14 min read

Torna Appunti Sparsi, la rubrica che potrebbe peggiorare solo se venisse:

-Scritta da Vincenzo Montella.

-Pubblicata sui social da chi pubblica cose sui social per il Napoli.

-Comprata da Cellino.

-Corretta da chi corregge i fogli di Word a Luigi Di Maio.

#NeveSuAppuntiSparsi (Cosa mancava alla vostra vita? Una scivolata innevata di Aleksei Vladimirovich Berezutski, immagino)

Cosa abbiamo imparato dalla doppia sfida City-Arsenal

Se a gennaio Chelsea e Arsenal si sono incontrate ben tre volte, Manchester City e Arsenal hanno condiviso il campo per 180′ in cinque giorni. A Wembley le due squadre si sono giocate la Carabao Cup, all’Emirates un’importante partita di Premier. Ed è finita sempre nello stesso modo: Guardiola 3, Wenger 0. Come marmotte dalle tane in primavera, si sono palesate diverse cose interessanti:

-Il City è stata la squadra più devastante d’Europa nella prima (abbondante) metà di stagione. Il primo titolo di Guardiola in Premier è un po’ il riflesso del secondo anno inglese dell’allenatore catalano: sta guidando consapevolmente una rompighiaccio. Secondo il principio di Fermat, la luce va da A a B attraverso il percorso più veloce, non perde tempo: Guardiola non guarda in faccia nessuno; viene, vede e vince.

-Oh, il City ’17-’18 ha giocato finora 43 partite e ne ha vinte 37 (22 volte con 2 o più gol di scarto).

-Chi ha cambiato di più dopo la prima partita? Wenger! Chi non ci ha capito nulla anche dopo la seconda partita? Di nuovo Wenger, che contro Guardiola ha perso – in 3 partite questa stagione – 9 a 1.

-L’Arsenal parte in realtà benone. Un contropiede ben orchestrato mette Aubameyang nelle condizioni di appoggiare alle spalle di Bravo, ma l’ex Dortmund è fin troppo molle nell’aggredire la sfera al centro dell’area piccola e si fa sporcare il tiro da Walker.

La finale di Carabao Cup dura realmente fino al 19′: un lancio lunghissimo di Bravo è letto in anticipo da Agüero, che dà una leggera spinta a Mustafi. L’ex Samp fa l’indispettito, allarga le braccia aspettando il fischio arbitrale. Il Kun è fortunato: la palla gli rimbalza casualmente ma in maniera efficace sul petto. Quando vede le diagonali di Bellerín e Koscielny in ritardo e Ospina fuori dai pali, porta avanti i Citizens con un pallonetto splendido.

Il tipo sempre incazzato in quel bellissimo posto che è Arsenal Fan TV ha un canale YouTube, si chiama Mr DT e urla cose tipo WE’RE ACTING LIKE A FUCKIN SMALL CLUB.

-Dopo il raddoppio (decisiva deviazione del tiro di Gündogan), Kompany esulta come un bambino. (Il massimo sogno di un tifoso è vincere un Derby al 90′ con un gol di testa di Kompany che esulta così). Gioia spontanea per chi ha dovuto attraversare la Lunga Valle dell’Infermeria. Qua il centrale belga tiene Pierre-Emerick fuckin Aubameyang sui 20 metri poi gli rifila una spallata che genera un’onda d’urto.

-La difesa dell’Arsenal è così passiva che a volte sembra potersi far gol da sola.

-Anche nella sfida in campionato (che sarebbe stata giocata in febbraio se febbraio non fosse il mese più corto dell’anno) (prima della quale sono state colorate le linee di azzurro per la neve ma poi non è nevicato) (per la prima volta in oltre 40 anni il City batte l’Arsenal sia all’andata che al ritorno), l’Arsenal è stato umiliato. Wenger torna a 4 dietro, capisce che Calum Chambers certe partite meglio di no, cambia 4 titolari, ma dopo mezz’ora Sané ha già partecipato a due gol e segnato uno.

