16 min read

Si va in Russiaaaaa!!!

Si va in Rus

Si va i

S

SVEZ

SVEZIAAAAAAAAAA

Quando segnare a tempo scaduto agli scandinavi risultò addirittura deleterio.

1. Italia – Svezia

É dura, durissima. La vostra amata rubrica sta battendo nella notte tra lunedì e martedì, poche ore dopo la rovinosa, definitiva, irrimediabile, inaspettata ma anche no, fragorosa eliminazione dal Mondiale. Tifosi dell’Inter hanno tirato fuori uno smarrimento simile alla sconfitta con l’Hapoel Beer-Sheva, più fresca nella memoria dei colleghi rossoneri è la prestazione contro l’AEK Atene. Un sostenitore della Roma, probabilmente, parlerebbe della notte di Manchester. Insomma, lo stato d’animo è quello, è chiaro. E va allargato ad una Nazione intera, elevato all’ennesima potenza perché i Mondiali sono i Mondiali. Fortunatamente sono ospiti della puntata odierna, triste e accorciata a soli 6 punti, Ennio Terrasi Borghesan e Federico Castiglioni. Il primo ci tiene compagnia a lungo quindi sarete costretti a leggere fino alla fine, il secondo offre #duspicci sulla Nazionale nel caso vi stiate chiedendo: Ehi, com’è andato il calcio?

Appunti Sparsi: Ennio, vai, ruota libera, trova da saggio quale sei le parole giuste che sono intrappolato in un videogioco horror e non riesco ad uscirne.

Ennio Terrasi Borghesan: Il risultato è la logica conseguenza di 180′ in cui hai tenuto la palla per il 70% del tempo e hai creato meno di 8 tiri in porta in due partite. Ci sei andato più vicino con un palo casuale come quello di Darmian in Svezia o con la traversa sulla deviazione svedese stasera. A parte gli ultimi 15′ del primo tempo, in cui si è intravisto un barlume di lucidità – ma barlume, perché ci sei andato vicino solo con Parolo che manca di lucidità nel concludere – non hai creato NULLA per 165′ più recupero e hai fatto il gioco di una squadra che, conscia dei suoi limiti (grandi, ma quantomeno sono stati lucidi per tutti i 180′), ha preparato la doppia sfida meglio di noi. Non mi sento di dire che meritavamo, perché probabilmente senza la deviazione di De Rossi venerdì sera ce la giocavamo ai rigori stasera. E quando te la giochi ai rigori non meriti. La cosa più grave è che sapevi, definendo la Spagna come imbattibile e inarrivabile (a torto, e non per Euro 2016, ma perché preparandola un filo meglio la battevi anche all’andata nel girone), di dovere preparare questi 180′ un anno e mezzo fa. Tutto ciò che esula dai 90′ di San Siro è anche “inutile” da analizzare perché era prevedibile, e deprimente.

AS: Sono valutabili le prestazioni dei singoli in partite come queste? Quante teste dovranno cadere? Che risvolti avrà questa mancata qualificazione sui vari giocatori?

ETB: In ordine: A) No, perché faccio fatica a capire chi ha giocato nel suo ruolo o quantomeno con un piano partita, limitato alla sua prestazione, coerente a livello tattico. B) Troppe. Quindi ne cadranno poche. Che poi non serve a nulla vedere teste che cadono se si pensa a quelle pronte a succedere. C) Tante cose, ad esempio che, come ho letto su twitter, una generazione che all’inizio di questa stagione Sky ha definito come il “nuovo inizio del calcio italiano” disputerà il suo primo mondiale nel 2022, forse.

Zaza nel ruolo de: “Le dimissioni”.

AS: Un ragionamento sugli esterni. È chiaro (non da oggi, a dire la verità) che se Candreva non riesce ad attaccare 50 metri di campo e se Darmian non si limita alla fase difensiva sono due giocatori molto normali. Portandoli sistematicamente sul piede debole sono stati neutralizzati. È facile dirlo ora, ma… le scelte di Ventura? Gabbiadini ti è piaciuto? Da tifoso interista, la tua opinione sul giocatore con più opinioni contrastanti a riguardo (appunto Candreva)?

