Le firme

Leonardo Capanni

Leonardo Capanni

Fiorentino, fondatore e admin di Zona Cesarini, autore a tempo perso. Soffro di una rara malattia compulsiva per tutto ciò che ha a che fare con viaggi, cinema di genere, musica e calcio. Adepto del culto di Matt Le Tissier.

Alessandro Bezzi

Social Media Strategist, Copywriter, Difensore centrale. Discuto di politica e scrivo di calcio, ma parlo d’amore.

Simone Bartalesi

Fondatore di Zona Cesarini. Vecchia mezzala sinistra di periferia, ha appeso le scarpette al chiodo da anni. Ambidestro naturale. Grande appassionato di calcio parlato. Roberto Baggio è la sua stella cometa.

Paolo Carelli

Paolo Carelli

Si occupa di ricerca e formazione sulla televisione e il giornalismo. Scrive di media (e altre storie) dove gli capita. Tifoso del Pergocrema, ama scrivere di calcio (passato) tanto quanto leggere i romanzi di Jonathan Coe.

Alberto Mapelli

Alberto Mapelli

21 anni, geometra come Galliani, inizia a parlare di calcio quando capisce che il suo mancino non è lo stesso di Recoba. Purtroppo.

Andrea Madera

Andrea Madera

28 anni, milanese, laureato in Cultura e Storia del sistema editoriale all’Università degli Studi di Milano. Scrivere è la mia passione, ho pubblicato il mio primo romanzo “L’isola degli innocenti” con la casa editrice Vanda e ho tradotto un libro dall’inglese all’italiano.

Federico Castiglioni

L’ala sinistra della redazione, tanto bravo con la penna quanto scarso con la palla. Non ho altro Dio all’infuori di Batistuta.

Gianluca Lorenzoni

Gianluca Lorenzoni

Toscano di frontiera, calciofilo romantico, bassista per diletto.
Prende la vita in contropiede, sperando di sfruttare un’occasione all’ultimo minuto, con un pezzo dei Creedence Clearwater Revival in sottofondo.

Gio Piccolino Boniforti

Gio Piccolino Boniforti

Point guard e appassionato d’arti visive, vive tra le nuvole in un mondo tutto suo; dove non è ben accetto.

Giuseppe Zotti

Giuseppe Zotti

Veneziano ma ormai modenese d’adozione, studente prossimo alla laurea in antropologia, alterno sedentarietà compulsiva a uno sfrenato bisogno di viaggiare.
Tra le tante cose che non sopporto c’è il descrivermi in poche righe, quindi la chiudo qui.

Jacopo Rossi

Tifoso polemico, narratore logorroico, giornalista mancato e mancante.
Scrivo di calcio perché, di base, non so giocarci.

Michele Pelacci

Michele Pelacci

Michele Pelacci è un liceale parmigiano tifoso del Milan. Più vecchio di Donnarumma ma più giovane di Locatelli. Venera Payet, Di Maria e Robben.

Niccolò Bennati

Amo tutto del calcio, tranne i calciatori forti e umili miglioratisi con dedizione e impegno. Loro mi fanno sentire in colpa.

Paolo Stradaioli

Paolo Stradaioli

Scrive di calcio perché i rigori li manda in curva, scrive di basket perché fatica a chiudere un terzo tempo. Vorrebbe girare il mondo e nel tempo perso cerca di laurearsi sempre senza disturbare, che non si sa mai.

Alfredo Montalto

Alfredo Montalto

Calciatore fallito (chi non lo è?) di seconda categoria. Scrive di calcio perché crede di capirne qualcosa. Suo figlio – ancora non concepito – arriverà in Serie A.

Federico Piazza

Federico Piazza

Fan numero 1 (forse perché l’unico) di Oliver Giroud, scrive di calcio perché ormai troppo pigro per giocarci.

Giovanni Parente

Napoletano, classe 1998. Vive, scrive e sogna di calcio. Ama raccontare le imprese di provincia e il football d’Oltremanica.

Michele Garribba

Michele Garribba

Michele Garribba (1995) di mattina finge di studiare fisioterapia ma la notte salva il mondo da chi scrive “altra alternativa” e “troppo esagerato”. Studia e scrive di hip-hop, calcio ed NBA, ovvero gli argomenti su cui nessuno gli chiede nulla.

Sara Liguori

Sara Liguori

Napoletana cresciuta a Castel San Pietro, vive a Firenze con il fedelissimo Piccolo Konan. Barista poliedrica, laureata in allestimento artistico, ha deciso che l’illustrazione è la sua vera passione. Zona Cesarini è la sua principale fonte d’ispirazione da quando ha dichiarato: “da grande voglio disegnare calciatori”.

Simone Viaro

Simone Viaro

Nutre una passione smodata per gli outcast pallonari, per i figli di un Dio minore che mai vedrete sulle prime dei quotidiani. Malgrado il suo ateismo impenitente, si professa fondamentalista zemaniano.

Matteo Aiello

Matteo Aiello

Volevo essere un calciatore e sono diventato un cestista. Ho un juke box in casa e una cineteca da 2500 film. Anfield è la mia religione. Nick Hornby il mio maestro. Scrivo perché sono un paraculo. Toglietemi tutto, ma non Bruce Springsteen e Yoann Gourcuff come trequartista alla Playstation.

Mattia Nesto

Mattia Nesto

Mi piacciono i giocatori tristi e le ali sinistre, gli stopper ruvidi e i geni incompresi. Ballo il tango con gli argentini, il valzer con i danubiani e cerco di evitare i tackle scivolati degli uruguayani. Non sono un nostalgico ma, semplicemente, mi piace vivere in altre dimensioni, anche calcistiche.