Culturae Georgios Samaras Organizzazione ed acume tattico al servizio del prossimo. Se non è saggezza questa.
1 Napoli Partenopers Lorenzo Insigne L’anno del primo titolo dopo la leggendaria vittoria del 1282.

9. Le cose più belle da Barça-Siviglia

(Seconda volta consecutiva che si parla di Barça e cose belle, viziarsi è anche questo)

a) Semedo, diventato un fattore.

b) La flessibilità tattica del Barça, offensivamente a rombo e difensivamente due linee compatte a 4 così Messi può stare a paglia. Ma anche la non-flessibilità del Toto Berizzo, 4-3-3 till he dies.

c) Il pressing ultra-offensivo come a Fifa del Siviglia, e Ter Stegen che prima di rinviare ci pensa sempre due volte.

d) La pioggia e i k-way dei tifosi, Camp Nou bello e grande ma manco un tetto.

e) Paco Alcácer, opportunista che si permette di sprecare di tacco.

f) Pagare un hype poco giustificato: Siviglia 2017/2018.

g) Il dominio, fisico e tecnico, di Umtiti.

h) Guido Pizarro, più bravo senza palla che con (arrivato dal Messico, perché lo spirito di Monchi non se ne andrà mai).

i) il quindicesimo legno nella stagione del Barça.

10. La maglia Ultimate Team della Juve

Iconica.

Avete notato lo stile classicheggiante della maglia usata dalla Juventus contro il Benevento? É un’edizione celebrativa dei 120 anni del club. “In accordo con Adidas – si legge qui – la Juve indossa una maglia particolare: si tratta di una divisa storica, senza alcuna scritta e con i loghi dello sponsor nero su nero, per valorizzarne la semplicità. Evidente il richiamo all’anno in cui un gruppo di studenti, da una panchina di corso Re Umberto, diede vita alla società capace di diventare nel tempo la più vincente d’Italia. La maglietta si caratterizza per il tocco vintage, con le strisce spesse e tre stelle sul petto. Le maniche e il colletto sono stretti, come un tempo, e anche il tessuto sembra quello di una volta. Notevoli anche i ricami e le finiture. I tifosi bianconeri o i collezionisti che l’acquisteranno la riceveranno all’interno di un cofanetto esclusivo”. Limitata a 1897 esemplari, è possibile comprarla per quasi 200 cocuzze se sul sito ufficiale non si fossero vaporizzate in poche ore.

Piace. Sull’account Twitter del club è bellissima, addosso al Pipita è perfetta, Sturaro sembra cattivissimo, secondo Marchisio è davvero bella. Perfetta nelle risse e nelle biblioteche.