Il vantaggio del City. Sané corre, salta tutti, non la dà a nessuno se non a Bernardo Silva, che la pettina tre/quattro volte in un fazzoletto spiegazzato di spazio-tempo e la mette all’incrocio.

-Il secondo gol è splendido: una ragnatela di passaggi (#GiocoPosizionale) con la variabile impazzita Sané che destabilizzerebbe anche un discorso di fine anno di Sergio Mattarella. Il video prodotto dal City offre tutte le angolazioni possibili e dura 4 minuti: se volete farvi sanguinare gli occhi, tenete lo sguardo su Bellerín.

-Il sesto gol in cinque giorni segnato ai Gunners è descritto come “una rete da vedere e rivedere non solo per la sua estetica ma anche per gli spunti critici e didattici offerti da ogni singola scelta e da ogni singolo passaggio.” Lectio magistralis con palla.

-Ederson para un rigore ad Aubameyang. Perché quando piove, grandina, ma sull’Arsenal di più.

-Abbiamo imparato che tra City e Arsenal ci sono 30 punti in classifica. E forse sono pure pochi.

-La rabbia e la frustrazione per l’incapacità di Wenger avrebbe ridotto un veterano della squadra alle lacrime, riporta il Guardian.

-L’Arsenal ha perso 4 delle ultime 5 partite giocate ed è piena di problemi. Ne approfitterai, Milan?

Cos’è esattamente il Milan di Gattuso?

-Una cosa bella.

-Non il Siviglia di Montella.

-Una squadra con pochi ma ben chiari capisaldi. Abbandonata totalmente la difesa a 3 di Montella (richiesta a dire il vero a gran voce da tutto l’ambiente), Gattuso ha trovato – a differenza del predecessore – un 11 tipo. In porta Donnarumma, i centrali sono Bonucci e Romagnoli, a sinistra RR68 e a destra Marcos Calabria (a breve dovrebbe rivedersi pure Andrea Conti). La mezzala destra Kessié riesce a tamponare l’indolenza in fase di copertura di Suso, mentre la mezzala sinistra Bonaventura si associa splendidamente col rinato Çalhanoglu: la catena mancina del Milan è riuscita a togliere tutte le responsabilità creative dalle spalle di Suso. Ritrovato Biglia davanti alla difesa e Cutrone là davanti, il Milan ha finalmente un’identità.

-Questo non vuol dire, tuttavia, che il Milan interpreta tutte le partite alla stessa maniera. Anzi. Gattuso si è rivelato un allenatore capace di puntellare il proprio piano gara a seconda dell’avversario che ha di fronte. È notevole come i rossoneri siano in grado di dominare la partita contro avversari più deboli (Ludogorets, Spal) e imbrigliare quelli al proprio livello (Roma, Lazio), soffrire e divertirsi, interpretare le partite e cavarsela quando le cose si mettono male.

-La fase di non-possesso inizia da Cutrone. L’energia e la determinazione del classe ’98 sono molto utili a Gattuso: schermare Torreira contro la Samp, togliere soluzioni verticali a Fazio contro la Roma. Oltre ad avere un rapporto mistico col gol, il prodotto della giovanili rossonere aiuta tantissimo la squadra in fase di salita del pallone ed è più associativo di quanto si potrebbe sospettare. Sarà difficilissimo togliergli la maglia da titolare. Ma attenzione ai paragoni con Inzaghi che quelli con Paloschi sono dietro l’angolo.

-In particolare contro la Lazio, una squadra da 2,46 gol a partita in campionato, il Milan ha giocato 3 volte in un mese subendo un solo gol. Un sistema difensivo che bada più al controllo degli spazi che quello degli uomini agevola Bonucci, che meno si trova 1-contro-1 in marcatura o contro giocatori più veloci meglio è. Il capitano rossonero ha ritrovato sé stesso e preso per mano Romagnoli, uno dei migliori in assoluto nelle due vittorie del Milan nella capitale. L’ex Roma ha giocato la sua centesima partita in rossonero e chissà che quella con Bonucci non possa essere la coppia titolare dell’Europeo 2020.

