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Stagione 2017-2018: Ascensione?

82 e 83. Alla guida dell’Inter arriva Luciano Spalletti, con il compito di mettere a posto a 360 gradi l’ambiente dell’Inter: dalla parte tattica alla comunicazione con i tifosi, dopo la seconda estate travagliata consecutiva. Il calendario mette sulla strada dei nerazzurri l’ex Stefano Pioli subito alla prima giornata. Ci vogliono sei minuti ad Icardi per sbloccarsi in campionato: conquista e trasforma il calcio di rigore dell’1 a 0. Al 15° il raddoppio: un gol da attaccante vero, con quella che ormai potremmo definire la sua trademark move. Sul traversone di Perisic ruba il tempo a Tomovic e spedisce sul palo più lontano.

84 e 85. Seconda giornata e seconda doppietta. La vittima è la ex del suo nuovo mister, quella Roma che va in vantaggio con Dzeko, prende tre legni e poi si arrende all’ondata interista. Il double di Maurito è da bomber di razza: sul primo sfrutta l’uscita di Fazio per trovare lo spazio giusto in cui controllare e tirare rubando il tempo ad Allison; sul secondo si stacca dalla marcatura e poi, nell’area piccola, fa valere la sua legge. La timida reazione della Roma viene spenta dal colpo del KO tecnico di Vecino.

86. Rigore contro la Spal. 5 gol in tre partite. Medie insostenibili o quasi.

87. Lucido come la sua pelata dagli 11 metri per evitare all’Inter il capitombolo a Bologna.

88, 89 e 90. La tripletta di Mauro Icardi nel derby dello scorso 15 ottobre è assomigliata tanto ad una manifestazione divina. Tantissimi scettici hanno (finalmente) ricevuto l’illuminazione. L’opinione pubblica sta finalmente comprendendo che, per quanto possa essere anacronistico e “limitato” il suo modo di giocare (anche se ormai è luogo comune coprirsi gli occhi sugli sforzi e l’impegno che Icardi sta mettendo ampliare la sua area di influenza), il 9 di Rosario sia un’eccellenza. Il primo gol, per il tempismo con cui brucia il marcatore e devia il cross di Candreva quel tanto che basta a metterlo sul secondo palo, è da eletto dell’area di rigore. Il secondo gol, per il tempismo con cui si smarca (con tanti omaggi della difesa milanista) e si coordina per la volèe sporca di destro, è mostruoso. Il terzo gol, per vincere un derby 3 a 2 nel recupero, è da Estraneo.

“Ho visto Dio, ed era vestito da Mauro Icardi”.

91 e 92. Per confermare il momento di onnipotenza decide di farne altri due la partita successiva in quel di Milano, dopo un pareggio che sa di consacrazione a Napoli. A San Siro arriva la Sampdoria di Marco Giampaolo, pronosticata dalla redazione già ad inizio stagione come sorpresa del campionato, e il Nostro non può che palesarsi nuovamente in tutto il suo killer instinct. Altra volèe su cross di Vecino e solita puntualità impeccabile nell’area piccola.

93 e 94. Quarta doppietta stagionale (a metà novembre). La vittima è l’Atalanta del mai troppo tenero ex Gasperini. 1-0: scompare dai radar della difesa atalantina e vi riappare solo quando ormai è troppo tardi. 2-0: parlano le immagini…

Se seguite il suo movimento capite come legge l’azione. Appena D’Ambrosio recupera la sfera capisce che non serve allungare la difesa quindi rimane in una zona intermedia in cui potrà prendere una decisione. Per un attimo si ferma per staccarsi dalla marcatura, ma appena vede lo spazio che ha a disposizione il compagno non esita a buttarsi verso il secondo palo. Il resto è puro talento: l’istinto gli suggerisce che il cross è corto e gli fa cambiare la traiettoria di corsa per anticipare il difensore e sistemarla all’angolo basso.

95 e 96. In una trasferta che va molto vicina a trasformarsi in un incubo basta il primo tiro verso la porta a Icardi per rimettere tutto in discesa. Il capitano interista la sblocca facendosi trovare prontissimo sul salvataggio di Perisic e la chiude dopo il gol di Pavoletti. Quinta doppietta stagionale (siamo sempre a novembre).

97. Nel pomeriggio in cui l’Inter si prende la vetta solitaria e Perisic la scena, Icardi non può far mancare la sua firma. Imbeccata verticale, una esitazione di troppo ma il solito destro chirurgico per siglare il due a zero. Prima di prendersi un pomeriggio di relativo riposo.

98. Dopo il pareggio per 0 a 0 a Torino l’Inter si ritrova comunque in vetta in solitaria grazie ai passi falsi altrui. Con l’Udinese in casa ha l’occasione per prolungare la sua imbattibilità rimanendo così davanti a tutti. Al primo sgambetto di Lasagna, Icardi trova la forza di liberarsi dalla marcatura di Larsen e di pareggiare immediatamente la partita, pescato dall’ennesimo assist di Candreva. Al cazzotto di DePaul alza bandiera bianca anche il capitano interista.

99. Nel momento più complicato dell’avventura di Luciano Spalletti l’Inter va in trasferta sul campo tradizionalmente ostico del Franchi di Firenze. Grazie a due guizzi “serpenteschi” di Icardi (il primo disinnescato in qualche modo da Sportiello), su una punizione ben calibrata di Cancelo, l’Inter strappa un punto prezioso per trascinarsi fino alla sosta invernale in cui ricaricare le batterie.

100, 101, 102 e 103. Arriviamo finalmente a ieri. L’Inter arriva da un pareggio 0-0 con il Napoli in casa, un risultato che sembra poter chiudere un periodo osceno per la banda Spalletti. I bonus per rimanere nella corsa Champions sono finiti e a Marassi l’Inter è costretta a prendersi i 3 punti contro la Sampdoria. L’approccio mentale nerazzurro è ottimo e, una volta sbloccata dal colpo di testa di Perisic, la scena se la prende il capitano nerazzurro. Dopo troppi mesi di attesa fa finalmente 100 in Serie A, spiazzando dal dischetto Viviano. Il 101, che potete vedere qui sotto, è il prodotto dell’intuito di uno che dentro l’area di rigore si trova come a casa sua, tanto da segnare anche senza vedere lo specchio della porta. Il 102 è un facile tap-in, il 103 è una conclusione al volo sporca e mandata in porta dalla dea bendata. Settima marcatura multipla stagionale che gli consente anche di arrivare a quota 100 con la sola maglia nerazzurra, in tutte le competizioni.

Un modo non banale per non fermarsi ad un numero banale

A 25 anni Mauro Icardi è già nella top ten dei marcatori nerazzurri all time e dell’Inter è capitano, simbolo e trascinatore. Personaggio che divide più per l’atteggiamento strafottente in campo e sui social che per essere davvero un bad-boy, i numeri non fanno che difenderlo a spada tratta. Perché a 25 anni gli speaker degli stadi di tutta Italia hanno già scandito per 103 volte il nome di Mauro Emanuel Icardi.

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