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Lo straordinario avvio di campionato di Krzysztof Piątek, autore di ben 9 gol nelle prime 7 giornate, in cui ha sempre timbrato il cartellino, ha riportato sulla bocca di tantissimi addetti ai lavori nomi più o meno dimenticati. Cinque gol in quattro partite per eguagliare l’impatto straordinario di Sheva sul calcio italiano, nove centri in sette partite per liberarsi dell’ombra di Ezio Pascutti – per chi come il sottoscritto se lo fosse chiesto, attaccante del Bologna per 14 lunghe stagioni, dal ’55 al ’69. L’unico calciatore al momento non raggiunto è un centravanti venerato da tutti – tifosi e avversari, ex compagni o professionisti che lo hanno sempre preso come modello di riferimento – come uno dei migliori di sempre: Gabriel Omar Batistuta.

Bati per il momento rimane l’unico ad avere segnato consecutivamente in più giornate di Piątek. Se già ci sembra assurdo quello che sta combinando il polacco, pensare che Batistuta abbia segnato per undici (!) giornate di fila è un pensiero folle per uno della mia generazione, nato negli anni di quello che negli Stati Uniti definirebbero come prime della carriera dell’argentino e di conseguenza sprovvisto di ricordi diretti di Batistuta come giocatore. Eppure la figura di Bati, così tanto amato sulle sponde dell’Arno, ha sempre esercitato un certo fascino su di me. Un giocatore da sempre percepito come una semi-divinità del pallone, così tanto forte e leale da non voler abbandonare una squadra e una città che non gli restituiva titoli ma amore e gratitudine.  Uno scudetto poi lo vinse, a Roma, segnando un gol pesantissimo contro la Fiorentina e piangendo lacrime di dolore in campo.

Ecco, un giocatore e un uomo così non può che stuzzicare la curiosità e l’ammirazione di un appassionato di calcio. Venuto a conoscenza dello straordinario record fatto registrare nella stagione ’94-’95 grazie all’arrivo in Italia di un coetaneo polacco semi-sconosciuto, ho deciso di (ri)vivere, vedere e commentare l’incredibile serie di tredici reti messe a segno nelle prime undici giornate di quel campionato.

1° giornata: Fiorentina 2 – Cagliari 1

Minuto 80′: gol della vittoria

La prima rete stagionale è subito una rete pesante, che regala l’intera posta in palio alla Viola. Un traversone dalla destra viene lasciato scorrere da Batistuta – dal movimento della testa e dal fatto che orienta immediatamente il corpo per dettare il passaggio in area si intuisce che non ha mancato la sfera ma l’ha volutamente lasciata passare – che riceve il passaggio di ritorno da Flachi, resiste fisicamente al contrasto di un avversario e vince il rimpallo. Il portiere in uscita non ha scampo e la quarta stagione dell’argentino a Firenze viene battezzata nel migliore dei modi.

Il primo gol è sintomatico di alcuni aspetti che da sempre evidenziano il grande attaccante: la conoscenza della propria posizione rispetto alla porta e, di conseguenza, la capacità di fidarsi del compagno, meglio piazzato per ricevere un pallone per lui difficile da controllare e da rendere pericoloso. Un’intelligenza calcistica di molto sopra la media.

2° giornata: Genoa 1 – Fiorentina 1

Minuto 25′: pallonetto che porta in vantaggio la Fiorentina

Il tocco sotto morbido di mancino è solo il coronamento di un’azione caratterizzata da una grandissima cifra tecnica. Lo scambio con Baiano – con cui il #9 taglia letteralmente in due la difesa genoana, non esente da colpe – è un chiaro esempio di come Batistuta sia stato un attaccante in grado di giocare anche lontano dall’area di rigore. Quello che lascia stupiti è la velocità con cui pensa una soluzione complicata, decide di realizzare quella giocata e la trasforma effettivamente in realtà alla perfezione: il controllo sempre di sinistro (il piede debole) con cui alza il pallone per evitare il contrasto è forse la parte migliore dell’intera azione. Il Re Leone era un giocatore di un’altra categoria.

