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Stagione 2013-2014: Consacrazione

11. In estate si trasferisce all’Inter, diventando l’ultimo regalo del presidente Moratti alla sua creatura. In rosa c’è ancora Milito (che sta recuperando dall’infortunio al ginocchio) oltre a Palacio e Belfodil (sigh), insomma il posto non è assicurato. Alla terza giornata però si sblocca, indovinate contro chi?

Capacità di smarcamento, velocità di esecuzione e “senso del gol” una volta ricevuto il filtrante di Alvarez da purosangue dell’area di rigore.

12. Sul neutro di Trieste appoggio da due passi su assist di Nagatomo, pareggiato poi da Nainggolan. Passiamo oltre, il viaggio è ancora lungo.

13. Il nuovo #9 interista inizia ad avere problemi fisici (pubalgia) a cui si aggiunge la querelle amorosa con Maxi Lopez e Wanda Nara. Indubbiamente è il momento più difficile fino a quel momento della sua giovane carriera. Torna sul tabellino dei marcatori solo alla 24esima giornata, quando l’Inter di Walter Mazzarri espugna il Franchi, campo storicamente ostico per i nerazzurri, proprio grazie alla sua terza rete in campionato. Non è un gol banale come potrebbe sembrare a prima vista, il tocco di controbalzo sullo spiovente proveniente da sinistra con il piede debole è roba da palati fini.

14. Un gol che viene vanificato dalla doppietta di Bonaventura, che regala i tre punti ad un’Atalanta corsara a San Siro. Scatto verticale, dribbling a rientrare e destro secco sul primo palo. Con la sicurezza di chi ha finalmente recuperato il controllo sulla propria vita.

15 e 16. Doppietta interna contro il Bologna che vale solo un pareggio nonostante la pregevole fattura di entrambe le realizzazioni di Icardi, molto diverse tra di loro. Nel primo gol si nota come all’epoca Icardi potesse ancora godere di due metri di spazio in area, mentre la seconda rete è uno straordinario destro a giro scagliato praticamente da fermo che si infila all’incrocio. Se volete un esempio da mostrare al vostro amico che sostiene che Icardi è scarso tecnicamente, il #16 fa per voi.

17 e 18. La partita a Marassi contro i suoi ex tifosi, che nel frattempo hanno iniziato ad odiarlo prendendo le parti di Lopez nel caso extra-campo, arriva la partita successiva. Icardi viene beccato sin dal riscaldamento e questo non fa che aumentare la sua voglia di segnare. Ci impiega solamente 13 minuti a raccogliere il cross di Palacio per purgare sotto la gradinata Sud la sua ex squadra, con tanto di mano all’orecchio ed esultanza polemica. Palacio che gli regala anche la gioia della doppietta con la solita straordinaria generosità.

19. Nel giorno dell’addio di Zanetti a San Siro Maurito non può esimersi dal raccogliere virtualmente l’eredità dello storico capitano nerazzurro, siglando il gol del sorpasso sulla Lazio. Su assist d’esterno dalla bellezza stordente di Kovacic sigla il suo nono gol di un campionato travagliato, l’unico concluso sotto la doppia cifra fino ad oggi.

Se non vi vengono gli occhi lucidi vedendo Pupi siete delle brutte persone.

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