ETB: Per me Candreva è un giocatore normale con una “forbice” (tra momento migliore e peggiore di forma) ampissima, forse la più ampia tra i giocatori visti in Nazionale negli ultimi 5 anni. L’anno scorso ha fatto 6 mesi alla grande, tenendo la baracca in un periodo in cui tutto poteva affondare, poi però è sparito e si sono visti più i picchi bassi. Gabbiadini ha fatto quello che ci si poteva legittimamente aspettare da un giocatore che, dopo 6 mesi a inizio anno ad ottimi livelli, non ha un rendimento da Nazionale negli ultimi 2-3 anni e che prima di oggi aveva solo 57′ da titolare, contro Malta. Ovvero poco. Cosa si può dire, poi, sulle scelte di Ventura, fatte probabilmente non da lui o comunque a furor di popolo per provare a compiacere la gente?

AS: Sigh, sei di quel partito anche tu. Difficile non esserlo effettivamente, mi ci sto avvicinando pure io, un po’ riluttante: possibile che un tecnico 69enne si faccia influenzare? Stento a credere, sono ingenuo?

ETB: Certo, se è un 69enne che è lì con 14 partite internazionali in carriera all’attivo, ed è lì “perché ha fatto arrivare decimo in A quel Bari costruito da Conte” (abbiamo davvero letto cose simili 18 mesi fa, ricordi?) E sia chiaro, per me si è fatto condizionare da stampa e veterani nello spogliatoio, di natura non credo ai complotti massonici.

AS: E il prossimo CT? I miei, se ti va dimmi i tuoi. Realistico: Rimane Ventura, o Mazzarri. Sogno: Mah, Conte 2.0? Ancelotti? Anzi no, serve aria fresca, facciamo Giampaolo.

ETB: Il migliore selezionatore possibile e plausibile (Ancelotti non lo è) probabilmente sarebbe Mancini. Mazzarri potrebbe essere una buona scelta, anche se temo sia troppo uomo di campo (e quindi fare la fine di Prandelli), stessa remora che ho per un Gasperini o un Giampaolo. È vero che chi verrà dopo Ventura prenderà la Nazionale dal punto più basso della sua storia, ma è altrettanto vero che la pazienza dell’ambiente, forse, avrà un limite ancora più basso. Detto ciò, se proprio dobbiamo parlare di nomi irrealizzabili e impensabili, io considererei un allenatore straniero. O quantomeno uno che mi proponga un vero progetto innovativo. E fattibile, perché gli stage non sono fattibili e hanno poco senso per come sono fatti.

2. #duspicci di Castillones

Sì, l’autore più discusso e discutibile di ZC si è messo a scrivere su Facebook ‘sta cosa dei pochi denari. La cosa, agli amici, piace e a breve ne farà una rubrica semi-seria su ZC. Eh no, Federico, così ci è già nata questa rubrica. Trovati un’altra via verso il successo, stronzo.

Abbiamo chiesto a Federico di stracciare l’aura di pietismo, di parole al miele, di “tanto è solo un gioco” e anzi di far cadere teste, eruttare i vulcani ed esondare i fiumi: la disfatta della Nazionale è anche rabbia, è aspettative tradite, è sogni di bambini con la maglietta azzurra infranti (no Matteo, non ci siamo). Buttando qualche nome-carboncino nella caldaia della locomotiva-Castiglioni, è fuoriuscito questo giochino: prendere o lasciare?

Belotti. Tengo tutta la vita. È il miglior centravanti di peso che abbiamo a disposizione. Lui e Immobile sono il presente e sicuramente saranno il futuro dell’attacco azzurro, anche se la loro convivenza forzata che è stata tentata finora mi pare un nonsenso.

Immobile. C’è e ci sarà, ma per Dio e per la patria (no), lo si faccia giocare come sa far bene lui, negli spazi, attaccando la profondità, non a fare sportellate contro spilungoni svedesi spalle alla porta. Altrimenti richiamiamo Pellè.

Candreva. Di pancia viene da dire via e con metodi non proprio eleganti. È un po’ la solita storia: nasce e cresce per un ruolo (l’ala da 4-4-2) che non esiste più, quindi le sue prestazioni dipendono tremendamente da chi lo telecomanda dalla panchina. Nel contesto giusto e con un certo tipo di lavoro, rende nonostante i limiti tecnici. In azzurro ha reso con Conte. Con Ventura quasi inutile.

Parolo. Un altro che mette a serio rischio il mio tradizionale aplomb, un altro che dev’esser esaltato dal contesto tattico. Chiariamo: non è che siccome il gioco ti penalizza tu puoi fare schifo ma non è nemmeno che se fai schifo è sempre tutta colpa tua. Forse, viste le 32 primavere, a differenza dei due sopracitati stabilire le colpe dovrebbe rimanere puro esercizio di stile.

