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Stagione 2014-2015: Capocannoniere

20, 21 e 22. Già alla seconda giornata Icardi mette in chiaro che in quella stagione ha intenzione di fare sul serio. Nel secondo 7-0 consecutivo rifilato al Sassuolo arriva una tripletta: il primo di pura determinazione, il secondo è un altro destro a giro dal limite dell’area, il terzo è un sinistro splendido ad incrociare arrivato dopo l’ennesimo smarcamento perfetto per timing e movimento. Prima tripletta in maglia nerazzurra.

23. Rigore decisivo a Cesena, palla da una parte e portiere dall’altra. 0-1.

24. Secondo rigore consecutivo, questa volta molto più pesante perché a tempo praticamente scaduto. Internazionale 1 – Sampdoria 0.

25 e 26. Dopo la tragicomica sconfitta a Parma con doppietta di De Ceglie (ehm) l’Inter tenta di riscattarsi in casa contro il Verona di Toni. Il duello rusticano tra i due 9, che si prolungherà tutta la stagione, vede andare a segno entrambi. Dopo il vantaggio firmato proprio da Toni, Icardi risponde con una doppietta. Sinistro e dito a zittire i malumori dei tifosi e appoggio in rete facile facile sul secondo assist consecutivo di Palacio. Il pareggio finale di Nico Lopez sarà fatale per la panchina di Mazzarri e spalancherà le porte al Mancini-bis.

27. Il primo gol sotto la gestione Mancine è inutile in casa. L’Udinese, infatti, espugna San Siro e l’Inter rimane ancora a secco di vittorie dopo tre partite dal cambio in panchina. Il gol è un’azione ormai vista e rivista: scatto sul filo del fuorigioco e portiere senza scampo. Pregevole ma inutile.

28. Sarà il bianconero che lo ispira, sarà che Bonucci non si trova proprio a suo agio nel marcarlo, sarà che sfidare Buffon lo esalta … sarà quel che sarà, ma (quasi) ogni volta che entra in campo contro la Juventus, Icardi segna. Agguanta il pareggio allo Stadium dopo il vantaggio immediato di Tevez. Sul filtrante di Guarin tiene botta fisicamente al #19 bianconero e fredda Gigi che esce in maniera non impeccabile. In seguito non serve un Osvaldo solissimo per il possibile 1 a 2, episodio che incrina i già sottili equilibri nello spogliatoio.

Tenete aggiornata la contabilità: sono 5 in 4 partite contro i bianconeri

29. Perin gliene nega due molto più belli in precedenza, poi capitola su un colpo di testa centrale comodissimo, quasi annoiato dalla incomprensibile solitudine sugli sviluppi di corner. Proseguiamo? Proseguiamo.

30. Il 9 nerazzurro non parte nemmeno da titolare, segna un gol inutile nella sconfitta di Sassuolo saltando Consigli e litiga con la curva a fine partita. Parte da questo pomeriggio emiliano il dissidio che perdura ancora oggi tra l’attuale capitano e trascinatore nerazzurro e la frangia di tifo più passionale dell’Inter. Una frizione che probabilmente non si sanerà mai del tutto.

31 e 32. Una doppietta in un clima gelido. Icardi gonfia la rete in due occasioni e non esulta. Un palo, un destro potente e uno stacco di testa ad anticipare tutti sul primo palo. Glaciale.

33. Gol muto.

34. Altro rigore pesante, all’87°, quello per agguantare un pareggio in rimonta in casa del Napoli. Andujar tenta di disorientare il #9 interista danzando sulla linea di porta, Icardi reagisce così…

Quindicesimo in campionato.

35. Dormita difensiva collettiva della difesa dell’Hellas regala il sedicesimo gol stagionale. Con il senno di poi è quello che toglie il titolo solitario al loro capitano…

36. Ha appena fallito il pallone del possibile vantaggio contro la Roma, una delle sfide più sentite dopo i vari duelli in vetta alla classifica post-Calciopoli. Non si dispera e la vince all’88esimo. Controllo orientato per creare la separazione tra sé e Manolas prima della staffilata che trova il pertugio giusto.

37. Calcio di rigore contro l’ex Stramaccioni. Finale scontato.

38. Se non è Icardi ad andare verso il gol contro la Juventus, è il gol contro la Juventus che va da Icardi. 5+1=6, in cinque presenze.

39. Non si capisce bene se stoppa il pallone con la spalla o se è un rimpallo fortunoso tra lui e il difensore, fatto sta che la palla rimane a sua disposizione e lui non può sbagliarlo manco per sbaglio. Quota venti raggiunta.

40 e 41. Toni ha già concluso il suo campionato a quota 22. Con una doppietta Icardi agguanterebbe il 9 dell’Hellas, con una tripletta vincerebbe la classifica dei capocannonieri in solitaria. L’Inter nel frattempo ha bisogno di vincere per sperare nel settimo posto e contemporaneamente aspettare notizie di una sconfitta della Sampdoria. Insomma, una minima esigenza di squadra esiste ancora. Ed è per questo che al 48esimo invece di tentare di scavalcare il portiere preferisce servire Palacio per l’uno a zero, fregandosene degli obbiettivi personali. La sorte decide allora di premiarlo facendogli raggiungere quota 22: solo davanti al portiere non sbaglia e poi, dopo una clamorosa rimonta dell’Empoli, al 77esimo vince la classifica dei cannonieri.

22

1 2 3 4 5 6