-Calabria (aka Roberto Calabricarlos) è, da un mese buono, in uno stato di forma stratosferico, e anche Ricardo Rodríguez, sebbene non sia ancora quel regista occulto che si pensava potesse diventare, sta crescendo di prestazione in prestazione.

-Qualcun altro, invece, sembra brancolare nel buio nonostante tutto:

-L’anima più verticale applicata al Milan da Gattuso sta aiutando diversi giocatori. Un esempio? Çalhanoglu all’improvviso si è ricordato come giocare a calcio – e anzi ora lo fa molto bene. Ha ammesso di trovarsi molto meglio col nuovo allenatore: “Ci sta trasmettendo la stessa grinta e lo stesso ritmo con cui giocava”. Il morto vivente visto in fin troppe occasioni nella prima parte di stagione è ora uno dei beniamini di San Siro. La catena di sinistra funziona addirittura quando il terzino lo fa Antonelli, pensate un po’.

-Il momento più basso della stagione Biglia lo ha toccato gettando al vento una punizione allo scadere a Napoli. Da lì, gli è stato preferito Montolivo e siccome l’ex Fiorentina ha fatto bene ogni volta che è stato chiamato in causa, il periodo d’espiazione in panchina è durato diverse settimane. Ora però Gattuso è tornato a fidarsi di lui e Biglia sta ripagando la fiducia, portando indietro l’orologio atletico: contro la Roma è stato il giocatore con più tocchi di palla e passaggi, esercitando un’influenza dimenticata sul gioco dei rossoneri.

-Lo stato di forma psico-fisico è a livelli mai immaginati sotto la precedente gestione. Dal licenziamento del preparatore atletico via Twitter sembrano passati anni luce: la disponibilità al sacrificio è uno dei manta dell’allenatore di Corigliano Calabro. Dappertutto si legge che Gattuso “sta sottoponendo la squadra ad allenamenti molto pesanti”, a tono di voce “molto alto”: se allo stadio vi gasa guardare gli allenatori che sembrano leoni in gabbia in quei due metri quadrati di area tecnica, Gattuso è la persona giusta.

Il Milan non perde dal 23 dicembre. Dalla partita successiva, il Derby vinto ai supplementari in Coppa Italia, ha subito 4 gol in 13 partite, compreso un mese di rete inviolata: dal 4 febbraio il Milan ottiene solo clean sheets.

Marzo sarà decisivo. Il Derby potrebbe avvicinarli ulteriormente alla zona Champions, o eliminarli definitivamente in caso di sconfitta. Quattro giorni dopo, a San Siro arriva l’Arsenal e anche in quella occasione il Milan si giocherà una fetta importante della propria stagione. Il Milan potrebbe finire marzo (31/03: trasferta @ Juventus) a gonfie vele o senza più obiettivi. Gattuso è chiamato a completare ciò che, contro ogni aspettativa, ha ben iniziato.

Tweet sparsi™

-Il portiere è in porta e beve (probabilmente). Gli fanno gol. Non è un grande portiere, quello.

-Oggi come oggi, Roberto Carlos è bello grasso ma fa cose che boh.

-Una sola sfida, agli ottavi di Europa League, è più interessante di Milan-Arsenal: Twitter Milan vs Twitter Arsenal. Qui Twitter Arsenal ricorda delle pietose condizioni del campo di San Siro in quel 4-0, Twitter Milan risponde con 800+ risposte ad uno dei principali esponenti di Twitter Arsenal.

-Per gli amanti di Gheorghe Popescu.

-Éder (quello dell’Inter o il portoghese?) che cucina una carbonara.

-Rúben Semedo arrestato per tentato omicidio. Il Villarreal l’ha sospeso.