Ventura. Troppo ci sarebbe da dire sui motivi che imporrebbero la sua cacciata, oltre alla mancata qualificazione. Scelte tattiche, esclusi e non considerati, comunicazione, controllo (perso) del gruppo azzurro, la costante sensazione di non aver mai idea di cosa fare. De Rossi che di fronte alla richiesta di scaldarsi risponde indicando Insigne con un “ma che cazzo c’entro io, non dovemo pareggià, dovemo vince porca mignotta”, ecco questo penso sia una perfetta scena esplicativa del bienno di Ventura.

Tavecchio e vertici FIGC, insomma #LaCasta. A meno che il CONI non opti per un clamoroso commissariamento (accadde nel 2006 per Calciopoli, ma anche nel 1958 dopo il “disastro di Belfast” che ci costò la qualificazione mondiale), Tavecchio e soci non ce li leviamo dalle scatole. In ogni caso, sono le Leghe che compongono la FIGC ad aver espresso questa dirigenza. Che devo fare, far saltare tutte le sedi delle società di calcio di A, B, C e dilettanti?

Darmian. La premessa è che a sinistra come terzino di spinta non rende. Teniamolo in considerazione per altri ruoli, cerchiamo qualcun altro là oppure cambiamo impostazione di gioco. Se il piano continua ad essere “Darmian opzione per fare esterno sinistro” tantovale epurarlo.

Bonucci. Il lancio della mascherina protettiva momento massimo di un epico eroismo nazionalpopolare. È tempo di diventare grandi, la nazionale non avrà più né Buffon, né Barzagli, né forse Chiellini, resta lui senatore intorno al quale ricostruire una difesa e uno spogliatoio. Io ne farei volentieri a meno, ma siccome toccherà tenerlo speriamo si svegli sia al Milan che in azzurro.

Chiesa, non integrato. Questa è blasfemia! Questa è follia! No, questo è il circo azzurro. Per millecinquecento motivi (in primis la possibilità di far programmazione a lunga scadenza con un ct sotto contratto fino al 2020) Chiesa jr te lo devi portare dietro, come ti porti dietro Donnarumma. Solo che Donnarumma con Buffon era ornamentale, Chiesa era il jolly spendibile in ogni contesto e posizione. Invece no.

3. Parola ai protagonisti

“Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”.

Buffon nel post-partita: “Dispiace. Non per me, per il movimento. Fallito qualcosa che poteva essere importante a livello sociale. […] Non abbiamo sottovalutato niente. Chi ha giocato queste partite sa cosa vuol dire affrontare queste squadre, quanto dispendioso sia recuperare un gol a livello mentale. […] Il calcio italiano ha ancora un futuro. Abbiamo orgoglio, forza, siamo testardi e caparbi: dopo brutte cadute troviamo il modo di rialzarci. Lascio una Nazionale di ragazzi che faranno parlare di loro. […] Lo sport insegna a perdere in gruppo, a vincere in gruppo. Il mister ha le colpe che abbiamo noi”.

Del Piero a Sky Sport: “Siamo un movimento messo male. C’è da dare un cambio importante, profondo, a più livelli. Fare esame di coscienza e ripartire dagli errori commessi. Non faccio un discorso d’età: confusione generale causata probabilmente da una rottura che allenatore e staff non sono riusciti a ricucire”.

Caressa: “Lo dico da un anno e mezzo che andremo ai Mondiali. […] Occorreva cambiare dopo la partita in Spagna. Per arrivare a certi livelli hai bisogno di certi percorsi”.

Bergomi, da buon decano: “Il nostro capocannoniere è ancora Gigi Riva: 42 partite e 35 gol. Di gol non ne facciamo. In Svezia mai vinto, in casa ci hanno sempre fatto sudare”.

Bernardeschi nel post-partita: “Lascia un pezzo di storia, ringrazio tutti i senatori. Noi giovani dobbiamo prendere esempio, portando più emozioni e vittorie possibili”.

Chiellini: “Non mi attacco a sfortuna o arbitro. Complimenti a loro. Abbiamo dato tutto, loro hanno meritato di più. Ripartire dall’amore che ci ha dimostrato tutta la Nazione, in futuro c’è bisogno dello stesso appoggio. L’Italia ricomincerà da Verratti, da tanti altri ragazzi degli Anni Novanta. Verso il prossimo europeo dovremo fare percorso di crescita importante. Sessant’anni dopo, dobbiamo tutti farci un esame di coscienza”.

