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Stagione 2016-2017: Faro nella notte

58. Doveva essere l’Inter di Mancini, alla prima con il Chievo è l’Inter di De Boer, da due settimane scarse. Basterebbe questo incipit a spiegare il titolo di questo capitolo della storia di Mauro Icardi. Il debutto a Verona non può che trasformarsi in un capitombolo collettivo, la prima in casa viene salvata dal capitano interista: discesa di Candreva a destra e cross morbido da girare in tranquillità sul secondo palo. Un punto e un filo di ossigeno.

59 e 60. A Pescara, invece, Icardi la ribalta del tutto. I nerazzurri vanno sotto ma una doppietta di rabbia regala la prima W in classifica. Altro gol di testa (sempre indirizzandola sul palo lontano, con il traversone che è anche leggermente più arretrato della sua linea di corsa) e gol da spietato centravanti su un pallone vagante.

61. Dopo la clamorosa sconfitta interna contro il Beer Sheva in Europa League l’Inter sembra destinata a vedere fallire la sua stagione già tre giorni dopo, quando a San Siro arriva la Juventus. Icardi ha idee diverse. Pareggia immediatamente lo svantaggio di Lichtsteiner da angolo e poi serve un assist fantastico a Perisic. De Boer batte Allegri.

I quadricipiti lo portano un poco più su di Barzagli, il resto lo fa la sua sensibilità.

62 e 63. Senza troppi patemi l’Inter vince anche ad Empoli e sembra aver imboccato la strada giusta. L’ennesimo colpo di testa della stagione (in tuffo) su cross di Candreva per il vantaggio, l’appoggio a tu per tu con il portiere per il raddoppio. Doppietta in 17 minuti e 3 punti in cassaforte.

64 e 65. Quando è sul punto di ingranare, il meccanismo si inceppa. L’Inter non fa più punti e scoppia anche la polemica tra la Curva Nord e il 9 interista per l’autobiografia e la sua versione dei fatti sullo scontro a Reggio Emilia appena prima della partita casalinga con il Cagliari, in cui Icardi sbaglia anche un rigore. Passa un mese intero senza segnare e De Boer inizia a traballare. Si sblocca con la doppietta al Torino: gentile omaggio di Hart e poi…

… e poi scarica una lavatrice sotto l’incrocio nonostante sia praticamente girato spalle alla porta.

66 e 67. La successiva sconfitta con la Sampdoria costa la panchina all’olandese e l’Inter si trova momentaneamente in mano a Vecchi per la partita con il Crotone. Match che sembra stregato ma una volta che Perisic ha buttato giù il muro i nerazzurri dilagano. Altra doppia marcatura, con rigore e girata in area.

68 e 69. Dopo l’arrivo di Pioli e dopo aver mancato ancora l’appuntamento con il gol nel derby della Madonnina, ne segna due alla Fiorentina. Il 3 a 0 è uno slalom speciale tra le maglie bianche della Viola, il 4 a 2 è una liberazione dall’ansia di farsi acciuffare.

70 e 71. Altra spizzicata clamorosa verso il secondo palo e destro a suggellare un ottimo schema su calcio di punizione. L’Inter annichilisce una lanciatissima Lazio 3-0 a San Siro. Per Icardi è il quattordicesimo gol in diciotto giornate, la sesta (!) doppietta stagionale.

72. Cross di Candreva (strano), gol di Icardi (strano) in spaccata con la sfera indirizzata verso il secondo palo (strano).

73. Il nueve si blocca per 5 partite ma l’Inter ne risente solo contro la Juventus mettendo in cascina 12 punti sui 15 disponibili. Insomma, il piano rimonta non sembra più una follia. Quando Icardi si sblocca l’Inter cade con la Roma, che domina a San Siro. La fiammella riaccesa da Maurito viene subito spenta da Perotti.

74. Rigore in una goleada a Cagliari.

75, 76 e 77. Il momento più alto della gestione Pioli. L’Inter abbatte con sette gol l’Atalanta dei miracoli e il tecnico parmigiano viene acclamato dalla curva interista, che invita la dirigenza a puntare su di lui. L’uomo simbolo di una partita del genere non può che essere Icardi. Tripletta in 26 minuti: gol di rapina, cucchiaio su rigore e capocciata verso il palo lungo. Sarà l’inizio della fine.

78. Quando sei condannato a vincerle tutte al primo passo falso sei finito, soprattutto se i tuoi giocatori decidono di staccare la spina con mesi di anticipo. L’imperdonabile ultimo periodo di campionato nerazzurro è utile solo a far registrare il primo gol nella stracittadina milanese a Icardi, dopo un buon duetto con Perisic.

79, 80 e 81. L’imbarazzante prestazione di Firenze viene in parte salvata dalla tripletta di Mauro Icardi, la seconda stagionale e l’ottava marcatura multipla in campionato. Sigla su una verticalizzazione la prima rete personale, con una girata chirurgica la seconda e di testa la terza.

L’infortunio alla coscia, arrivato dopo tre partite a secco e l’esonero di Pioli, lo escludono fino alla fine dell’ennesimo campionato difficile in maglia nerazzurra. L’ottavo posto e l’esclusione dalle coppe europee sono l’ennesimo smacco per un giocatore dai numeri assurdi ma che è ancora a secco di presenza nella massima competizione europea.

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