3° giornata: Fiorentina 3 – Cremonese 1

Minuto 25′ e 59′: doppietta che regala e mette al sicuro la seconda vittoria casalinga

La prima rete è un calcio di punizione indiretto da circa 25 metri dalla porta della Cremonese. Il destro è sicuramente potente e il rimbalzo sembra arrivare proprio nella zona del portiere ma la complicità dell’estremo difensore è netta e indiscutibile. Il gol della sicurezza, invece, è un pezzo di bravura del nueve della Viola. Un gol che sarà trasmesso per alcuni anni sui maxischermi del Franchi prima dell’inizio delle partite, un feticcio per i tifosi viola.

La discesa sulla destra di Carnasciali arriva a produrre un traversone interessante ma tutt’altro che pericoloso se il destinatario di quel passaggio non fosse un fenomeno. Mentre il compagno è impegnato ad aggiustarsi il pallone per arrivare al cross, Batistuta sta andando alla ricerca dello spazio alle spalle della difesa della Cremonese sul secondo palo.

Gli elementi che fanno la differenza, in questo caso, sono due: il primo è che gli occhi di Batistuta sono incollati al pallone in possesso del compagno, la testa è sempre voltata alla ricerca del compagno e questo gli consente di correggere la traiettoria della propria corsa in funzione del passaggio del compagno; il secondo è la capacità di modificare la posizione del proprio corpo e trovare la coordinazione adeguata in un lasso di tempo davvero breve. In un lampo accorcia il passo, orienta il busto prima ancora delle gambe per guardare il pallone e insieme trova l’appoggio con il sinistro sull’unica zolla che gli consente di estendere a pieno la gamba destra per trovare l’impatto con il pallone con il tempo giusto. La traiettoria che ne scaturisce è perfetta e bacia la faccia interna del palo prima di depositarsi in rete. Un gol bellissimo, che aumenta il proprio fascino ogni volta che lo si guarda.

4° giornata: Inter 3 – Fiorentina 1

Minuto 11′: momentaneo pareggio di testa da due passi

Il meno spettacolare dei primi cinque gol in campionato di Bati è quello a San Siro. Un appoggio da due passi di testa, con la netta complicità del portiere che rimane inchiodato alla linea di porta senza un vero motivo. La qualità che mette in mostra è, ancora una volta, la capacità di leggere la traiettoria dei palloni scodellati in area prima e meglio di tutti.

5° giornata: Fiorentina 1 – Lazio 1

Minuto 60′: tap-in dopo respinta del palo

Se dovessi definire con una sola parola il gol alla Lazio allora quella parola sarebbe “ferocia”. Il colpo di testa dona una forza straordinaria al pallone che si stampa sul palo con il portiere – Marchegiani – immobile sulla linea. Sulla respinta è ancora il più veloce a comprendere che la sfera sarebbe tornata perfettamente a sua disposizione e non ha problemi a coordinarsi appena atterrato dallo stacco di testa per colpire verso la porta. Gli scarsi riflessi del portiere biancoceleste fanno il resto.

6° giornata: Reggiana 1 – Fiorentina 1 + 7° giornata: Fiorentina 4 – Padova 1

Minuto 61′ e minuto 57′: due calci di rigore

Il settimo e l’ottavo gol in campionato di Batistuta sono due calci di rigore dal peso specifico totalmente diverso. Il primo, quello con la Reggiana, è quello che può regalare il pareggio alla sua squadra, passata in svantaggio dopo 39 minuti e incapace di creare grossi pericoli verso la porta dei padroni di casa fino a quel momento. Il secondo, quello con il Padova, è il sigillo definitivo ad un risultato già ampiamente definito e all’interno di una partita dominata e piena di palle gol.

Quello che li accomuna è il modo di calciarli di Batistuta: nessuna indecisione, un destro potente di collo pieno, il più delle volte centrale, che non concede possibilità di replica al portiere. Non ci sono differenze per un giocatore con la personalità di Bati tra il calciare un rigore decisivo e uno per proseguire la cavalcata alla ricerca del record personale.