De Rossi: “Momento nero per il nostro calcio, nerissimo per noi calciatori. Ci sarà tempo per analizzare tutto, la Federazione ha ora un compito importantissimo. Si riparte dalla voglia di continuare a vivere quest’avventura. C’è da lavorare, tanti giovani devono spiccare il volo. Sono orgogliosi dei compagni”.

Barzagli: “Calcisticamente delusione più grande della vita. La maglia azzurra dà sensazioni uniche, racchiude miliardi di cose, all’inno mette i brividi. Crea unione tra tutti i tifosi italiani. Lasciare questo gruppo, ora, è veramente tosta, lasciare [la Nazionale] così è un colpo duro per la mia carriera. Si chiude un ciclo di quattro/cinque veterani, si deve ricominciare da giovani che hanno voglia”.

Ventura nel post-partita: “Non mi sono dimesso. Quando non si ottiene un risultato, responsabile è l’allenatore. Confermata feroce voglia di fare, sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro, di aver lavorato con grandi campioni e altri che mi auguro lo diventeranno. Stasera, un’altra volta, ho capito cosa significa allenare la Nazionale: San Siro ci ha sostenuto per novanta minuti. Occorre valutare un sacco di cose prima delle dimissioni, parleremo. Io e Tavecchio parleremo coi toni di sempre, ma non posso parlare di una cosa che non è ancora avvenuta. La mia colpa maggiore è quella di, siccome ci aspettavamo tutti di arrivare ai playoff, aver giocato due partite senza aver segnato contro la Svezia. Chiedo scusa agli italiani per il risultato, non per impegno o tutto il resto. [Risultato che è] la cosa più importante, lo so”.

4) Irlanda del Nord-Svizzera e Croazia-Grecia, the best of

(Solo l’andata, perché entrambe le partite di ritorno sono finite 0-0 e non vogliamo buttarci ancora più giù).

a) Bello rivedere, dopo tanto tempo, Shaqiri (solo di tacco e no-look), Johnny Evans (presenza rassicurante col NIR) e Dzemaili (il Nainggolan dei poveri).

b) Karnezis no, non è bello rivederlo.

c) Kalinic che distrugge la Grecia. E il Milan.

d) RR68 che calcia corner perfetti a Belfast.

e) La pettina di Domagoj Vida, rimasta intatta da Euro 2016 ma probabilmente da quando ha 8 anni.

f) Brozovic che non salta sulla linea di porta per evitare il gol di Papasthatoupoulos, molto Brozovic.

g) La difesa della Grecia, più Atene che Sparta. Il Kalinic 2017/2018 ha segnato un gol, non troppo perché è sempre il Kalinic 2017/2018.

h) Dopo il gol del 3-1, Modric ha dato un bacino sulla guancia a Vrsaljko, autore di un super-assist ♥

i) Giannīs Maniatīs, mammut. (Da non confondere con Tom Maniatis, biologo molecolare statunitense di origini greche).

Una foto triste.

l) La partita dell’andata tra Hrvatska ed ellenici, al Maksimir di Zagabria, è aperta da questo regalo niente male di Karnezis. Stoppa malissimo un pallone banale, Kalinic glielo scippa, lui lo abbatte, causa il rigore e si impregna pure la maglietta di sangue di centravanti. La versione-calcio di Robb Stark. Tuttora in missione per conto dei Pozzo (da Udine a Watford), Orestis Karnezis ha un figlio: Odysseas.

5. Altro calcio con il buon Ennio

Non tutto è mancata qualificazione ai Mondiali, anche se sembra impossibile da credere. (Ennio, che sa pure – tanto – di basket, lo trovate in un sacco di posti, tipo qui).

AS: Dopo il pareggio col Toro, l’Inter ospita l’Atalanta: che partita ti aspetti tra due dei migliori allenatori del campionato?

ETB: Una partita in cui Gasperini vuole riscattare l’unico neo della sua meravigliosa stagione scorsa, quel 7-1 preparato male e letto peggio, in cui l’Atalanta proverà a seguire il piano partita che il Torino ha messo in piedi domenica scorsa. Lato Inter, ancora non ho capito se i nerazzurri sono al top della forma fisica o c’é ancora del margine, rendendo così plausibile l’idea di potere vedere una maggiore fluidità di gioco: la risposta a questa domanda potrebbe essere fondamentale per affrontare il mese scarso di campionato che separa l’Inter dalle sfide con Juve e Lazio, quelle in cui realmente potrà capire se aspirare a qualcosa di più del 4° posto a fine maggio.