-Magari vi siete persi Harry Kane preso per il culo ai Brit Awards.

-Marcelo Brozović chiede dei Bitcoin.

-Una jugadaza di Marcos Alonso:

https://twitter.com/TheAmpadu/status/966049147580121088

-Eboué sa il nordcoreano? Forse sì. Una cartolina dal 2010.

-Justin Kluivert ha la dinamite negli scarpini.

Sulley Muntari è tornato

Dopo la breve parentesi a Pescara dello scorso anno, Muntari si è deciso a firmare un nuovo contratto da calciatore professionista solo il 22 febbraio 2018. Si allenava con il Depor dal 9 febbraio e ha debuttato, subito da titolare, nella trasferta di Getafe. Perso 3-0. Una cosa, però, dev’essere sottolineata. Clarence Seedorf è subentrato a Pepe Mel sulla panchina del Deportivo La Coruña solo il 5 febbraio. Capito? Una delle prime – che so – dieci soluzioni escogitate da Seedorf per far risorgere il Depor è far risorgere Sulley Muntari.

Nei 111 anni di storia, mai un ghanese aveva indossato la maglia del Depor. L’acquisto più caro nella storia del Portsmouth (verrà poi battuto da Peter Crouch) non è stato accolto in Galizia come un salvatore della patria, anzi. Sembra essere appena arrivato all’aeroporto quando ad attenderlo ci sono solo un paio di fotografi. Sotto il cappuccio nasconde un berretto di lana, porta una giacca di jeans i cui bottoni sono agganciati, ma solo i primi due o tre, parla al telefono perché tiene delle vistose cuffie sulle tempie. Lo precede un signore distinto che sembra essersi fatto carico della sua roba, anche se Sulley tiene un trolley per sé.

La cosa più assurda trovata dal periodo arabo di Muntari, prima di procedere. Con l’Ittihad (significa Unione), squadra del campionato saudita, avrebbe guadagnato un sacco di soldi – 14 milioni in due anni, scrive GdS. L’Ittihad si è però trovato in difficoltà finanziarie e mica poteva dare tutti quei soldi a Sulley Muntari. Non è chiaro come si siano lasciate le parti, però ghanaweb.com parla di un diktat dalla FIFA alla società della città di Jeddah di pagare 5 milioni al Muntari. In un altro strano pezzo del luglio 2015 ghanasoccernet.com prevede un grande successo per Muntari in Arabia Saudita. Per lui quello era “un nuovo capitolo, una nuova sfida“. Non è lì in vacanza, chiarisce. Ora beccatevi un gol saudita di Sulley Muntari:

BOOM.

Il Depor non se la passa bene. Non vince dal 9 dicembre e Seedorf non ha portato quella freschezza sperata. Il Depor è penultimo, ha la peggior difesa del campionato e per salvarsi dovrà scalzare Las Palmas e Levante. Gioca con 4-2-3-1 piuttosto elementare, con Bakkali (ricordate quando era un giovane di belle speranze?) e Adrián López sugli esterni. Come centravanti Florin Andone o Lucas Pérez, mentre sulla trequarti Colak ha perso il posto in favore di Mosquera. Stanno trovando sempre meno spazio Fede Cartabia e Fede Valverde, il che è molto triste. In mezzo al campo Krohn-Dehli e Muntari sembrano aver preso il posto a Borges e Guilherme.

Sulley è sudatissimo già nel riscaldamento, o forse è la pesante pioggia che cade su Madrid. Seedorf sembra sollecitarne il vestimento prima dell’ingresso in campo. Il campo del Coliseum Alfonso Pérez di Getafe, municipalità nella zona sud di Madrid, è zuppo d’acqua. I padroni di casa segnano due gol sul finire del primo tempo e chiudono i conti grazie ad un erroraccio di Bóveda.