8° giornata: Brescia 2 – Fiorentina 4

Minuto 31′: colpo di testa sotto l’incrocio dei pali

Il pallone arriva morbido e lento. Per avere reali chance di battere il portiere servirebbe stoppare il pallone con il petto ma a quel punto avrebbe due difensori addosso. Al di là della precisione con cui Batistuta indirizza il colpo di testa esattamente sotto l’incrocio, quello che mi lascia più impressionato è la forza che riesce ad imporre al pallone. Una frustata incredibile che difficilmente consente di abbinare tanta precisione. Esattamente come in occasione della rete alla Lazio siglata poi su tap-in, invece, il colpo di testa del Re Leone sembra un colpo di fucile, secco, inesorabile. Palla all’incrocio e vantaggio regalato ai compagni.

9° giornata: Fiorentina 2 – Bari 0

Minuto 75′: rigore del raddoppio

Per prolungare la propria striscia di giornate consecutive in cui ha timbrato il cartellino arriva in soccorso l’arbitro Rodomonti, che indica il dischetto nonostante il contatto sembra sia avvenuto fuori dall’area di rigore. Portiere da una parte, conclusione potente e centrale. Tre punti in cassaforte e doppia cifra personale in sole nove giornate.

10° giornata: Napoli 2 – Fiorentina 5

Minuti 84′ e 90′: doppietta, di cui uno su rigore, per mettere al sicuro i tre punti al San Paolo

La Fiorentina ha appena ribaltato il risultato grazie all’autogol di Cannavaro, propiziato da una girata proprio di Batigol, e al gol di Cois e cerca il punto esclamativo con cui chiudere a doppia mandata il risultato. Batistuta non si fa pregare.

La prima rete è l’ultima realizzata su azione di questo incredibile filotto. Batistuta addomestica un pallone vagante a circa 7-8 metri dal limite dell’area di rigore e senza esitare punta la difesa napoletana piazzata in sua attesa. Sposa la palla sul destro e capendo di non avere lo spazio per tagliare in due l’ultima linea azzurra, decide di calciare verso la porta. La conclusione che parte dal suo piede è secca, a filo d’erba e maliziosa: il rimbalzo arriva nel momento esatto in cui Taglialatela mette le mani, non trovando così un impatto pulito con il pallone che si infila vicino al palo lontano.

L’esecuzione del calcio di rigore è la solita sentenza: destro indirizzato all’angolino alla destra dell’estremo difensore avversario che, pur intuendo la traiettoria e arrivando per tempo sul pallone, non possiede la forza necessaria per spingere fuori il tiro del capitano della Viola. Quarta vittoria consecutiva per la Fiorentina che fa immaginare un campionato migliore di quello che poi effettivamente sarà.

11° giornata: Fiorentina 2 – Sampdoria 2

Minuto 60′: rigore che sigla l’1-1

Il tredicesimo ed ultimo gol della serie arriva ancora dal dischetto, accolto da un boato rumoroso della Fiesole. Come in precedenza, la conclusione è potente e centrale. Zenga intuisce le intenzioni del #9 troppo tardi e prova a rimanere in piedi ma il destro è troppo potente per essere respinto. L’esultanza è la solita, rabbiosa e piena di passione.

La serie di rete di Batistuta si è interrotta al Delle Alpi di Torino nella sfida con la nemesi Juventus, da cui la Fiorentina esce sconfitta 3-2 dopo aver sprecato un clamoroso doppio vantaggio. La Viola ha concluso il campionato 1994/95 al decimo posto in classifica, fuori da tutte le coppe europee, ed è uscita ai quarti di Coppa Italia per mano del Parma. Una conclusione molto diversa da quella che è stata la partenza della squadra, trascinata dal futuro capocannoniere del campionato. Batistuta concluderà con 26 reti in A, 29 totali considerando tutte le competizioni in quella che è la stagione della sua consacrazione nel gotha del calcio europeo. Con un record che, a distanza di 24 anni, sembra ancora insuperabile. Piątek permettendo.