AS: Questa tredicesima giornata di A sarà cruciale per capire meglio le gerarchie: detto dell’Inter, c’è il derby di Roma, il Milan va a Napoli e la Juve gioca @ Sampdoria. Chi sarà la squadra che ne uscirà meglio e le ossa di chi saranno più rotte?

ETB: Il Napoli rischia molto, perché penso che il Milan giocherà il resto del girone d’andata “all’arma bianca”, consapevole che rientrare nella corsa a un posto Champions sarebbe un’impresa (un po’ come l’Inter di Pioli l’anno scorso), e poi perché l’imminente sfida di Champions contro lo Shakthar è veramente un crocevia della stagione napoletana; Samp-Juve sarà una bella partita, e mi aspetto una Juve molto sul pezzo, anche perché la sfida al Barcellona al 99% non sarà nulla di più di una partita prestigiosa ma ininfluente ai fini della classifica. Il derby è impronosticabile, ma la Roma – che continuo a reputare fortunata, perché la stagione poteva girare molto diversamente senza il criticato rinvio contro la Samp – onestamente ci arriva come meglio non potrebbe: anche una eventuale doppia sconfitta, tra Lazio e Atletico, non comprometterebbe direttamente nulla né in campionato né in Champions; una tranquillità del genere di solito ti fa performare bene in queste partite.

Il raddoppio in Croazia-Grecia. Kalinic su invito di Strinic.

AS: Off-topic: che è il mate?

ETB: É un infuso che è parte fondamentale della giornata di uruguayi, argentini, paraguayi e in generale buona parte del Sudamerica hispanoablante: un’abitudine presa in Uruguay che continuo a coltivare, soprattutto d’inverno (anche se non sono un eccessivo consumatore come un Griezmann, per esempio).

AS: Che ne pensi delle dichiarazioni dell’allenatore della Ternana sulla Nazionale?

ETB: Ora, tu sapevi chi era l’allenatore della Ternana prima di queste dichiarazioni? Sto seguendo la Serie B quest’anno, anche soltanto limitandomi alle partite del Palermo e – qualche volta – di squadre che non mi dispiacciono come Frosinone ed Empoli, e penso di potere dire che si sia parlato di Pochesci molto più nelle ultime 36 ore che negli ultimi 4 mesi. A parte che Andy Warhol sarebbe fiero di lui, non ho grande interesse a commentare sfoghi retorici di una persona che non aveva palesemente idea di cosa stesse parlando.

AS: Su Twitter hai seguito con interesse la nube che si avvicina all’orizzonte di Hollywood. Poi il caso Solo-Blatter. Ma che succede?

ETB: Partiamo dal presupposto che, stando a quello che sappiamo ad oggi, i casi emersi dal mondo di Hollywood e quello di Hope Solo e Blatter hanno poco a che spartire. Sintetizzerei quello che è emerso dal mondo del cinema come un perfetto esempio di come non si possa continuare ad accumulare polvere sotto un tappeto nella speranza che poi questa non emerga più in superficie. Poi c’é quello che sta accadendo con la damnatio memoriae che sta colpendo personaggi come Kevin Spacey e Louis CK, un esempio di come l’importante sia ‘apparire’ come puliti, di facciata, quando per anni si è volutamente ignorato o appunto messo sotto il tappeto certe storie: che senso ha fare finta oggi che Kevin Spacey non esista, arrivando addirittura a cancellarlo da un film su cui si sono investiti decine di milioni di dollari, quando negli anni in cui circolavano queste voci su di lui si è comunque scelto di mettere la polvere sotto il tappeto e renderlo il volto di film, serie tv e aziende?

6. Avviso ai naviganti

Il profilo Twitter più scomodo del web non è stato sbloccato, quindi eccone un altro. Per la vostra gioia, dunque, il prossimo martedì ritroverete, in questo decimo punto, quei Tweet Sparsi™ che tanto sono mancati. Nel frattempo un vecchio vecchio articolo su Hope Solo e uno nuovo nuovo sull’Atalanta. E leggetevi pure #IncredibilmenteVecino che fuori comincia a far freddo sul serio. Ci vediamo tra una settimana, col benestare di Twitter.

L’espressione di Valon Behrami, in panchina durante Irlanda del Nord – Svizzera, è anche la nostra durante Irlanda del Nord – Svizzera.