La conferenza post-Getafe non è delle più felici. Sulley dice che tornare al 100% è “una cosa tutta mentale” e “dobbiamo venir fuori da questa situazione, che non è una situazione, è un momento. […] Seedorf è maturato molto rispetto a quando allenava al Milan nel 2014. Ora è calmo, parla molto e cerca di entrare nella testa di tutti.” Quando gli fanno notare che porta la #21 di Valerón, lui non mente: non sa chi sia.

L’account YouTube del Depor ha caricato 21 minuti di intervista a Muntari con una traduttrice che si appunta cose con la Bic blu e traspare la stessa voglia di essere in quella situazione di un neo-entrato al 90′ a partita già chiusa. Più si guarda il video e più le tre bottigliette in primo piano sembrano formare una natura morta, impolverata: la traduttrice sorride solo quando Sulley definisce cool la gente di La Coruña. I tifosi del Depor, forse un po’ ingenerosamente (sembra raffreddata), criticano “la nuestra traductora” nei commenti. Qualcun altro parla del ruolo chiave che potrà avere Sulley nella salvezza del Depor e pensate Muntari ubriaco a festeggiare la salvezza per le strade di La Coruña che si chiede perché non potevano chiamarla solo Coruña.

(Se n’è parlato sopra, il Milan ha recentemente sfidato la Roma, insomma vi ricordate quella volta che Muntari tentò di impedire all’arbitro di espellerlo?)

Tweet sparsi™

Di nuovo? Sì.

-Che cosa accende in noi una scintilla? Un flipper d’esterno.

-Juan Mata e il VAR si amano già.

-La prima squadra del Napoli osserva la Primavera del Napoli battere i pari età della Juve per 2 a 3. Reina, sulla sinistra, si lava i denti. Tanto nessun giovane ti toglierà il posto, vero Pepe?

-Quando Abbiati chiuse la porta in faccia a Van Persie #MilanArsenal

-Un GOLAZO di Ciccio Tavano? Perché no.

-L’account del Bristol City è sempre molto colorito. Cos’ha in mano qui Diédhiou? Un lunghissimo e stranissimo microfono o un tubo per doccini molto colorato o un serpente di gomma o un prezioso vetro di Murano o il bong di Antonio Razzi?

-Lukaku propone un All-Star Game in Premier League.

#KharkhivFashionWeek e altre cose altrettanto reali.

-Il Milan che batté l’Arsenal 4-0 ft. Luca Antonini:

-Prima della figuraccia al Bernabéu (dei giovani esaltare i pregi, non i difetti, Unai) Lo Celso era forte al gioco del calcio.

-Lo Swansea non si è scordato di Michu ♥

-Calciatori con calzini alle braccia: in Romania sì che fa freddo.

Chi farà diventare Kebab Poldi™ un franchising di successo?

Che c’è di strano? Lukas Podolski ha aperto una kebabberia a Colonia, la città che lo ha visto diventare qualcuno. Tornato nella Renania settentrionale per curare un infortunio alla coscia, Poldi ha attratto 1000+ fan affamati fuori dal negozio. Alcuni hanno aspettato anche più di 5 ore per un po’ di carne-e-panino, dicono. È possibile che diventi una roba seria? Che Poldi ci faccia un sacco di soldi? Vedremo mai Ed Sheeran o Kim Kardashian mangiare un Kebab Poldi™ a Venice Beach? Forse no, ma c’è chi potrebbe farlo succedere:

-Marotta&Paratici.

-Donadoni&Tassotti, che hanno già un ristorante nella guida Michelin.

-Una holding composta da Enes Ünal ed Emre Mor con sede alle Isole Salomone.

-Lukas Podolski, appena smette di fingere di giocare al Vissel Kobe in Giappone.

-La cooperativa “Amici del Göztepe”.

-La cordata Dainelli-Gilardino-Spalletti, proprietari di un locale a Firenze che sul muro appende frasi di Mourinho come fossero poesie di Ungaretti.

-Iniesta, che produce vino di qualità e potrebbe restituire al kebab lo status che merita.

*per la risposta esatta aprire il link*.